
Mercedes a Silverstone: i primi giri della W17 mandano un messaggio forte alla griglia del 2026
di Simone Scanu
Mercedes ha lanciato un messaggio inequivocabile al resto della griglia di Formula 1, completando l’intera quota di 200 km concessa per una giornata di filming day a Silverstone con la nuovissima W17, mettendo in mostra quella preparazione meticolosa e quella sicurezza che storicamente hanno definito l’approccio delle Frecce d’Argento ai grandi reset tecnici. George Russell e Kimi Antonelli hanno totalizzato insieme poco meno di 200 km sul bagnato, firmando un debutto da manuale in netto contrasto con gli approcci più prudenti o frammentati adottati da diverse squadre rivali. In vista di una rivoluzione tecnica a livello di griglia descritta come «il più grande scossone nella storia dello sport», la scelta di Mercedes di massimizzare subito il chilometraggio disponibile ha implicazioni profonde sul suo posizionamento competitivo in vista del 2026.
Uno sguardo all’eccellenza operativa e alla fiducia tecnica
L’importanza di quanto fatto da Mercedes a Silverstone non può essere separata dalle difficoltà incontrate dai concorrenti nei rispettivi shakedown. Audi, pur con risorse considerevoli e il supporto di un costruttore, ha percorso solo circa 50 km al debutto: un quarto del chilometraggio Mercedes. Racing Bulls, dotata del più recente motore Red Bull Ford Powertrains, ha scelto un approccio conservativo, limitandosi a un evento dimostrativo da 15 km a Imola prima di programmare un filming day separato. Cadillac, nuovo ingresso in griglia, non è riuscita a sfruttare l’intera quota di 200 km a Silverstone. Nel frattempo Alpine — alla prima uscita come team cliente motorizzato Mercedes — ha raggiunto circa 140 km mercoledì, prima che la luce in peggioramento fermasse i lavori.

Questa disparità mette in luce un vantaggio cruciale: la capacità di Mercedes di estrarre immediatamente il massimo valore dalla nuova combinazione powertrain-telaio. Il direttore dell’ingegneria in pista Andrew Shovlin ha definito la sessione «sensata», sottolineando l’attenzione a «sicurezza e affidabilità», ma il risultato racconta una padronanza tecnica più profonda. Quando una squadra riesce a puntare con sicurezza e a completare l’intera quota di un filming day appena uscita dai box con un’architettura di power unit completamente nuova, significa pianificazione meticolosa, integrazione superiore tra reparto motore e reparto telaio, e una fiducia di fondo nei principi progettuali della W17.
Il vantaggio nello sviluppo del motore che nessuno può ignorare
Le speculazioni sull’interpretazione Mercedes del regolamento motori circolano dalla fine del 2025: Ferrari, Audi e Honda hanno messo in discussione il modo in cui Mercedes e Red Bull avrebbero letto le nuove e più restrittive norme sul rapporto di compressione. Fonti del settore hanno suggerito che questa sola interpretazione tecnica potrebbe valere «diversi decimi di secondo in prestazione del motore». Pur restando affermazioni non verificate e contestate dai rivali, la FIA ha convocato tutti i costruttori per chiarire le specifiche: un incontro che evidenzia una reale preoccupazione competitiva per possibili zone grigie.
La capacità di Mercedes di macinare subito il massimo chilometraggio dopo aver svelato un motore che potrebbe avere vantaggi intrinseci di performance non fa che aumentare l’ansia nel paddock. La divisione di Brixworth ha sviluppato una power unit con una ripartizione quasi 50/50 tra elettrico e combustione, alimentata da carburanti sostenibili avanzati e pienamente dentro il nuovo quadro regolamentare. Se Mercedes ha davvero individuato un’interpretazione vantaggiosa ma legittima, o se il suo motore è semplicemente frutto di ingegneria superiore, il fatto di offrire affidabilità e resa immediata suggerisce che il team abbia costruito una proposta realmente competitiva fin dal primo giorno.
Le scelte progettuali riflettono ambizioni da titolo

La W17 incarna l’impegno Mercedes nel massimizzare questo reset regolamentare. La vettura mantiene l’iconica livrea argento e nera del team, ora valorizzata da una vistosa linea di flusso verde Petronas e dal nuovo branding Microsoft, che riflette la partnership tecnica pluriennale con il colosso del software su simulazioni, modellazione delle strategie di gara e flussi dati in pista integrati nell’infrastruttura cloud Azure. Sul piano tecnico, la W17 segue una filosofia distintiva: adotta aerodinamica attiva con ali anteriori e posteriori mobili, sospensione anteriore push-rod (che Mercedes ha mantenuto dal 2025, garantendo vantaggi intrinseci di peso cruciali per il target del peso minimo di 770 kg) e un disegno dei sidepod in salita che la differenzia dai primi render dei concorrenti.
L’esperto tecnico F1 Mark Hughes ha osservato che Mercedes sembra «puntare con decisione» sulla generazione di carico al posteriore dopo l’eliminazione dei tunnel venturi nel fondo: una scelta strategica che può indicare fiducia nella direzione aerodinamica di base della vettura. La porzione di fondo davanti al sidepod mostra un impegno totale nell’“in-washing” della scia delle ruote anteriori, ottimizzando l’efficienza del sottoscocca secondo le nuove regole.
Interrompere un digiuno di titoli che richiede perfezione
Il digiuno di quattro anni nel mondiale costruttori (2022-2025) rappresenta per Mercedes la fase più lunga senza titoli dall’inizio dell’era ibrida nel 2014. L’incapacità di padroneggiare l’aerodinamica a effetto suolo ha alimentato una fame feroce di tornare al vertice. La W17 e la power unit che la accompagna sono la risposta complessiva del management a quel fallimento.

Il team principal Toto Wolff ha presentato la W17 come fondamentale per «ristabilire il collegamento tra la divisione motori di Brixworth e il team telaio di Brackley». Un’impostazione che riconosce come il successo nel 2026 richieda un’integrazione perfetta tra power unit e chassis: esattamente l’area in cui Mercedes ha eseguito tutto alla perfezione a Silverstone.
Favoriti sulla carta, ma restano domande
Mercedes si avvicina al 2026 da favorita nelle prime quote, ancora prima che i test ufficiali siano conclusi. Questa fiducia riflette la storica capacità del team di interpretare al meglio i grandi cambi regolamentari: l’introduzione dei turbo ibridi nel 2014 vide Mercedes dominare grazie a una comprensione dell’architettura del nuovo motore superiore a quella dei rivali.
Eppure resta una domanda legittima: la W17 rappresenterà un vero passo avanti, o solo un’altra valutazione errata dell’era ground effect in una nuova confezione? È impossibile cogliere segnali competitivi concreti così presto. La partnership cliente di McLaren con Mercedes si è rivelata superiore nel 2024, una realtà umiliante che Wolff deve affrontare. Il test privato di Barcellona della prossima settimana e il successivo shakedown in Bahrain offriranno i primi veri indizi sulle prestazioni relative.

Ciò che si può dire con certezza è questo: Mercedes ha iniziato il 2026 esattamente come devono fare le squadre da titolo: preparazione impeccabile, massima raccolta dati e un messaggio chiaro ai rivali che intendono dominare questa nuova era, non inseguirla. La quota completa di chilometraggio completata al primo giorno è molto più di una normale esecuzione da shakedown. È una dichiarazione: Mercedes è pronta, la nuova vettura funziona e le Frecce d’Argento hanno lo sguardo fisso sul ritorno al vertice.
Per il resto della griglia, è insieme ispirazione e avvertimento.

Simone Scanu
È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

