
Nuove luci di emergenza in F1 accendono il dibattito: innovazione o distrazione?
di Simone Scanu
La stagione di Formula 1 2026 ha introdotto una novità che in pochi si aspettavano potesse diventare controversa: luci di emergenza integrate negli specchietti retrovisori della nuova generazione di monoposto. Mentre la FIA ha sostenuto l’aggiunta come una misura di sicurezza fondamentale, il commentatore di Sky Sports F1 Ted Kravitz si è imposto come critico dichiarato dell’innovazione, definendo la soluzione "fastidiosa" durante la copertura dello shakedown di Barcellona.
Le luci gialle lampeggianti funzionano come indicatori di pericolo simili a quelli delle auto stradali, segnalando agli altri piloti quando un veicolo sta procedendo con prestazioni ridotte. Tuttavia, il dibattito su questa aggiunta di sicurezza apparentemente semplice mette in luce tensioni più profonde nel motorsport tra progresso tecnologico e considerazioni estetiche e pratiche dello sport.
Perché la FIA ha introdotto le luci di emergenza

L’origine del sistema di luci di emergenza nasce da una reale preoccupazione per la sicurezza. In condizioni di bagnato—notoriamente difficili in Formula 1—le tradizionali luci pioggia posteriori, pur essendo efficaci per le vetture che seguono direttamente un avversario, non garantiscono una visibilità adeguata quando le monoposto vanno in testacoda o rientrano in pista di traverso. Come ha spiegato Bernie Collins durante la copertura Sky Sports dei test di Barcellona: "Prima avevamo quella grande luce pioggia sul retro della macchina. È molto utile se sei direttamente dietro l’auto davanti, ma, come vediamo spesso sotto la pioggia, se una vettura va in testacoda o rientra in pista sia in avanti sia di lato, in nessuno di quei casi c’è una luce."
Il direttore FIA per le monoposto Nikolas Tombazis ha sottolineato la logica di sicurezza: "Se una vettura sta ruotando ed è in posizione laterale rispetto al traffico in arrivo, queste luci aiuteranno la vettura che sopraggiunge a vedere quella in testacoda e quindi, ovviamente, si spera a evitarla." Questa capacità colma una lacuna critica nei protocolli di sicurezza già esistenti, soprattutto quando la visibilità è compromessa.
Oltre alla sicurezza dei piloti, le luci di emergenza hanno anche un’ulteriore funzione legata alla tecnologia ibrida. Il sistema di segnalazione comunica chiaramente quando l’ERS (Energy Recovery System) è ancora attivo, proteggendo commissari e personale medico dai rischi elettrici quando intervengono su vetture ferme o incidentate. Si tratta di un passo avanti significativo nei protocolli che riguardano le moderne power unit.
La critica di Kravitz: estetica contro sicurezza

Nonostante i vantaggi sul piano della sicurezza, le obiezioni di Kravitz evidenziano la tensione costante tra funzionalità e impatto visivo della Formula 1. Il commentatore ha espresso il timore che le luci di emergenza possano creare una distrazione visiva indesiderata, soprattutto se risultassero visibili da più angolazioni e non soltanto di lato. "Non riesco proprio a farmi andare giù le luci di emergenza sulle F1," ha detto Kravitz senza mezzi termini, aggiungendo che la visibilità frontale renderebbe la soluzione "fastidiosa" più che semplicemente confusa.
Questa critica non è un rifiuto totale della sicurezza; piuttosto, riflette una preoccupazione legittima su come l’implementazione riesca a centrare l’obiettivo senza introdurre nuove complicazioni visive in pista. Resta da capire se, in gara, le luci si riveleranno davvero intrusive come Kravitz teme, soprattutto in condizioni di asciutto, quando la visibilità non è un problema.
Lo shakedown di Barcellona: le prime impressioni
La controversia è esplosa durante la copertura Sky Sports dello shakedown di Barcellona—la prima occasione per i team di provare le monoposto 2026 senza accesso alla stampa né limiti di giri. Questi shakedown sono controlli fondamentali pre-stagionali, perché permettono agli ingegneri di valutare in modo completo le nuove soluzioni progettuali prima dell’inizio dei test ufficiali.
Le prime immagini da Barcellona, incluse quelle dell’incidente della Red Bull di Isack Hadjar, hanno mostrato le luci di emergenza in funzione, offrendo un contesto reale sull’efficacia del sistema.
Guardando avanti
Con l’avanzare della stagione 2026, l’utilità pratica delle luci di emergenza diventerà più chiara. Se le obiezioni estetiche di Kravitz hanno un certo peso tra gli appassionati, la priorità data dalla FIA alla sicurezza—soprattutto per quanto riguarda la consapevolezza del rischio elettrico e la visibilità sul bagnato—rappresenta un’evoluzione misurata degli standard di sicurezza della Formula 1. Resta da vedere se la nuova soluzione si rivelerà davvero così distraente come previsto o se diventerà un elemento accettato del moderno ambiente delle corse quando il campionato entrerà nel vivo.

Simone Scanu
È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

