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La "lista molto, molto lunga" di problemi di Audi: il team sta affrontando una crisi di affidabilità senza precedenti

La "lista molto, molto lunga" di problemi di Audi: il team sta affrontando una crisi di affidabilità senza precedenti

di Simone Scanu

4 min di lettura

Il primo test ufficiale di Audi in Formula 1 si è rivelato un battesimo del fuoco nella disciplina più esigente del motorsport. Dopo aver completato appena 240 giri nei tre giorni di test consentiti al Circuit de Barcelona-Catalunya, il nuovo costruttore tedesco ha scoperto che il passaggio da team cliente a vero e proprio produttore di motori avrebbe richiesto molto più del previsto.

La giornata d’esordio di Gabriel Bortoleto è stata particolarmente complicata. Il rookie brasiliano, reduce da un’ottima stagione di debutto, è riuscito a percorrere solo 27 giri prima che un problema tecnico costringesse Audi ad abbandonare del tutto la sessione del mattino. Quando la squadra è tornata in pista mercoledì, la situazione è inizialmente peggiorata: Nico Hulkenberg si è fermato dopo appena cinque giri, con un sospetto guasto idraulico che rischiava di mandare all’aria una settimana già in salita.

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La portata della sfida

La valutazione del project leader Mattia Binotto sulla posizione di Audi è stata il verdetto più severo emerso dal test. Il veterano ex Ferrari, con decenni di esperienza nel districarsi tra le complessità tecniche della Formula 1, ha dichiarato che si tratta della lista di problemi più lunga che abbia mai visto in tutta la sua carriera.

"È tanto lavoro per tutta la squadra, tanto lavoro per i piloti, per gli ingegneri a casa, per risolvere tutti i problemi: di progettazione, operativi, qualunque cosa abbiamo visto" ha spiegato Binotto. "Quindi per noi è davvero un lavoro a 360 gradi, senza lasciare nulla di intentato. Ogni dettaglio va gestito e va sistemato, quindi abbiamo una lista molto lunga. Una lista molto, molto lunga. Non ho mai visto una lista così lunga."

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I problemi spaziavano su più sistemi: complicazioni al cambio, perdite idrauliche e i classici guai di gioventù della power unit, ognuno dei quali rappresenta una montagna ingegneristica distinta da scalare prima dell’esordio stagionale a Melbourne.

Una svolta a metà settimana

Eppure il mercoledì pomeriggio si è rivelato decisivo. Risolto il problema idraulico, Audi è tornata in pista con rinnovata determinazione. Hulkenberg ha completato 68 giri nella sessione pomeridiana, dimostrando che, una volta individuate le criticità, le soluzioni erano alla portata. Questo slancio positivo è proseguito fino a venerdì, quando Audi ha messo insieme la sua giornata migliore della settimana: 145 giri complessivi divisi tra i due piloti, oltre il 60% del totale dei tre giorni.

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"È stata sicuramente una delle nostre giornate migliori, o la migliore qui questa settimana" ha riflettuto Hulkenberg. "Più di 140 giri, un buon chilometraggio per la macchina e per tutti i componenti. E dal lato power unit è importante per noi fare questo tipo di chilometraggio."

Lo svantaggio dei dati

Tuttavia, Audi deve fare i conti con uno svantaggio strutturale che nessuna magia ingegneristica può colmare nell’immediato. Senza team clienti che utilizzino la sua power unit, il costruttore tedesco ha totalizzato appena 240 giri nell’intero test di Barcellona, un numero minuscolo rispetto a Mercedes (1.132 giri), Ferrari (989 giri) e persino Red Bull Powertrains (622 giri). Questo deficit di dati significa che Audi si presenta alla stagione 2026 sensibilmente indietro nella comprensione di come estrarre la massima prestazione dalle nuove e rivoluzionarie regole.

"Per una power unit nuova al debutto, ovviamente sapevamo che sarebbe stato un percorso accidentato. Ci saranno problemi, ma li affrontiamo e continueremo a farlo" ha riconosciuto Hulkenberg.

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Il lato positivo secondo Binotto

Nonostante la difficile fotografia scattata a Barcellona, Binotto ha mantenuto un ottimismo strategico sulla traiettoria di Audi. Ha sottolineato che tutti i problemi individuati erano "piccoli, non drammatici" e, soprattutto, "risolvibili". Il vero valore di Barcellona, dal punto di vista di Audi, non stava nella velocità pura o nel numero di giri, ma nella mappa diagnostica che il test ha fornito.

"Più giri facciamo, più impariamo e credo che siamo proprio in quella fase" ha dichiarato Binotto. "Affidabilità significa conoscenza e, in questo momento di un nuovo ciclo regolamentare, la conoscenza è potere."

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La strada verso il Bahrain

Mentre Audi si prepara ai test pre-stagionali in Bahrain del prossimo mese, la priorità del team resta cristallina: trasformare le lezioni di Barcellona in affidabilità costante e accumulo di chilometraggio. Solo quando la R26 dimostrerà una stabilità operativa continua, lo sviluppo delle prestazioni potrà davvero accelerare.

Per un costruttore che fa il suo grande ingresso in Formula 1 con una power unit propria, la stagione 2026 sarà definita non dalla velocità iniziale, ma da quanto decisamente Audi saprà trasformare la sua "lista molto, molto lunga" di problemi in una checklist di sfide risolte.

Simone Scanu

Simone Scanu

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

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