
Lewis Hamilton ruba la scena firmando il giro più veloce della settimana a Barcellona
di Simone Scanu
Lewis Hamilton ha offerto una lezione di sangue freddo e precisione nell’ultima giornata dello shakedown di Formula 1 2026 a Barcellona, facendo segnare un non ufficiale 1’16”348 per beffare il campione del mondo in carica Lando Norris e prendersi il giro più veloce della settimana. In quello che si può definire solo un “giro della gloria” calcolato, Hamilton ha effettuato nel tardo pomeriggio di venerdì un passaggio alle gomme soft C5, permettendo al sette volte iridato di scalzare George Russell dalla vetta e consegnare alla Ferrari un messaggio chiarissimo d’intenti all’inizio del nuovo ciclo regolamentare.
La prova del ferrarista ha coronato una settimana che ha messo in mostra la competitività iniziale della Scuderia, mentre in casa Mercedes l’attenzione è rimasta saldamente su affidabilità e accumulo di chilometri più che sulla ricerca del tempo a effetto. Il finale brillante di Hamilton ha oscurato quella che era stata una mattinata dominante per il compagno di squadra Charles Leclerc, primo nella sessione del mattino con 1’16”653—appena due decimi dal miglior crono che avrebbe poi chiuso la settimana.

Dominio al mattino: Leclerc detta il passo prima di Hamilton
L’ultima giornata dello shakedown si è aperta con Charles Leclerc padrone della sessione mattutina grazie a un giro in 1’16”653, a conferma della competitività della Ferrari, mentre il monegasco ha completato 78 giri. La prestazione di Leclerc ha preceduto la McLaren di Oscar Piastri di 0”793, un margine importante che ha rispecchiato sia la qualità del pacchetto Ferrari sia la ripresa di Piastri dopo l’intoppo di giovedì, quando un problema al sistema di alimentazione aveva limitato il suo programma.
Piastri, terzo nel mondiale 2025, ha mostrato un cauto ottimismo dopo una mattinata di venerdì più lineare: «È andata bene. È stato bello mettere insieme qualche giro buono stamattina, una giornata molto più scorrevole delle prime due che abbiamo avuto, quindi è stato positivo. Ho trovato un buon ritmo e ho iniziato a capire com’è davvero la macchina, ed è stato bello.»

Il pomeriggio, però, ha offerto a Lando Norris l’occasione di mostrare la forma da campione che gli ha consegnato il titolo piloti la scorsa stagione. Il campione in carica ha firmato un solido 1’16”594 nelle fredde condizioni del pomeriggio, prendendosi momentaneamente la miglior prestazione e sfiorando l’idea di chiudere lo shakedown con un titolo da prima pagina. Supremazia durata poco, però: l’affondo finale di Hamilton ha strappato la scena negli ultimi istanti.
La missione Mercedes: quantità prima della prestazione
Mentre Ferrari e McLaren si contendevano i riflettori sui tempi, Mercedes ha mantenuto un focus unico sulla preparazione del proprio pacchetto da titolo attraverso un accumulo strategico di chilometraggio. Le Frecce d’Argento hanno completato oltre 500 giri nei tre giorni consentiti (lunedì, mercoledì e giovedì), con il team ufficiale e le squadre clienti—McLaren e Alpine—impegnate a testare a fondo la power unit Mercedes per circa 1.000 giri complessivi.

Questo approccio metodico rispecchia lo status di Mercedes come favorita per i titoli costruttori e piloti, con il riferimento di giovedì di George Russell in 1’16”4 che ha fornito dati preziosi per il ciclo di sviluppo in corso. La simulazione di gara completa di Andrea Kimi Antonelli di mercoledì ha ribadito la strategia di preparazione a 360 gradi di Mercedes, privilegiando dati da long run e validazione dell’affidabilità rispetto alla caccia al giro secco.
Il quadro generale: prestazioni del motore e affidabilità dei team
Al di là dei tempi sul giro, lo shakedown di Barcellona ha centrato il suo obiettivo: preparare le rivoluzionarie nuove power unit a un assalto iridato su 24 gare. Il motore Mercedes ha mostrato una netta superiorità in termini di affidabilità e chilometri completati, con Ferrari seconda per chilometraggio motore e Red Bull con Ford Powertrain al terzo posto.

Il ritorno in pista di Max Verstappen con la Red Bull nella mattinata di venerdì ha garantito al team il primo vero programma di lavoro da martedì, dopo l’incidente di Isack Hadjar nel Day 1. Il quattro volte campione del mondo ha completato 69 giri con un miglior tempo di 1’18”285, segnale che Red Bull ha ancora lavoro di sviluppo da fare mentre integra la nuova power unit Ford.
Gli altri team hanno mostrato livelli di prontezza differenti: Haas si è rivelata una sorpresa sul fronte affidabilità con un chilometraggio notevole, mentre l’Aston Martin di Adrian Newey ha fatto un ingresso scenografico a fine settimana, scendendo in pista solo negli ultimi due giorni ma alimentando grande curiosità nel paddock con un design innovativo di pance laterali e cofano motore. Fernando Alonso ha portato a casa un turno più lineare da 49 giri venerdì, in netto contrasto con la comparsa ridotta di Lance Stroll di giovedì.
Verso il futuro: da Barcellona al Bahrain
Lo shakedown si è chiuso senza incidenti venerdì, aprendo la strada al prossimo test collettivo della Formula 1 in Bahrain, dall’11 al 13 febbraio, quando le squadre svolgeranno i test ufficiali pre-stagionali in vista del GP d’Australia che aprirà il campionato.
Charles Leclerc ha sintetizzato il sentimento comune del paddock dopo l’evento di Barcellona: «È un momento entusiasmante per la Formula 1: ci sono così tanti cambiamenti che dobbiamo adattarci come piloti, dobbiamo adattarci come team e cercare modi per massimizzare quello che è il nostro nuovo pacchetto, e soprattutto con questa gestione dell’energia che è molto più importante rispetto al passato.»
Il guizzo finale di Hamilton, unito alla competitività complessiva della Ferrari e all’eccellenza metodica di Mercedes, ha già preparato il terreno per una stagione 2026 che si preannuncia avvincente.

Simone Scanu
È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

