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L’incidente di Hadjar a Barcellona minaccia la preparazione Red Bull per il 2026

L’incidente di Hadjar a Barcellona minaccia la preparazione Red Bull per il 2026

di Simone Scanu

6 min di lettura

L’avvio promettente dei test pre-stagionali 2026 della Red Bull ha preso una piega drammatica martedì, quando il nuovo pilota Isack Hadjar ha distrutto la RB22 durante la seconda giornata dello shakedown al Circuit de Barcelona-Catalunya. In condizioni di bagnato insidiose nell’ultima ora di attività, il talento francese ha perso il controllo della vettura a Curva 14 — la veloce destra che immette sul rettilineo principale — e ha girato in testacoda finendo all’indietro contro le barriere. L’impatto ha causato danni importanti all’ala posteriore e alle sospensioni della monoposto 2026 della Red Bull, costringendo il team a chiudere la sessione in anticipo e gettando incertezza sul resto del programma di test a disposizione.

L’episodio è arrivato in modo inatteso, considerando l’inizio eccezionale del percorso di Hadjar in Red Bull. Solo 24 ore prima, nella giornata inaugurale di lunedì, il prospetto molto quotato aveva chiuso al comando e completato 107 giri, fornendo agli ingegneri dati preziosissimi sulla nuova vettura. Il contrasto non potrebbe essere più netto: una giornata produttiva seguita da un pomeriggio che ha lasciato più domande che risposte alla squadra di Milton Keynes.

Errore o problema tecnico?

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La causa precisa dell’incidente di Hadjar resta avvolta dall’incertezza. Vista la natura a porte chiuse del test, senza dati ufficiali sui tempi diffusi e con osservazioni esterne limitate, stabilire se l’uscita sia stata frutto di un errore del pilota o di un malfunzionamento della vettura si è rivelato difficile per gli analisti. Ciò che è chiaro, però, è che il bagnato ha rappresentato una sfida enorme per tutti i piloti alle prese con l’inedita macchina 2026. In precedenza, anche Lewis Hamilton — sette volte campione del mondo — è finito nella ghiaia con la sua Ferrari al debutto a Barcellona, pur evitando danni significativi.

Max Verstappen, compagno di squadra di Hadjar, aveva gestito senza problemi la sessione del mattino prima di cedere la vettura a pranzo. Il quattro volte campione del mondo ha completato 27 giri al mattino e ha fatto segnare un primo riferimento su gomme da asciutto di 1:19.578, circa 1,5 secondi più lento del miglior tempo di lunedì. Il suo passaggio più prudente sul bagnato offre un termine di paragone sulle variabili del pomeriggio.

Resta un solo giorno, ma le incognite sono molte

L’incidente ha creato un vero dilemma per la strategia di test della Red Bull. Tutte le 11 squadre presenti allo shakedown riservato di Barcellona hanno accesso a tre dei cinque giorni possibili di attività in pista. Avendo già utilizzato lunedì e martedì, la Red Bull si ritrova con un solo giorno rimanente per estrarre dati cruciali dal suo pacchetto rivoluzionario. La matematica è spietata: con sistemi estesi da valutare, nuove procedure operative da impostare e innumerevoli incognite sulle caratteristiche prestazionali, la Red Bull deve scegliere se impiegare subito quell’ultima giornata o attendere le valutazioni sulle riparazioni.

Laurent Mekies, team principal della Red Bull, ha sottolineato l’approccio prudente della squadra dopo l’incidente. "La priorità adesso è valutare i danni sulla macchina e capire che opportunità ci dà in termini di possibilità di girare nei prossimi giorni", ha spiegato Mekies. "Ci resta un solo giorno, quindi dobbiamo assicurarci di giocare quella carta con attenzione ed è un’analisi che richiederà ancora qualche ora". La dichiarazione evidenzia come l’incidente abbia trasformato la settimana della Red Bull da esercizio di costruzione dello slancio a operazione di contenimento dei danni.

Il quadro più ampio: la trasformazione Red Bull per il 2026

Per capire la portata dell’agenda di test della Red Bull serve contesto su un’impresa senza precedenti in questa stagione. Quest’anno segna la prima volta in cui la Red Bull gestisce un’unità power unit interna, sviluppata attraverso una partnership con Ford come co-fornitore. Si tratta di un cambiamento epocale per l’organizzazione, che passa da cliente motori a costruttore pienamente integrato, responsabile dello sviluppo sia del telaio sia della power unit.

Le parole di Mekies dopo la sessione hanno messo in luce l’importanza di questa transizione. "Sapevamo che sarebbe stato un momento molto speciale essere qui per la prima volta con la RB22 e la nostra power unit", ha riflettuto il team principal. La messa in pista della vettura alle 9:15 di lunedì mattina ha rappresentato un traguardo storico — uno che, come ha osservato Mekies, è stato "un grande grazie e un bravo a tutti quelli a Milton Keynes, sia lato telaio sia lato power unit".

Tuttavia, come ha aggiunto con cautela Mekies, "siamo agli inizi e ovviamente niente è perfetto", ma la squadra ha potuto "iniziare a imparare e a lavorare come un’unica squadra". Il test di Barcellona, quindi, ha un duplice obiettivo: validare l’integrazione della nuova power unit e stabilire dati di base sulle prestazioni per le rivoluzionarie regole 2026, che cambiano in modo drastico il panorama tecnico della F1.

La lezione di Hadjar nei test della F1 moderna

Per Hadjar, personalmente, l’episodio è una lezione severa sui margini spietati della Formula 1 contemporanea. Il giovane talento si è guadagnato l’opportunità di Barcellona dopo aver impressionato nelle categorie propedeutiche per velocità e capacità di adattamento all’interno del sistema Red Bull. Ma il successo di lunedì ha solo amplificato l’impatto del passo falso di martedì — un promemoria che, in un’era di nuovi regolamenti, vetture sconosciute e finestre di test compresse, la minima perdita di concentrazione o di comprensione del mezzo può costare cara.

Mekies, però, ha difeso il suo pilota da reazioni eccessive. "Nel pomeriggio le condizioni erano davvero complicate, quindi è molto sfortunato che sia finita così, ma fa parte del gioco", ha dichiarato il team principal. Ha inoltre sottolineato che la giornata di lunedì di Hadjar aveva mostrato segnali concreti nonostante l’epilogo di martedì: "Queste difficoltà sono arrivate dopo una giornata di ieri molto, molto positiva, sia per il numero di giri che Isack è riuscito a completare in macchina, sia per il suo apprendimento, il suo sviluppo e il feedback agli ingegneri".

La strada davanti

La Red Bull entra ora in una fase di valutazione intensa. La squadra deve bilanciare l’urgenza di ricavare il massimo di informazioni dall’ultima giornata di test con le realtà pratiche della valutazione e dell’eventuale riparazione dei danni di martedì. Le risposte a queste domande influenzeranno in modo sostanziale l’approccio Red Bull alle settimane finali prima dell’inizio della stagione 2026 — un campionato in cui la nuova partnership sulla power unit e i regolamenti tecnici rivisti ridefiniranno le gerarchie competitive.

Per ora, l’agenda di Barcellona della Red Bull resta sospesa: la promessa di lunedì è oscurata dalle complicazioni di martedì.

Simone Scanu

Simone Scanu

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

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