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Lewis Hamilton resta in silenzio sulla separazione dal suo ingegnere di pista Riccardo Adami

Lewis Hamilton resta in silenzio sulla separazione dal suo ingegnere di pista Riccardo Adami

di Simone Scanu

5 min di lettura

Il rapporto professionale tra Lewis Hamilton e Riccardo Adami si è ufficialmente concluso dopo una sola stagione, eppure la reazione del sette volte campione del mondo a questo significativo cambiamento è stata vistosamente assente dal dibattito pubblico. La Ferrari ha annunciato la scorsa settimana che Adami passerà a un nuovo ruolo all'interno della Scuderia Ferrari Driver Academy come Driver Academy and Test Previous Cars Manager, ponendo di fatto fine al suo incarico come ingegnere di pista di Hamilton in vista della stagione 2026. Quella che avrebbe potuto essere una routine di ristrutturazione organizzativa è diventata invece oggetto di un attento esame, non tanto per la separazione in sé, quanto per il rifiuto di Hamilton di riconoscerla pubblicamente.

Questo silenzio è in netto contrasto con la prassi nello sport professionistico, dove gli atleti solitamente rendono omaggio pubblicamente ai colleghi che se ne vanno, anche quando i rapporti sono stati tesi. La mancanza di un semplice post sui social media da parte di Hamilton per ringraziare Adami per il tempo trascorso insieme ha destato perplessità all'interno della comunità della Formula 1 e non solo. La vistosa assenza di gratitudine diventa ancora più evidente se si considera che Hamilton ha continuato la sua attività sui social durante la cosiddetta pausa invernale, pubblicando post sui suoi impegni come ambasciatore e fotografie delle vacanze.

Una stagione segnata dalla tensione: la guerra via radio del 2025

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Il deterioramento del sodalizio Hamilton-Adami è apparso evidente fin dalla prima gara della stagione 2025. Al Gran Premio d'Australia, Hamilton è sembrato perplesso per la qualità delle informazioni che gli venivano trasmesse, impostando un tono di disagio per la loro collaborazione che sarebbe persistito per tutta la stagione. Tuttavia, è stato il Gran Premio di Miami a produrre il momento più memorabile e significativo: il famigerato commento di Hamilton "prenditi pure una tazza di tè già che ci sei", pronunciato mentre era frustrato per l'impossibilità di sorpassare il compagno di squadra Charles Leclerc e per la percepita inazione del suo team di ingegneri.

Non si è trattato di episodi isolati. Il Gran Premio di Monaco ha aggiunto un altro tassello di complessità quando Hamilton ha chiesto via radio: "Sei arrabbiato con me?" — una domanda che sembra aver ricevuto solo silenzio, alimentando le speculazioni su una rottura tra pilota e ingegnere. La Ferrari ha poi chiarito che Adami aveva già lasciato il muretto dei box in quel momento, ma i danni al loro rapporto di lavoro erano ormai evidenti.

A peggiorare le cose, la stagione 2025 di Hamilton non ha portato alcun podio e si è conclusa con un sesto posto in campionato, rendendo la partnership oggettivamente fallimentare per gli standard che ci si aspetta da un sette volte campione del mondo. Il problema fondamentale sembrava derivare da uno scontro di filosofie: la preferenza di Hamilton per un controllo diretto e un processo decisionale attivo è entrata in conflitto con l'approccio ingegneristico di Adami fin dall'inizio.

Decodificare il silenzio: perché Hamilton non ha parlato

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Sono emerse diverse spiegazioni per la reticenza pubblica di Hamilton. La più semplice è che Hamilton avesse indicato che sarebbe rimasto offline durante la pausa invernale della Formula 1, il che potrebbe normalmente spiegare l'assenza di una dichiarazione pubblica. Tuttavia, questa scusa suona poco convincente dato che il sette volte campione ha mantenuto in modo selettivo la sua presenza sui social media, pubblicando contenuti su Lululemon — marchio di cui è ambasciatore — e condividendo momenti delle sue vacanze.

Una seconda spiegazione suggerisce che il nuovo ruolo di Adami all'interno della Ferrari significhi che i due continueranno probabilmente a vedersi, diminuendo potenzialmente la percezione della necessità di un addio pubblico formale. Questa continuità all'interno dell'organizzazione potrebbe aver portato Hamilton a considerare la transizione come pragmatica piuttosto che conclusiva, riducendo l'imperativo di un commento pubblico.

Forse l'aspetto più rivelatore è il suggerimento che questa partnership fosse fondamentalmente incompatibile fin dall'inizio. A differenza di rapporti che sviluppano una comprensione reciproca nel tempo, Hamilton e Adami non hanno mai raggiunto la chimica necessaria per una prestazione ottimale, nonostante l'approvazione di Sebastian Vettel, che aveva lodato le capacità di Adami durante i suoi anni in Ferrari. Ciò che aveva funzionato per il pilota tedesco si è rivelato del tutto inadatto alla filosofia di gara e allo stile interpersonale di Hamilton.

Il fantasma di Peter Bonnington: l'ancora perduta di un campione

Alla base della tensione tra Hamilton e Adami incombe la figura di Peter "Bono" Bonnington, l'ingegnere di Hamilton durante i suoi anni trionfali in Mercedes. Il britannico ha trascorso 12 stagioni lavorando al fianco di Bonnington, vincendo sei campionati del mondo in quel sodalizio — un livello di successo che ha probabilmente fissato uno standard insuperabile. Bonnington ricopre ora il ruolo di ingegnere di pista per Kimi Antonelli, una circostanza che potrebbe aver intensificato la frustrazione di Hamilton nei confronti di Adami per tutto il 2025.

Il contrasto tra l'armoniosa partnership in Mercedes e la turbolenta collaborazione in Ferrari non può essere passato inosservato né a Hamilton né agli osservatori dello sport. Per molti versi, Adami ha sempre gareggiato contro un fantasma: il ricordo di un rapporto ingegneristico che ha prodotto un'eccellenza raramente vista in Formula 1.

La questione più ampia: cosa succederà ora?

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Mentre la Ferrari si prepara ad annunciare il nuovo ingegnere di pista di Hamilton per il 2026, la questione di come funzionerà questa nuova collaborazione resta aperta. Hamilton riuscirà a trovare un ingegnere con cui ritrovare la sinergia che aveva con Bonnington? O la sua prima stagione in "rosso" ha rivelato sfide più profonde nell'adattarsi alla cultura e ai metodi di lavoro di un nuovo team?

Ciò che è certo è che il silenzio assordante di Hamilton la dice lunga sull'entità della rottura. Nello sport professionistico, a volte l'assenza di parole trasmette più significato di quanto la loro presenza potrebbe mai fare.

Simone Scanu

Simone Scanu

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

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