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James Vowles conferma il superamento dei crash test Williams: il team è pronto per i test in Bahrain

James Vowles conferma il superamento dei crash test Williams: il team è pronto per i test in Bahrain

di Simone Scanu

5 min di lettura

Williams ha raggiunto un traguardo cruciale nella sua ambiziosa campagna 2026, con il Team Principal James Vowles che ha confermato che la nuova vettura del team ha superato tutti i crash test obbligatori ed è pronta per i test ufficiali pre-stagionali in Bahrain a partire dall’11 febbraio. L’annuncio porta sollievo dopo la decisione, molto discussa, della squadra britannica di saltare lo shakedown di Barcellona di questa settimana: una scelta che ha attirato attenzioni e critiche, ma che riflette l’approccio ponderato di Vowles nel gestire la revisione regolamentare più complessa che lo sport abbia affrontato negli ultimi anni.

Perché Williams ha saltato Barcellona

La decisione di non portare la Williams allo shakedown di tre giorni a Barcellona ha rappresentato una deviazione dalla prassi, ma Vowles ha illustrato una motivazione convincente, basata su pragmatismo e strategia di lungo periodo. Parlando con una selezione di media, l’americano ha riconosciuto che la scelta "chiaramente non era nei nostri piani" e ha definito la situazione "incredibilmente dolorosa", ma ha difeso la decisione come conseguenza necessaria dell’impegno del team a "spingere al limite le prestazioni con i nuovi regolamenti".

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Piuttosto che rischiare problemi di affidabilità o compromettere la disponibilità dei componenti in vista del Bahrain, Williams ha scelto di ricorrere al Virtual Track Testing (VTT) per valutare sistemi critici, tra cui freni, raffreddamento e affidabilità complessiva, in condizioni controllate. Questo approccio consente al team di preservare scorte e capacità produttiva per i tre giorni di test in Bahrain a febbraio e per la successiva sessione di tre giorni prima del Gran Premio d’Australia, che aprirà la stagione dal 6 all’8 marzo.

Vowles ha sottolineato la realtà pratica: partecipare a Barcellona avrebbe significato sacrificare componenti di scorta, aggiornamenti e risorse necessarie per condizioni più rappresentative in Medio Oriente. "Tra girare in una Barcellona fredda e umida e fare un test VTT considerando la situazione dei ricambi – francamente non c’era alcun motivo per fare uno shakedown," ha dichiarato Vowles.

La sfida della complessità 2026

La portata della trasformazione tecnica di quest’anno non va sottovalutata. Vowles ha descritto il processo di sviluppo come "tre volte più complicato" rispetto a qualsiasi progetto affrontato dal suo arrivo nel 2023: un riflesso dei cambiamenti radicali che ridisegnano il panorama delle power unit e dell’aerodinamica in Formula 1.

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I regolamenti 2026 rappresentano la più significativa revisione congiunta di vettura e motore nella memoria recente, secondo addetti ai lavori esperti di F1. Le norme impongono monoposto più piccole e leggere: il passo è stato ridotto di 200 mm a 3.400 mm, mentre la larghezza della vettura è diminuita di 100 mm a 1.900 mm. Questi vincoli dimensionali, uniti a una riduzione di massa di 30 kg, creano sfide di packaging straordinarie—soprattutto se abbinate a power unit più pesanti.

Soprattutto, l’MGU-H (Motor Generator Unit – Heat) è stato eliminato, mentre la potenza dell’MGU-K (Motor Generator Unit – Kinetic) è aumentata a 350 kW dai precedenti 120 kW. Questo cambiamento ricalibra in modo sostanziale l’architettura della power unit, con l’obiettivo di raggiungere una distribuzione di potenza approssimativamente 50-50 tra motore a combustione interna e sistemi elettrici, rispetto al precedente rapporto 80-20.

Pressione sulla produzione e crescita organizzativa

L’intensità di questo cambiamento regolamentare ha messo in luce—e, secondo Vowles, ha accelerato la risoluzione di—inefficienze organizzative all’interno di Williams. L’aumento del carico produttivo ha esercitato un’enorme pressione sulle capacità di fabbricazione, con il team che ha "iniziato a rimanere un po’ indietro e in ritardo con i pezzi" mentre i componenti attraversavano la fabbrica a ritmi senza precedenti.

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Vowles ha attribuito i recenti ritardi non a difetti fondamentali di progettazione, ma a difficoltà sistemiche tipiche dei percorsi di trasformazione: sistemi di transizione "non del tutto adatti allo scopo", tecniche superate e un’eccessiva dipendenza dallo sforzo umano invece che da processi snelli. "Quello che per me è chiarissimo è che quando [siamo] in questa situazione intermedia – in cui usiamo sistemi che non sono del tutto adatti allo scopo – finiamo per tornare a vecchie tecniche e a una sorta di ‘collante umano’, ed è questo che sta causando il problema," ha spiegato.

In modo cruciale, Vowles sostiene che il team non debba "disfare gran parte di ciò che abbiamo fatto"—a indicare che le fondamenta strutturali restano solide e che l’impalcatura organizzativa sosterrà un’accelerazione dei progressi prestazionali una volta maturati i sistemi produttivi.

Vantaggio Bahrain e costruzione dello slancio

Williams arriva ai test del Bahrain con vantaggi distinti che dovrebbero attenuare l’assenza da Barcellona. Il team beneficia delle partnership con Mercedes per power unit e cambio, il che significa che l’apprendimento tecnico maturato a Barcellona si trasferirà direttamente a Williams. Inoltre, sei giorni di test distribuiti su due sessioni in condizioni desertiche asciutte e rappresentative—rispetto al freddo e all’umidità di Barcellona—offrono opportunità di raccolta dati nettamente superiori.

Con la certificazione dei crash test confermata, una giornata di filming promozionale completata e il Virtual Track Testing concluso, Williams si presenta in Bahrain realmente pronta a eseguire un programma tecnico completo, anziché limitarsi a risolvere problemi ai box, come in passato è accaduto ad alcuni team durante i test iniziali.

La fiducia di Vowles appare misurata ma concreta: "Sono fiducioso che non saremo indietro." Resta da vedere se questo ottimismo reggerà alla realtà competitiva del Bahrain: è la narrativa centrale della Formula 1 in vista del 2026.

Simone Scanu

Simone Scanu

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

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