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Assenza shock della Williams a Barcellona: un inizio clamoroso per la rivoluzione F1 2026

Assenza shock della Williams a Barcellona: un inizio clamoroso per la rivoluzione F1 2026

di Simone Scanu

5 min di lettura

La Williams ha annunciato un clamoroso ritiro dal primo test pre-stagionale della stagione 2026 di Formula 1, poiché i ritardi nello sviluppo del telaio FW48 costringono il team a rinunciare allo shakedown di Barcellona in programma dal 26 al 30 gennaio. La decisione rappresenta un duro colpo per la preparazione della squadra di Grove mentre lo sport entra nella sua rivoluzione tecnica più ambiziosa degli ultimi anni, con i piloti Alex Albon e Carlos Sainz impossibilitati a prendere parte al primo appuntamento di test.

Il tempismo di questo annuncio non potrebbe essere più delicato. La Formula 1 accoglie un pacchetto di regolamenti tecnici completamente rinnovato, con aerodinamica attiva e una ripartizione quasi 50:50 tra potenza termica ed elettrica, uno dei cambiamenti normativi più significativi mai visti nello sport. Tutte e dieci le squadre in griglia hanno riconosciuto pubblicamente l’enorme sfida posta da queste trasformazioni radicali, eppure la Williams si è trovata nell’impossibilità di rispettare la serrata tabella di sviluppo necessaria per debuttare a Barcellona.

Il programma FW48 in difficoltà

In una nota ufficiale, la Williams ha confermato la spiacevole realtà: "Il Williams F1 Team ha preso la decisione di non partecipare allo shakedown test della prossima settimana a Barcellona a seguito di ritardi nel programma FW48, mentre continuiamo a spingere per ottenere le massime prestazioni dalla vettura." La formulazione rivela la determinazione del team a privilegiare la qualità rispetto alle scadenze: una strategia che punta a mettere a posto le basi della macchina, invece di portare in pista in fretta e furia un progetto incompleto.

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Lo shakedown di Barcellona rappresenta la prima occasione per tutte le squadre di “svezzare” le nuove monoposto in un contesto controllato e a porte chiuse. A ciascun team vengono in genere assegnati tre giorni di attività nell’arco dell’evento di cinque giorni, rendendo questo test preliminare preziosissimo per individuare e risolvere i problemi tecnici iniziali prima dell’avvio dei test ufficiali pre-stagionali.

Preparazione alternativa e la scommessa Bahrain

Invece di accettare una resa totale, la Williams ha messo a punto una strategia alternativa per colmare il gap di preparazione. La squadra svolgerà un’intensa attività di test virtuali tramite il programma Virtual Test Track (VTT) per tutta la prossima settimana, consentendo a ingegneri e piloti di simulare scenari prestazionali, affinare le regolazioni delle sospensioni e validare i dati aerodinamici senza tempo pista reale.

"Il team svolgerà invece una serie di test, incluso un programma VTT la prossima settimana con la vettura 2026, per prepararsi al primo test ufficiale in Bahrain e alla prima gara della stagione a Melbourne", ha dichiarato la squadra. Questo approccio misurato riconosce sia la realtà dei ritardi di sviluppo sia la volontà di presentarsi al test del Bahrain (11-13 febbraio) con una vettura sostanzialmente pronta.

La tabella resta relativamente favorevole. Con il primo test ufficiale in Bahrain fissato dall’11 al 13 febbraio, la Williams conserva teoricamente tempo sufficiente per prepararsi al GP d’Australia, gara inaugurale dell’8 marzo. Tuttavia, ogni giorno di pista perso in un cambio regolamentare di questa portata rappresenta un vero svantaggio competitivo, soprattutto nella corsa allo sviluppo di inizio stagione.

Una crisi diversa dal 2019

La situazione richiama inevitabilmente i parallelismi con la pre-stagione 2019, quando la Williams affrontò una catastrofe di tutt’altra natura. Schiacciata da gravi difficoltà finanziarie, la squadra saltò lo shakedown previsto e i primi due giorni del test collettivo di Barcellona, completando poi solo un’attività limitata nelle sessioni successive. Quello scenario disperato portò a una delle stagioni più difficili della storia moderna della Williams.

Oggi, però, il contesto è radicalmente diverso. La Williams è ora ben finanziata dal proprietario Dorilton Capital, che l’ha salvata dal dissesto alcuni anni fa. Il ritardo attuale non nasce dalla mancanza di risorse, ma dall’eccezionale complessità tecnica di integrare specifiche completamente nuove della power unit, sistemi di aerodinamica attiva e architettura ibrida in un progetto di telaio competitivo. Inoltre, nel 2019 i regolamenti rimasero in gran parte stabili, mentre il 2026 rappresenta un punto di svolta per l’innovazione tecnica su tutta la griglia.

La strada davanti

La decisione della Williams mostra una leadership pragmatica: riconoscere i limiti invece di aggravare i problemi con uno sviluppo affrettato. La squadra ha chiuso un ottimo quinto posto nel campionato costruttori lo scorso anno, con Alex Albon e Carlos Sainz ottavo e nono nella classifica piloti, inclusi due podi per Sainz: la loro stagione migliore da oltre un decennio.

Proprio questa traiettoria competitiva rende la perdita di tempo di sviluppo particolarmente frustrante. Eppure la Williams ha ribadito esplicitamente il proprio impegno verso la nuova era: "Non vediamo l’ora di scendere in pista nelle prossime settimane e vogliamo ringraziare tutti i nostri tifosi per il continuo supporto: c’è molto da aspettarsi insieme nel 2026."

Le prossime tre settimane saranno decisive. Se la Williams riuscirà a far debuttare una FW48 competitiva in Bahrain e poi a Melbourne, l’assenza di Barcellona potrebbe diventare solo una nota a margine del racconto 2026. Se invece i ritardi dovessero protrarsi nel programma di test ufficiali, questa scelta potrebbe rappresentare il capitolo d’apertura di una stagione profondamente complicata.

Simone Scanu

Simone Scanu

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.

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