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Le scioccanti accuse di Marko: come Horner avrebbe complottato per estromettere la leggenda Red Bull

Le scioccanti accuse di Marko: come Horner avrebbe complottato per estromettere la leggenda Red Bull

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È calato il sipario su uno dei rapporti istituzionali più significativi della Formula 1. Con l'addio di Helmut Marko e Christian Horner alla Red Bull Racing, l'ottantaduenne austriaco ha rilasciato una valutazione schietta e schiacciante dei loro ultimi anni insieme, sostenendo che l'ex team principal abbia messo in atto una campagna deliberata per farlo sospendere dalla squadra.

In una schietta intervista al quotidiano olandese De Limburger, Marko ha descritto dettagliatamente una serie di quelli che definisce "giochi sporchi" messi in atto da Horner, sostenendo che il suo rivale abbia fabbricato prove e distorto le sue parole per orchestrarne l'allontanamento dalla scuderia di Milton Keynes. Queste rivelazioni offrono uno sguardo senza precedenti sulle turbolenze interne che hanno tormentato la Red Bull durante un periodo critico, proprio quando il dominio in pista del team iniziava a vacillare.

Le accuse di falsificazione: quando a Marko sono state messe in bocca parole mai dette

Al centro delle accuse di Marko c'è l'affermazione secondo cui Horner avrebbe usato le polemiche come arma per minare la sua posizione. Marko ha affrontato due incidenti specifici in cui sostiene che le sue dichiarazioni siano state inventate o estrapolate dal contesto.

La prima controversia risale al 2023, quando Marko commentò l'andamento altalenante di Sergio Perez, suggerendo presumibilmente che i piloti messicani fossero meno concentrati rispetto ai colleghi olandesi o tedeschi. Nonostante le scuse presentate all'epoca, Marko sostiene ora che l'intera narrazione sia stata costruita dal clan di Horner.

"Ricordate quando si diceva che avessi affermato che i messicani sono meno concentrati degli olandesi o dei tedeschi?", ha dichiarato Marko. "Era tutto inventato, probabilmente da loro."

La seconda presunta falsificazione riguardava il programma di sviluppo dei motori Red Bull. Marko nega fermamente di aver diffuso voci nel 2024 secondo cui lo sviluppo della power unit di Milton Keynes fosse in ritardo sulla tabella di marcia e che, di conseguenza, il team avrebbe perso la partnership con Ford.

"Non l'ho mai detto, ma Horner voleva usarlo come pretesto per sospendermi", ha spiegato Marko. "Non è successo solo perché Max è intervenuto a Jeddah."

L'intervento di Verstappen: il momento che ha cambiato tutto

L'intervento di Max Verstappen al Gran Premio dell'Arabia Saudita si è rivelato decisivo per sventare quella che Marko descrive come la strategia di sospensione di Horner. Il sostegno del campione del mondo in carica ha di fatto bloccato i procedimenti interni contro Marko, evidenziando le complesse dinamiche di potere che caratterizzavano la leadership Red Bull in quel periodo turbolento.

Questo intervento sottolinea le fratture emerse nella gerarchia del team, in particolare dopo la scomparsa del fondatore della Red Bull, Dietrich Mateschitz, nel 2022. Secondo Marko, questo evento ha innescato un cambiamento fondamentale negli equilibri di potere, con Horner che avrebbe sfruttato il suo rapporto con il co-fondatore tailandese Chalerm Yoovidhya per consolidare il proprio controllo.

Una lotta di potere più ampia in Red Bull

Sebbene Marko minimizzi l'idea che il licenziamento di Horner nel luglio 2025 rappresenti una vittoria personale per la "fazione austriaca" della Red Bull, riconosce le complesse macchinazioni politiche che hanno segnato i loro ultimi anni insieme. Marko insiste sul fatto che sia stato il calo delle prestazioni in pista, piuttosto che la politica interna, a rendere necessario il cambio al vertice.

"Dovevamo fare qualcosa perché le prestazioni in pista stavano calando", ha affermato Marko. "Se lo avessimo fatto prima, Max sarebbe diventato campione del mondo. Ne sono assolutamente convinto."

Questa valutazione riflette la convinzione di Marko che la prolungata instabilità interna abbia minato direttamente la competitività della squadra, costando a Verstappen il quinto titolo piloti consecutivo.

La fine di un'era

La Red Bull si affaccia alla stagione 2026 senza Marko né Horner per la prima volta nella storia moderna del team. Il mandato venticinquennale di Marko come consulente motorsport si è concluso alla fine del 2025, segnando l'ultimo capitolo di una storica collaborazione che aveva definito l'identità della scuderia di Milton Keynes. L'addio di entrambe le figure rappresenta un cambiamento epocale per un'organizzazione che deve ora navigare in acque inesplorate senza i suoi due decisori più influenti.

Le accuse di Marko dipingono il quadro di una squadra divisa al suo interno durante il suo periodo più critico, dove la politica istituzionale ha messo in ombra la ricerca instancabile della gloria iridata che ha storicamente definito la filosofia competitiva della Red Bull.

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