
L'addio di Alex Dunne alla McLaren: ricalibrazione strategica per le ambizioni in Formula 1
Quando Alex Dunne ha annunciato il suo addio al Driver Development Programme della McLaren nell'ottobre 2025, il mondo del motorsport ha drizzato le antenne. Il talento irlandese sembrava proiettato su una traiettoria fulminea: aveva ottenuto due sessioni di FP1 ai Gran Premi d'Austria e d'Italia e gareggiava in Formula 2 con il team Rodin Motorsport, supportato da McLaren. Eppure, dietro le quinte, veniva presa una decisione calcolata che avrebbe ridisegnato il percorso di carriera del giovane pilota.
Per mesi, le vere ragioni dietro la partenza di Dunne sono rimaste avvolte nel mistero. Le speculazioni puntavano verso un potenziale accordo con l'accademia Red Bull, specialmente dopo i primi contatti emersi dopo la pausa estiva. Tuttavia, quell'accordo non si è concretizzato, lasciando Dunne senza un'affiliazione a un team di F1 in vista del 2026.
Chiarezza strategica: il vero motivo
Ora, parlando con la testata irlandese Balls.ie, Dunne ha finalmente fatto chiarezza sulle sue motivazioni. La risposta, seppur semplice, rivela una comprensione pragmatica della sua traiettoria professionale.
"Per me, c'è un obiettivo e un piano ben preciso, ed è quello di diventare un pilota di Formula 1", ha spiegato Dunne. "Tra le opzioni che sapevo di avere, la scelta che abbiamo fatto era necessaria per arrivare in F1. Penso che sia semplice come sembra".
Il nocciolo della questione risiede nell'attuale formazione piloti della McLaren. Con Lando Norris e Oscar Piastri saldamente affermati come fondamenta future del team — entrambi capaci di lottare per il titolo per gli anni a venire — la strada verso un sedile fisso in F1 a Woking diventava sempre più impervia. La McLaren ha offerto a Dunne future opportunità all'interno della struttura del programma, ma queste proposte sono state infine ritenute insufficienti per raggiungere il suo obiettivo finale.
Un talento in cerca di opportunità
A soli 20 anni, Dunne ha dimostrato credenziali eccezionali in pista. La sua campagna in F2 del 2025 ha fruttato due vittorie e otto podi, portandolo in testa al campionato piloti dopo quattro round, prima che un costoso incidente alla prima curva a Monaco facesse deragliare la sua corsa al titolo. Il suo curriculum nelle categorie minori va oltre: ha vinto il campionato britannico di F4 nel 2022, ha gareggiato in GB3, F3 e ha persino ricoperto il ruolo di pilota di riserva in Formula E.
Tuttavia, le risorse necessarie per avanzare nelle categorie junior sono state ampiamente sostenute dalla sua associazione con McLaren. Le due apparizioni nelle FP1, pur essendo esperienze inestimabili, sono arrivate direttamente grazie al patrocinio dell'accademia. Senza tale supporto istituzionale, assicurarsi ulteriore tempo in pista su una F1 nel 2026 rappresenta una sfida concreta.
Cosa riserva il futuro
Dunne ha confermato la sua permanenza con Rodin Motorsport in F2 per il 2026, mantenendo la sua competitività nelle monoposto mentre cerca percorsi alternativi per arrivare sulla griglia. Tuttavia, il suo futuro immediato rimane incerto per quanto riguarda i legami con i team di F1, rendendo il 2026 un anno critico per la sua crescita.
Suo padre, l'ex pilota Noel Dunne, inizialmente nutriva riserve sull'addio alla McLaren — una posizione insolita data la sua natura tipicamente decisa. Tuttavia, Alex ha infine convinto il padre che il riposizionamento strategico offriva migliori prospettive a lungo termine.
"Per quanto mi riguarda, sentivo che fosse la decisione giusta", ha affermato Dunne. "Sono assolutamente sereno a riguardo. Penso che, andando avanti, ci troveremo in una buona posizione".
Le implicazioni più ampie
L'addio di Dunne esemplifica la brutale matematica della piramide di sviluppo piloti della Formula 1. I talenti d'élite delle categorie junior, per quanto eccezionali, possono trovarsi intrappolati dai limiti istituzionali quando i team vantano formazioni stabili e capaci di vincere il titolo. La sua volontà di uscire strategicamente — rifiutando una comoda mediocrità all'interno di una struttura accademica per cercare reali opportunità competitive altrove — dimostra la mentalità calcolatrice necessaria per raggiungere l'apice del motorsport.
Mentre Dunne affronterà la F2 nel 2026, tutti gli occhi saranno puntati su di lui per vedere se la sua strategia di ricalibrazione porterà al risultato sperato: una vera opportunità in F1 che trasformi le sue ambizioni in realtà.

