
Alpine: come il motore Mercedes potrebbe trasformare il 2026 dopo un 2025 da incubo
La stagione 2025 di Formula 1 sarà ricordata come uno dei periodi più difficili nella storia moderna di Alpine. La scuderia di Enstone ha chiuso al fanalino di coda del campionato costruttori, raccogliendo solo 22 punti: un contrasto netto rispetto al quarto posto del 2022 e ai sesti posti del 2023 e 2024. Per un team che era passato dalla nona posizione del 2016 a diventare un serio contendente al podio in soli due anni, questo ha rappresentato un significativo passo indietro. Eppure, dietro queste statistiche impietose si cela una storia più complessa, fatta di sacrifici calcolati e di una meticolosa preparazione per l'era trasformativa della Formula 1 che inizierà nel 2026.
La decisione di Alpine di puntare tutto sullo sviluppo per il 2026 non è nata dall'ottimismo, ma dalla necessità e da una visione strategica. Con i nuovi regolamenti tecnici e un cambiamento fondamentale nelle norme sulle power unit all'orizzonte, il team ha scelto deliberatamente di abbandonare lo sviluppo della A525 già all'inizio della stagione. Questo azzardo ha lasciato la vettura sensibilmente indietro rispetto ai concorrenti che hanno continuato a introdurre aggiornamenti per tutto l'anno, un fatto che non è passato inosservato ai piloti e al personale tecnico.
L'effetto combinato di una piattaforma attuale strategicamente trascurata e di una power unit Renault che “mancava ancora di potenza pura” ha creato la tempesta perfetta di vulnerabilità competitiva. Tuttavia, Alpine è convinta che proprio queste circostanze — per quanto dolorose — abbiano gettato i semi per una vera rinascita nel 2026, grazie soprattutto all'arrivo dei motori Mercedes e alle lezioni operative apprese nelle avversità.
Pierre Gasly: da superstite a leader del team

Mentre la posizione in classifica di Alpine racconta una storia di sofferenza, le prestazioni individuali di Pierre Gasly nel 2025 rivelano un pilota che ha operato a un livello decisamente superiore rispetto a quanto suggerito dal mezzo meccanico. Il pilota francese è stato responsabile di tutti i 22 punti di Alpine nel campionato costruttori, contribuendo in modo determinante a far ottenere al team un primato bizzarro e agrodolce: quello di essere la squadra all'ultimo posto con il punteggio più alto nella storia della F1.
La stagione di Gasly ha incluso il miglior piazzamento di Alpine: un impressionante sesto posto al Gran Premio di Gran Bretagna, dove ha sfruttato le drammatiche condizioni meteo variabili per conquistare otto punti in una sola gara. Oltre a questo exploit, Gasly ha dimostrato una costanza notevole, qualificandosi in Q3 per ben 10 volte su 24 gare in calendario — un risultato eccezionale considerando il deficit di prestazioni della vettura. Ha inoltre ottenuto un settimo posto in Bahrain e piazzamenti a punti cruciali in Brasile, dando prova di una capacità di guida che ha mascherato le difficoltà generali del team.
Tuttavia, il vero contributo di Gasly è andato oltre i punti e le qualifiche. Il ventinovenne ha mostrato doti di leadership eccezionali durante quella che avrebbe potuto essere una stagione profondamente demoralizzante. Invece di chiudersi nella propria "bolla", ha lavorato attivamente per mantenere il team motivato e concentrato, nonostante la dura realtà degli ultimi posti e le scarse opportunità di fare punti.
Riflettendo sul 2025, Gasly ha dichiarato: “Ho ottenuto il minor numero di punti nella mia carriera in F1, ma personalmente sento di aver offerto una prestazione solida. Non dà molta soddisfazione, quindi sono solo molto felice di lasciarmi alle spalle quest'anno”. Tuttavia, è stato attento a sottolineare che guardare avanti non significa dimenticare: “Sono più felice che mai del lavoro che stiamo facendo con la squadra e di tutta la preparazione”.
L'architettura nascosta del successo per il 2026

Il divario tra la posizione in classifica di Alpine e la valutazione di Gasly sulla qualità operativa rivela il reale lavoro tecnologico e strutturale che si sta svolgendo dietro le quinte. Per tutto il 2025, Alpine non si è limitata ad accettare la sconfitta: stava costruendo il quadro operativo necessario per competere ai massimi livelli quando la vettura sarà finalmente all'altezza delle ambizioni del team.
Gasly ha approfondito questa trasformazione: “Penso che, guardando al futuro, questa stagione ci abbia sicuramente resi più forti come squadra”. Questa valutazione non nasce da un ottimismo a posteriori, ma da cambiamenti osservabili nel funzionamento dell'organizzazione. Il team ha stabilito un forum in cui il feedback è sinceramente onesto, privo di accuse e focalizzato sulla valutazione oggettiva delle prestazioni rispetto alle aspettative. Questo ambiente collaborativo si è rivelato prezioso proprio perché Alpine non poteva nascondersi dietro scuse competitive: quando sei ultimo, non hai un posto dove nasconderti.

Poiché la A525 mancava di velocità pura, Alpine è stata costretta a esplorare i limiti operativi nei minimi dettagli. Il team ha analizzato sfumature delle mappature e procedure di setup che le squadre di vertice potrebbero trascurare. Gli ingegneri hanno estremizzato l'approccio all'ottimizzazione, i processi di debriefing sono diventati più completi e le procedure in fabbrica sono state esaminate con rinnovata intensità. Questa sperimentazione forzata nell'eccellenza operativa ha creato un potenziale vantaggio competitivo che potrebbe non tradursi in guadagni immediati, ma che teoricamente dovrebbe permettere ad Alpine di estrarre il massimo delle prestazioni da qualunque vettura avrà a disposizione nel 2026.
Gasly ha sottolineato direttamente questo punto: “Quando ti manca la prestazione complessiva, scavi a fondo in quei piccoli dettagli che non fanno molta differenza. Penso che abbiamo portato le cose all'estremo nel modo in cui facciamo le mappature e il setup, nel lavoro in fabbrica, nella quantità di debriefing e nella profondità con cui analizziamo le cose. Devo dire che è il miglior lavoro che io abbia mai fatto con il team”.
Franco Colapinto: imparare dalle difficoltà

La prospettiva di Franco Colapinto, arrivato nel team a metà stagione al posto di Jack Doohan, aggiunge un tassello prezioso al racconto della trasformazione di Alpine attraverso le avversità. Il pilota argentino è rimasto piacevolmente sorpreso dalla resilienza del team e dal rifiuto di arrendersi, nonostante l'evidenza di un pacchetto tecnico non competitivo.
“Non arrendersi e continuare a spingere nei momenti difficili: questa è la cosa che mi ha davvero sorpreso”, ha osservato Colapinto. “Quando le cose non vanno bene o non come ti aspetti, è difficile mantenere alta la motivazione e continuare settimana dopo settimana a cercare novità. Ma l'ho visto fare dal team. È stato molto impressionante e penso che porterà molti buoni risultati quando la macchina sarà competitiva”.
Questa convalida esterna della resilienza mentale del team è molto importante. Colapinto, non avendo familiarità con l'infrastruttura Alpine da anni, ha potuto valutare la mentalità dell'organizzazione con occhi nuovi, trovando punti di forza genuini che potrebbero essere trascurati nella fretta di superare una stagione difficile. La sua osservazione secondo cui “dai momenti bassi si impara di più” racchiude la filosofia centrale di Alpine verso il 2026: la sofferenza è stata il prezzo pagato per la formazione che permetterà il successo futuro.
La rivoluzione del motore Mercedes

Sebbene i miglioramenti operativi e la resilienza psicologica siano preziosi, essi rimangono isolati senza un corrispondente vantaggio tecnico. È qui che il passaggio di Alpine alle power unit Mercedes diventa trasformativo. Per decenni, Alpine (e precedentemente Renault) ha alimentato i propri sforzi agonistici con motori prodotti in casa. La stagione 2025 ha rappresentato l'ultimo capitolo di questa indipendenza, con Viry-Châtillon che ha preparato il suo ultimo motore prima che Alpine passasse allo status di cliente Mercedes nel 2026.
Questa transizione rappresenta sia un momento di umiltà che una reale opportunità tecnica. La power unit Mercedes, perfezionata in anni di partnership con McLaren e forte della leggendaria precisione ingegneristica del costruttore tedesco, rappresenta un notevole passo avanti rispetto all'unità Renault che ha frenato le ambizioni di Alpine nel 2025. La combinazione di un motore più potente e delle strutture operative sviluppate durante le avversità del 2025 crea una formula convincente per il miglioramento.
Gasly è stato esplicito riguardo alle sue aspettative: “Non mi piace essere nella posizione in cui mi sono trovato la scorsa stagione, e so che mi piacerà essere nelle posizioni di testa”. Ha sottolineato che la sua priorità è vincere e competere ai massimi livelli dello sport, non il semplice intrattenimento. L'aggiunta della power unit Mercedes rappresenta un passo tangibile per rendere realistica questa aspirazione.
Il percorso realistico verso il futuro

Alpine si avvicina al 2026 con un cauto ottimismo basato sul realismo. Il team è consapevole che i nuovi regolamenti tecnici, pensati per produrre una convergenza della griglia dopo un ultimo anno di relativa stabilità nel 2025, potrebbero limitare i guadagni prestazionali derivanti da un singolo miglioramento, che si tratti di un nuovo motore o di un affinamento operativo.
Tuttavia, la fiducia di Gasly nei processi del team è degna di nota: “Non è che fossimo a chilometri di distanza da tutti; eravamo solo nella parte sbagliata del centrocampo. E sì, in termini di lavoro effettivo come squadra, è questo che mi dà molta fiducia. Se riusciamo a portare la macchina in una buona posizione, penso che abbiamo i processi giusti per performare davvero”.
Anche l'allocazione delle risorse per la galleria del vento e la fluidodinamica computazionale (CFD) fornisce un supporto indiretto agli sforzi di sviluppo di Alpine. Avendo concluso all'ultimo posto il campionato 2025, il team ha diritto alla massima allocazione di risorse tecniche secondo i regolamenti sulle restrizioni della F1, consentendo un lavoro di sviluppo più completo rispetto a molti concorrenti. Si è creata così una strana inversione in cui la posizione in classifica di Alpine, pur essendo catastrofica dal punto di vista competitivo, ha generato vantaggi strutturali per la preparazione del 2026.
Conclusione: dal sacrificio all'ascesa
La stagione 2025 ha rappresentato il crogiolo di Alpine: un anno di sacrifici, sofferenza e sfide incessanti. Eppure, da queste difficoltà sono emersi tangibili miglioramenti operativi, processi raffinati e l'innesto delle power unit Mercedes. La leadership di Pierre Gasly ha trasformato una situazione potenzialmente tossica in una di unità e scopo condiviso, mentre la prospettiva fresca di Franco Colapinto ha confermato la reale forza mentale del team.
Mentre la Formula 1 entra nella sua era trasformativa del 2026, Alpine si è strutturata per capitalizzare il reset regolamentare. La volontà del team di Enstone di soffrire nel 2025 in vista di un vantaggio nel 2026 rappresenta quel tipo di lungimiranza che distingue i veri contendenti al titolo dai team di metà classifica. Se la scommessa pagherà i suoi dividendi resta da vedere, ma il team si è certamente posizionato meglio di quanto il suo ultimo posto possa suggerire: un raro caso in cui la vera misura del successo di una stagione non potrà essere giudicata finché non inizierà la successiva.

