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Alpine stacca la spina a Doohan: la fine di un sogno mai decollato

Alpine stacca la spina a Doohan: la fine di un sogno mai decollato

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Il team Alpine di Formula 1 ha confermato ufficialmente ciò che molti avevano previsto da tempo: Jack Doohan ha interrotto i rapporti con la scuderia di Enstone in vista della stagione 2026. Annunciato martedì, l'accordo consensuale segna la fine definitiva di un sogno nato nell'accademia e andato in frantumi in modo spettacolare durante una delle stagioni da esordiente più difficili che si ricordino.

"Il BWT Alpine Formula One Team conferma di aver raggiunto un accordo consensuale con Jack Doohan per non proseguire la collaborazione come pilota per la stagione 2026 del Campionato Mondiale FIA di Formula 1, consentendogli di perseguire altre opportunità di carriera", ha confermato il team. Sebbene il comunicato mantenga una cortesia diplomatica, la realtà dietro le quinte racconta una storia molto più amara di potenziale inespresso e della brutale matematica delle prestazioni in Formula 1.

Da pupillo dell'accademia a riserva dimenticata

Il percorso di Doohan dai corridoi dell'accademia Alpine al paddock rappresentava qualcosa di veramente speciale. È diventato il primo membro della Alpine Academy a ottenere un sedile da titolare con il team quando ha debuttato in un Gran Premio ad Abu Dhabi nel 2024. Quel traguardo simboleggiava anni di sviluppo, investimenti e fiducia: un percorso che avrebbe dovuto essere il modello per un successo a lungo termine.

Invece, il 2025 si è trasformato in un monito sulla natura spietata della Formula 1. Dopo aver ottenuto un sedile a tempo pieno accanto a Pierre Gasly, la stagione da rookie di Doohan è durata appena sei gare, prima che Franco Colapinto cogliesse l'opportunità a partire dal Gran Premio dell'Emilia-Romagna. I numeri sono stati impietosi: Doohan ha battuto in qualifica il suo esperto compagno di squadra solo due volte su otto sessioni e ha accusato un distacco di oltre sei decimi nella metà dei casi. Il suo miglior risultato in gara, un 13° posto, unito all'assenza di punti conquistati, ha lasciato ad Alpine poca scelta se non quella di cercare alternative.

La successiva retrocessione al ruolo di pilota di riserva è stata il più duro promemoria possibile della sua situazione. Per otto tormentati mesi, Doohan ha vissuto nel purgatorio della F1: presente occasionalmente ai gran premi come riserva di Gasly e Colapinto, ma privato di tempo in pista significativo, opportunità di test e di qualsiasi percorso concreto per tornare in griglia. Il peso psicologico di vedere il proprio sedile occupato dal proprio sostituto, sia in pista che fuori, non può essere sottovalutato.

La scommessa Super Formula: un reset ad alto rischio

Con il suo futuro in Alpine ormai precluso dal rinnovo del contratto di Colapinto, Doohan ha puntato sul campionato giapponese Super Formula come tasto di "reset". L'australiano ha testato le vetture del team Kondo Racing a Suzuka alla fine del 2025, segnando una potenziale svolta verso le competizioni per monoposto al di fuori della bolla della F1.

Tuttavia, anche questa strada si è rivelata tortuosa. Doohan ha subito una bizzarra serie di incidenti durante i test proprio nella sequenza di curve Degner, il che ha limitato il suo chilometraggio. Tre incidenti distinti in quel tratto notoriamente impegnativo di Suzuka hanno sollevato dubbi sulle sue capacità di adattamento, sebbene Kondo Racing abbia successivamente difeso il giovane pilota.

Nonostante le difficoltà nei test, Kondo sembra pronto a puntare su di lui, in attesa degli annunci ufficiali. Per Doohan, lo scenario ideale sarebbe quello di combinare una stagione completa in Super Formula con opportunità di test in F1, potenzialmente con Haas, che nel 2026 opererà sotto l'insegna TGR Haas grazie alla partnership con Toyota.

Il quadro generale: i sistemi delle accademie sotto esame

L'addio di Doohan solleva interrogativi scomodi sul modello dell'accademia Alpine e sulla volontà della F1 di concedere ai giovani piloti lo spazio necessario per crescere. Mentre alcuni diplomati delle accademie prosperano — la traiettoria di Oscar Piastri in McLaren dimostra che il sistema può funzionare — altri faticano quando vengono catapultati nell'élite del motorsport troppo presto o senza una preparazione sufficiente. Nonostante quattro anni di impegno con il team, sia in pista che fuori, il caso di Doohan suggerisce che l'appartenenza a un'accademia garantisce l'opportunità, ma non la competitività.

La terminologia "accordo consensuale" nel comunicato di Alpine è il linguaggio garbato per descrivere una separazione. Doohan aveva bisogno di un nuovo inizio; Alpine aveva bisogno di soluzioni. Il suo destino per il 2026 riposa ora nell'ecosistema delle corse giapponesi e nella possibilità che una vera competizione fuori dalla F1 possa restituirgli fiducia e valore di mercato.

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