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Aston Martin ha ufficialmente alzato il sipario sulla sua campagna di Formula 1 2026, svelando la livrea d’impatto della AMR26 durante un lancio glamour a Dhahran, in Arabia Saudita. È un momento spartiacque per la squadra di Silverstone: il debutto di una monoposto concepita interamente sotto la direzione di Adrian Newey, il leggendario progettista che ha lasciato la Red Bull Racing per assumere il ruolo di Team Principal in Aston Martin.
L’aspetto della vettura impone rispetto fin dal primo sguardo. Restando fedele all’iconico British Racing Green del team, con un raffinato finish opaco, la AMR26 sfoggia con orgoglio il logo Honda, in omaggio al ritorno a pieno titolo del costruttore giapponese in Formula 1 dopo l’uscita di scena a fine 2021. Il title sponsor Aramco, che ha sviluppato i carburanti della squadra per la nuova era tecnica, occupa ampi spazi pubblicitari sulla scocca.

L’importanza del coinvolgimento di Newey non può essere sopravvalutata. La sua nomina ha segnato un cambio di passo sismico nella gestione della Formula 1, con il progettista quattro volte campione del mondo che porta in Aston Martin decenni di competenze aeronautiche al programma tecnico. La AMR26 rappresenta il suo primo ciclo di progettazione completo per la squadra di Silverstone, dopo le leggendarie esperienze con Williams, McLaren e Red Bull Racing.
Il primo collaudo è avvenuto allo shakedown di Barcellona a fine gennaio, dove la vettura ha completato un totale di 66 giri in due giorni. Se Lance Stroll è riuscito a percorrere solo cinque giri giovedì prima che un problema tecnico fermasse le attività , Fernando Alonso—due volte campione del mondo al suo quarto anno con Aston Martin—ha vissuto un venerdì più produttivo, mettendo insieme 61 giri dopo la risoluzione dei problemi durante la notte.

Ciò che ha davvero catturato l’attenzione del paddock, però, è stata l’audace architettura aerodinamica della AMR26. La vettura presenta elementi distintivi che la differenziano immediatamente dalle rivali: pinne aggiuntive attorno all’halo, una presa d’aria centrale e, soprattutto, imbocchi delle pance incassati che cambiano in modo sostanziale il modo in cui la monoposto gestisce raffreddamento e flussi aerodinamici.
Queste scelte progettuali riflettono l’approccio sistematico di Newey all’efficienza del packaging. Anche la geometria delle sospensioni mostra un pensiero altrettanto innovativo, con il triangolo superiore posteriore posizionato più in basso e più arretrato sul telaio rispetto a quanto visto nel design contemporaneo di Formula 1. Questa soluzione privilegia la gestione aerodinamica del flusso verso le superfici a valle—un marchio di fabbrica della filosofia di Newey, che punta sulla simbiosi tra sistemi meccanici e aerodinamici.
Anche la geometria dell’ala anteriore merita attenzione. Invece di un carico aggressivo concentrato nella sezione esterna, la AMR26 adotta una distribuzione del carico relativamente piatta, suggerendo che il team ricavi proporzionalmente più deportanza dal fondo anteriore piuttosto che dai soli elementi alari. È un compromesso calcolato nella perenne equazione dell’ottimizzazione in Formula 1.

La partnership con Honda porta con sé opportunità e incertezze. La power unit Honda RA626H segna il primo ritorno a pieno regime dei motori Honda in Formula 1 in forma completa dal 2021, e rappresenta la prima vettura di Silverstone a utilizzare propulsori giapponesi dal 2006.
Tuttavia, la stessa leadership tecnica di Honda ha riconosciuto le sfide all’orizzonte. Se il responsabile del progetto Tetsushi Kakuda ha confermato che «la parte di elettrificazione sta procedendo come previsto», ha osservato con cautela che «non si può dire lo stesso dello sviluppo del motore a combustione interna». Una dichiarazione dalle implicazioni importanti, soprattutto considerando la maggiore enfasi su recupero energetico e sistemi ibridi prevista dai regolamenti tecnici 2026.

La AMR26 farà il suo debutto pubblico durante il programma ufficiale di test in Bahrain questa settimana, dove Aston Martin raccoglierà dati cruciali in vista dell’apertura della stagione 2026 a Melbourne. Queste prove saranno determinanti per individuare eventuali carenze tecniche residue e validare i concetti aerodinamici di Newey contro le vetture della concorrenza.
La convergenza tra il genio progettuale di Newey, la competenza ingegneristica di Enrico Cardile e le ambizioni di Honda sul powertrain colloca Aston Martin tra i veri candidati al titolo nel 2026. Se questa combinazione formidabile saprà offrire prestazioni all’altezza della brillantezza estetica mostrata nel reveal della AMR26, stabilirà se questo momento segna l’inizio di una nuova era o soltanto un bellissimo preludio alla delusione.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.