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Il sole picchiava sul Bahrain International Circuit mentre prendeva il via il secondo e ultimo test pre-stagionale dell’era Formula 1 2026. Con i rivoluzionari nuovi regolamenti ormai a poche settimane dal debutto in gara, la sessione mattutina del Giorno 1 ha offerto uno sguardo affascinante—anche se a tratti frammentato—sull’attuale gerarchia. Se i tempi nei test sono notoriamente difficili da interpretare, il linguaggio del corpo delle vetture e l’affidabilità—o la sua assenza—hanno parlato chiaro. La Ferrari è emersa come primo riferimento, con Charles Leclerc che ha ripreso esattamente da dove la Scuderia aveva lasciato la scorsa settimana, mentre i pesi massimi Red Bull Racing e i debuttanti di Cadillac si sono ritrovati a combattere con quei problemi inevitabili che accompagnano una transizione tecnica di questa portata.
Charles Leclerc e la Ferrari sembrano aver trovato il punto giusto con la loro monoposto 2026. Il pilota monegasco è stato il migliore in pista per tutto il blocco mattutino di quattro ore, fermando il cronometro sull’1’33”739. Per dare un’idea, è stato solo di poco più lento del miglior tempo assoluto visto nell’intero primo test della scorsa settimana (1’33”669), segno che la Ferrari sta già trovando ulteriore prestazione man mano che affina l’assetto.

Oltre al giro da copertina, a colpire gli osservatori è stata l’efficienza del box Ferrari. Leclerc ha completato 71 giri—ben oltre una distanza da gara—senza alcun intoppo meccanico evidente. La SF-26 (come vengono comunemente chiamate le vetture 2026) è sembrata ben piantata nel tecnico settore centrale, anche mentre altri piloti faticavano con una pista ancora “verde” e con raffiche di vento. La strategia Ferrari ha previsto un mix di run con mescola media e alcuni stint con “Test Unknown”, probabilmente per valutare i nuovi carburanti sostenibili con diverse mappature motore.
La prestazione della Scuderia rafforza le voci nel paddock secondo cui potrebbe essere stata quella ad aver gestito nel modo più fluido la transizione al nuovo split 50/50 tra motore termico ed energia elettrica. Pur restando cauto, Leclerc ha mostrato una costanza nei long run che suggerisce una vettura gentile con le gomme e prevedibile per il pilota—una qualità fondamentale, considerando la gomma Pirelli più stretta introdotta per questa stagione.

Lando Norris ha chiuso la sessione al secondo posto, a 0”313 da Leclerc. È stata una mattinata produttiva per la McLaren, anche se non del tutto priva di brividi. Norris è stato visto sperimentare molto con i nuovi sistemi di “Active Aero”, accodandosi all’Audi di Nico Hulkenberg per testare il comportamento della vettura in aria sporca senza il DRS tradizionale. Tuttavia, il basso livello di grip ha portato a diversi bloccaggi vistosi per il britannico. A un certo punto, Norris ha spiattellato un set di C2 in modo così marcato entrando in pit lane che una enorme nuvola di fumo ha avvolto il box McLaren.
“Le macchine sono difficili da gestire,” ha osservato il commentatore Jolyon Palmer, notando le difficoltà di Norris nel restare entro le linee bianche durante uno stint particolarmente sporco. Nonostante i bloccaggi, Norris ha completato 55 giri, fornendo alla McLaren i dati necessari per affinare la logica della modalità “Overtake Mode”.

In Mercedes, l’attenzione era tutta rivolta al futuro, con Kimi Antonelli al volante nella mattinata. Il giovane italiano è apparso sorprendentemente composto, chiudendo P3 con 1’34”158. Mercedes è stata l’unica squadra a utilizzare esclusivamente le tre mescole Pirelli più dure (C1, C2 e C3), rinunciando ai “giri da vetrina” con gomme più morbide. I 70 giri di Antonelli sono stati una prova dell’affidabilità della W17, e il suo passo sulle medie suggerisce che Mercedes stia tenendo parecchia prestazione in tasca. George Russell, a bordo pista in attesa del turno pomeridiano, ha sottolineato che il team è concentrato sull’efficienza di “recharge”—assicurandosi che la batteria si ricarichi rapidamente tramite frenata e rilascio per massimizzare il potenziale della nuova power unit.
Mentre la Ferrari volava, Red Bull Racing ha vissuto una mattinata frustrante. Con Isack Hadjar previsto al volante della RB22 per l’intera giornata—l’unico team a non alternare i piloti a pranzo—ogni minuto perso è stato un colpo alla preparazione del francese. Hadjar ha completato appena 13 giri prima che un problema tecnico costringesse la vettura a rientrare ai box per una lunga sosta.
Questo arriva dopo un primo test complicato per Hadjar, che la scorsa settimana ha saltato quasi un’intera sessione. Vedere la Red Bull sui cavalletti con i meccanici ammassati sul retrotreno non è certo ciò che Christian Horner avrebbe voluto, soprattutto mentre si cerca di capire se Hadjar potrà davvero sfidare Max Verstappen quest’anno. Hadjar è poi tornato in pista nel finale di sessione per segnare 1’36”188, ma resta nettamente indietro rispetto al programma di lavoro.
La pressione ora è sul reparto ingegneria Red Bull: nel pomeriggio dovrà offrire ad Hadjar una piattaforma stabile. Essendo l’unico pilota a restare in abitacolo per tutta la giornata, ha l’opportunità di recuperare terreno, ma solo se i guai di affidabilità della RB22 saranno davvero alle spalle.

Anche Cadillac, la nuova entrata in F1, ha trovato la mattinata in salita. Sergio Perez è rimasto confinato ai box per i primi 90 minuti della sessione mentre il team lavorava su quelli che ha definito “problemi ai sensori”. Per una squadra nuova, senza dati storici su cui appoggiarsi, queste ore perse sono costosissime. Perez è poi sceso in pista per una serie di giri di installazione e run brevi, chiudendo la mattinata con 25 giri e il tempo più lento tra chi ha girato.
Le difficoltà Cadillac evidenziano quanto sia enorme il cambio regolamentare del 2026. Queste vetture non sono semplici evoluzioni: sono un ripensamento totale. Le power unit ora si basano su Advanced Sustainable Fuel e su un contributo elettrico molto più ampio. Le auto sono più piccole, più leggere e adottano ali anteriori e posteriori attive che si regolano sui rettilinei per ridurre la resistenza.
Una delle storie più interessanti della mattinata è stata Arvid Lindblad con Racing Bulls. Il teenager ha completato più giri di chiunque altro in pista, totalizzando un impressionante bottino di 76 tornate. Pur con qualche momento “nervoso” e un bloccaggio evidente che gli ha spiattellato le gomme, la sua capacità di macinare chilometri con continuità è stata vitale per la squadra di Faenza. Lindblad ha chiuso P10, ma il suo focus era chiaramente sui dati da long run più che sulla prestazione sul giro secco.

Liam Lawson, compagno di squadra di Lindblad, ha trascorso la mattinata a osservare dal box, prendendosi persino del tempo per lanciarsi un pallone nel paddock con il suo trainer per restare “sul pezzo”. La dinamica tra i due in Racing Bulls sarà una delle narrazioni chiave della stagione 2026, con Lawson intenzionato a imporsi come leader del team contro il rookie molto quotato.
Più indietro nell’ordine, Williams e Alpine hanno mostrato sprazzi di buon passo. Alex Albon ha portato la Williams in P4 nel finale di sessione, un segnale positivo per una squadra che nel primo test della scorsa settimana aveva completato più giri di chiunque altro. Anche Pierre Gasly (Alpine) è stato della partita, chiudendo P5, anche se il suo compagno Esteban Ocon (quest’anno in Haas) ha avvertito che le vetture 2026 restano molto sensibili alle condizioni di vento.
“Le macchine sono un po’ più agili, ma diventano nervose quando si alza il vento,” ha commentato Ocon dopo il suo stint da 66 giri. Ocon è sotto pressione quest’anno per guidare il progetto Haas, soprattutto dopo che il Team Principal Ayao Komatsu lo ha spronato ad aumentare il suo contributo tecnico alla squadra.

In Aston Martin, la mattinata è stata tanto una questione di riorganizzazione interna quanto di tempo in pista. Il team ha ampliato la propria struttura ingegneristica in pista per far fronte alle esigenze del 2026. Gary Gannon è stato promosso a Senior Race Engineer per Lance Stroll, mentre Fernando Alonso mantiene Andrew Vizard come ingegnere principale, supportato da Chris Cronin in un nuovo ruolo senior. Alonso ha chiuso la mattinata P8, sopravvivendo a un momento “nervoso” all’ultima curva, dove ha rischiato di perdere il posteriore due volte in rapida successione.
Con la bandiera a scacchi sulla sessione mattutina, l’attenzione si è spostata al pomeriggio. Con il sole destinato a calare, le temperature dell’asfalto scenderanno, offrendo condizioni più rappresentative per la gara inaugurale di stagione ad aprile.
Ci aspettiamo un cambio significativo nella line-up, con nomi pesanti come Lewis Hamilton (Ferrari), George Russell (Mercedes) e Carlos Sainz (Williams) pronti a dare il cambio ai compagni. Per Red Bull, la missione è semplice: tenere Isack Hadjar in pista. Per Cadillac, l’obiettivo è lasciarsi alle spalle i problemi ai sensori e permettere a Valtteri Bottas di capire il vero potenziale della vettura.
La Ferrari ha alzato l’asticella, ma nel mondo dei test di Formula 1 lo scenario può cambiare in un attimo. La sessione pomeridiana promette più run prestazionali, più dati e forse una risposta più chiara alla domanda che tutti si fanno: c’è qualcuno in grado di fermare la Scuderia nel 2026?

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.