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Le implicazioni per la sicurezza dei nuovi regolamenti tecnici della Formula 1 sono balzate in primo piano dopo il violentissimo incidente da 50G di Oliver Bearman al Gran Premio del Giappone.
Al 21° giro, il pilota Haas seguiva Franco Colapinto a un secondo di distanza quando, in avvicinamento alla curva Spoon, il divario tra i due si è improvvisamente azzerato. Il brusco cambiamento è stato innescato da una significativa differenza nell’erogazione elettrica. Secondo quanto si apprende, in quel momento l’Alpine non stava recuperando energia attivamente, il che significa che le luci di segnalazione sull’ala posteriore non erano illuminate nei secondi precedenti all’incidente.
Nonostante ciò, la velocità di chiusura di Bearman ha raggiunto i 45 km/h.
Lanciato a 308 km/h, è stato costretto a una manovra evasiva, sterzando di lato sull’erba interna prima di rientrare in pista in sbandata, attraversare la via di fuga e finire contro le barriere. L’impatto ha fatto registrare 50G: una dimostrazione impressionante delle forze in gioco quando l’erogazione di energia tra due monoposto non è allineata.

Le conseguenze hanno suscitato una reazione forte e compatta nel paddock.
Il direttore della Grand Prix Drivers’ Association, Carlos Sainz, ha chiarito che le preoccupazioni non sono affatto nuove.
"Ci sono stati tanti momenti critici nei primi tre giri, mentre cercavamo tutti di gestire l’energia finché i sistemi non hanno iniziato ad adattarsi alle velocità di chiusura che si raggiungono con il pulsante boost", ha dichiarato Sainz.
Ha poi sottolineato l’imprevedibilità intrinseca del sistema attuale:
"Anche senza usare il boost, a volte il motore ti dà molta più velocità rispetto a chi ti precede, a seconda di quanta energia ha l’altro in quel momento. Era solo questione di tempo: il primo grande incidente doveva prima o poi accadere."
In un’altra intervista, Sainz è stato ancora più diretto sui precedenti avvertimenti.
*"Avevamo già avvisato [la F1 e la FIA] che sarebbe successo.
Questo tipo di velocità di chiusura e questo tipo di incidenti erano inevitabili, e non sono molto soddisfatto di ciò che abbiamo visto finora. Spero che si trovi una soluzione migliore, che non generi queste enormi differenze di velocità e che permetta di correre in modo più sicuro."*
La preoccupazione centrale è evidente: quando una monoposto utilizza l’energia elettrica e un’altra la esaurisce improvvisamente — o decide di non recuperarla — il differenziale di velocità può diventare estremo. I piloti hanno espresso con forza questo timore già prima dell’inizio della stagione.

Una modifica al regime di gestione dell’energia era già allo studio prima di Suzuka. Durante i test era emerso un consenso: analizzare i dati delle prime gare prima di trarre conclusioni definitive su eventuali miglioramenti del regolamento.
Con la cancellazione in aprile dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, le discussioni erano state programmate per la riunione della Commissione F1 del 9 aprile.
Si apprende che l’attenzione principale fosse rivolta a migliorare lo “spettacolo” in qualifica, dato che il detentore dei diritti commerciali si ritiene in generale soddisfatto di come il nuovo pacchetto tecnico abbia reso in termini di azione in pista.
L’incidente di Bearman, però, ha cambiato i termini del dibattito. La portata dell’episodio rappresenta un monito chiaro sui rischi legati a un’erogazione di energia elettrica non uniforme tra le monoposto.

All’indomani dell’incidente, la FIA ha diffuso un comunicato dettagliato per chiarire la propria posizione.
"A seguito dell’incidente che ha coinvolto Oliver Bearman al Gran Premio del Giappone e del contributo delle elevate velocità di chiusura all’accaduto, la FIA desidera fornire le seguenti precisazioni", si legge in apertura.
La Federazione ha sottolineato che i regolamenti 2026 sono oggetto di un confronto continuo fin dalla loro introduzione, coinvolgendo FIA, team, costruttori di power unit, piloti e Formula One Management.
"Per loro natura, questi regolamenti includono una serie di parametri regolabili, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’energia, che consentono un’ottimizzazione basata sui dati reali."
Secondo la FIA, tutte le parti avevano concordato una revisione strutturata dopo la fase iniziale della stagione, una volta raccolti e analizzati dati sufficienti. Nel mese di aprile sono previsti diversi incontri per valutare il funzionamento delle nuove norme e stabilire se siano necessari affinamenti.
Il comunicato ha inoltre evidenziato la complessità di eventuali interventi:
"Qualsiasi potenziale modifica, in particolare quelle relative alla gestione dell’energia, richiede simulazioni accurate e analisi approfondite. La FIA continuerà a lavorare in stretta e costruttiva collaborazione con tutte le parti interessate per garantire il miglior risultato possibile per lo sport, e la sicurezza resterà sempre un elemento centrale della missione della FIA. In questa fase, qualsiasi speculazione sulla natura di possibili cambiamenti sarebbe prematura. Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati a tempo debito."
Il Gran Premio del Giappone rientrava già in una fase di valutazione della nuova era tecnica della Formula 1. L’incidente di Bearman ha ora impresso a questo processo un’urgenza molto più marcata.
Se l’impatto commerciale delle nuove regole può essere considerato positivo, la dimensione legata alla sicurezza — in particolare la gestione e la tempistica dell’erogazione di energia elettrica — è diventata impossibile da ignorare.
Le discussioni di aprile erano state pensate per affinare la formula. Dopo Suzuka, hanno assunto un peso decisamente maggiore.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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