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Cadillac ha ufficialmente battezzato la sua prima monoposto di Formula 1 con il nome MAC-26—Mario Andretti Cadillac 26—segnando un tributo sentito a una delle più grandi icone del motorsport, mentre il costruttore americano si prepara al debutto competitivo al Gran Premio d’Australia 2026, l’8 marzo 2026. La sigla rende omaggio al Campione del Mondo 1978, il cui spirito pionieristico e la cui eccellenza agonistica sono diventati il fondamento filosofico dell’ambizioso ingresso del team nel massimo campionato.
Mario Andretti resta l’unico pilota ad aver conquistato la “Tripla Corona” del motorsport, vincendo il Mondiale di F1, la 500 Miglia di Indianapolis e la Daytona 500, oltre a quattro titoli IndyCar e a numerosi successi nelle gare endurance. La sua influenza sul progetto F1 di Cadillac va ben oltre un riconoscimento simbolico. Pur operando oggi, a 85 anni, in veste di consulente sotto la guida del CEO di TWG Motorsports e azionista di maggioranza Dan Towriss e del team principal Graeme Lowdon, la filosofia competitiva di Andretti permea l’organizzazione.
Lowdon ha citato più volte una delle massime più celebri di Andretti: “Se sembra tutto sotto controllo, non stai andando abbastanza forte.” È un’etica che racconta il ritmo frenetico con cui Cadillac ha costruito la propria struttura su due continenti, rispettando ogni scadenza di sviluppo e prendendo parte a tutti i programmi di test invernali, pur essendo la prima squadra start-up del campionato nell’ultimo decennio.
La MAC-26 incarna le rivoluzionarie norme tecniche 2026 che hanno ridisegnato in profondità l’ingegneria della F1. La vettura monta un V6 turbo Ferrari da 1,6 litri capace di oltre 1.000 CV, abbinato a un sistema ibrido innovativo che enfatizza la componente elettrica. L’MGU-K ora eroga 350 kW—un aumento di quasi il 300% rispetto alle specifiche precedenti—creando una ripartizione di potenza approssimativamente 50:50 tra motore termico ed elettrico. Il telaio pesa 768 kg, 30 kg in meno rispetto alle specifiche 2025, con un passo ridotto a 3.400 mm e aerodinamica attiva al posto della tradizionale tecnologia DRS.
I piloti Sergio Pérez e Valtteri Bottas hanno accumulato 3.935 chilometri complessivi nei test invernali, completando la preparazione metodica di Cadillac nonostante i prevedibili problemi di gioventù. Il team ha fissato obiettivi realistici per l’esordio, aspettandosi di lottare con Aston Martin per le posizioni in griglia, più che puntare subito a prestazioni da vertice.
“Dando al nostro primo telaio il nome MAC-26, catturiamo l’essenza di ciò che Mario ha portato in Formula 1 e ribadiamo la nostra convinzione che una squadra americana meriti un posto su questo palcoscenico globale,” ha dichiarato Dan Towriss. Andretti ha riconosciuto l’onore, affermando: “Correre è stata la gioia della mia vita. È il complimento più grande che il Cadillac Formula 1 Team consideri quegli anni significativi.”
Questa nomenclatura va oltre una strategia di marketing: rappresenta un autentico legame filosofico tra le ambizioni attuali di Cadillac e l’eredità leggendaria delle corse americane, con gli standard competitivi senza compromessi di Andretti a guidare la traiettoria di sviluppo del team.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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