
Carlos Sainz è stato a un passo dal ritorno in Red Bull, poco prima di arrivare in Ferrari
Quando Daniel Ricciardo annunciò il suo addio a sorpresa dalla Red Bull alla fine della stagione 2018, la scuderia di Milton Keynes si trovò di fronte a una decisione critica che avrebbe plasmato la carriera di diversi piloti in Formula 1. Il sedile vacante accanto a Max Verstappen rappresentava una delle posizioni più ambite nel mondo dei motori, eppure il processo di selezione rivelò quanto siano sottili i margini che separano i contendenti al titolo da chi si ritrova a lottare per un sedile competitivo.
La promozione Red Bull del 2019: Gasly contro Sainz
Pierre Gasly ha recentemente svelato i retroscena di una delle decisioni più significative della Formula 1, rivelando che Carlos Sainz Jr. era un serio candidato per il sedile Red Bull che alla fine andò al pilota francese. Entrambi avevano un percorso comune: erano cresciuti nel Red Bull Junior Team e avevano debuttato in Formula 1 con la Toro Rosso.
Parlando a F1.com, Gasly ha riflettuto sul momento cruciale in cui Helmut Marko prese la decisione definitiva. "Subito dopo Budapest, Daniel annunciò che se ne sarebbe andato. Ricordo che ero appena arrivato in Grecia per le vacanze e pensai: 'Wow, Daniel se ne va'", ha ricordato Gasly. "La Red Bull aveva Carlos Sainz come opzione e aveva me. Era una sfida tra Sainz e me. Il telefono squillò e Helmut mi disse: 'Ok, sarai un pilota Red Bull Racing dall'inizio del prossimo anno' – questo accadeva a soli sei mesi dalla mia prima stagione [completa] in F1".
La tempistica di questa decisione fu sorprendente. Gasly aveva disputato solo quattro o cinque gare nel 2017 prima di affermarsi come pilota titolare della Toro Rosso nel 2018. La sua prestazione al Gran Premio del Bahrain, dove ottenne un quarto posto alla sua seconda gara stagionale, diede una spinta immediata alla sua promozione. Tuttavia, la scelta finale favorì la traiettoria di Gasly rispetto a quella di Sainz, nonostante entrambi i piloti possedessero credenziali eccezionali all'interno dell'ecosistema Red Bull.
Perché Gasly vinse la sfida
L'impatto immediato di Gasly in Toro Rosso fornì alla Red Bull la prova tangibile che fosse pronto per la sfida. Le sue ottime prestazioni iniziali contrastavano nettamente con l'uscita di Sainz dall'orbita Red Bull; lo spagnolo, infatti, si era trasferito in Renault verso la fine del 2017, segnalando la sua volontà di esplorare opportunità al di fuori del programma della scuderia austriaca.
Lo slancio della stagione di debutto di Gasly, unito al suo status di giovane promessa all'interno del programma di sviluppo Red Bull, convinse infine Marko e il management che il pilota francese rappresentasse la scelta ottimale per l'impegnativo ruolo di compagno di squadra di Verstappen.
Il crollo del sogno Red Bull di Gasly
Ciò che la Red Bull non aveva previsto era quanto clamorosamente il periodo di Gasly sarebbe degenerato. Promosso a uno dei sedili più prestigiosi della Formula 1, Gasly fu brutalmente retrocesso in Toro Rosso a metà della stagione 2019, un duro colpo che diede il via a un preoccupante schema per il secondo pilota del team.
Questa retrocessione innescò quella che sarebbe diventata una crisi continua per il sedile accanto a Verstappen. Alex Albon, Sergio Perez, Liam Lawson e Yuki Tsunoda hanno tutti faticato successivamente ad affermarsi in quel ruolo, con Isack Hadjar che è diventato l'ultimo pilota a sperimentare le difficili dinamiche della complessa seconda guida Red Bull.
La seconda opportunità di Sainz: un altro mancato ritorno
Sorprendentemente, la strada di Sainz verso la Red Bull non si era chiusa definitivamente nel 2019. Quando Sainz è stato sostituito in Ferrari in seguito all'arrivo di Lewis Hamilton nella Scuderia, il suo nome è tornato a circolare per un sedile in Red Bull. Tuttavia, il team ha scelto di confermare Sergio Perez per il resto della stagione 2024, negando a Sainz quello che sarebbe stato un prestigioso ritorno nella famiglia Red Bull.
Impossibilitato a ottenere un sedile in un top team, Sainz è infine approdato in Williams, dove ha dimostrato il suo eccezionale talento in gara ottenendo due podi. Queste prestazioni hanno sottolineato perché Sainz rimanga uno dei piloti più ambiti sulla griglia attuale, nonostante le occasioni mancate in Red Bull.
La strada non intrapresa
Col senno di poi, la decisione sulla promozione del 2019 rappresenta un affascinante bivio per entrambi i piloti. Se Gasly avesse mantenuto il suo sedile in Red Bull e avesse performato secondo le aspettative, la traiettoria della Formula 1 moderna avrebbe potuto essere completamente diversa. Al contrario, il percorso di Sainz — pur mancando del prestigio di una promozione in Red Bull — si è rivelato più stabile e, probabilmente, più appagante, culminando nelle sue competitive prestazioni con la Williams.
La sincera rivelazione di Gasly su questo momento cruciale offre una prospettiva unica su come minimi vantaggi prestazionali in momenti critici possano alterare radicalmente la carriera di un pilota. La scelta tra due talenti dello stesso vivaio è dipesa, in ultima analisi, dal tempismo, dalla forma recente e dalla valutazione della Red Bull sulla loro prontezza per l'ambiente più esigente del motorsport.

