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Crisi di leadership in Red Bull: come le distrazioni interne hanno frenato un team dominante

Crisi di leadership in Red Bull: come le distrazioni interne hanno frenato un team dominante

4 min di lettura

Lo sconvolgimento ai vertici della Red Bull negli ultimi due anni – inclusi gli addii di Adrian Newey, Christian Horner e Helmut Marko – ha avuto un impatto significativo sulle prestazioni del team. Il CEO Oliver Mintzlaff ha ora ammesso che queste lotte interne erano un "segreto di Pulcinella" che ha compromesso la concentrazione e l'operatività.

Lo smantellamento di una dinastia

La Red Bull ha vissuto una trasformazione storica: tre pilastri del successo del team se ne sono andati nell'arco di soli 18 mesi. L'esodo è iniziato nell'estate del 2024, quando Adrian Newey, il leggendario direttore tecnico, ha annunciato il suo addio prima del cruciale cambio regolamentare previsto per il 2026. A questo è seguita la rimozione di Christian Horner dal ruolo di team principal circa sei mesi fa, mentre Helmut Marko, consulente senior e figura storica del team, ha lasciato dopo il finale di stagione ad Abu Dhabi nel 2025. Insieme, questo trio aveva guidato la Red Bull in quasi tutte le stagioni della sua storia in Formula 1 prima dell'uscita di Newey.

L'impatto su prestazioni e morale

Mintzlaff ha descritto questo periodo come dannoso per la concentrazione dell'organizzazione. Parlando al quotidiano De Telegraaf, ha dichiarato: "Sapete, la Formula 1 non è poi così diversa dal calcio o da qualsiasi altro sport sotto questo aspetto. Quando le persone si distraggono, perdono il focus". Ha sottolineato che, nonostante risorse e talenti superiori – tra cui Max Verstappen, universalmente riconosciuto come il miglior pilota al mondo – un team distratto non può rendere al meglio.

L'instabilità è stata tale che, secondo quanto riferito, Verstappen avrebbe valutato il proprio futuro nel team mentre la struttura manageriale crollava. L'atmosfera turbolenta ha creato quello che Mintzlaff ha definito un ambiente in cui "c'erano troppi problemi all'interno e intorno alla squadra".

Una ripresa a fine stagione

Nonostante il caos, la Red Bull ha dato prova di resilienza nelle fasi finali del 2025. Dopo l'addio di Horner, il team ha vissuto una notevole ripresa di forma. Verstappen ha quasi completato una storica rimonta mondiale, chiudendo a soli due punti dal titolo piloti e conquistando il maggior numero di vittorie stagionali. Questa ripresa è apparsa direttamente correlata all'eliminazione delle distrazioni e al ritorno a una chiarezza organizzativa.

Mintzlaff ha attribuito questo miglioramento alla ritrovata concentrazione: "Negli ultimi mesi abbiamo visto che le prestazioni migliorano quando tutti sono pienamente focalizzati. Anche senza la macchina migliore, Max è quasi diventato campione e ha vinto più gare di chiunque altro quest'anno".

Una nuova era aziendale

Gli addii segnano un cambiamento fondamentale nella filosofia operativa di Red Bull. Sotto il precedente regime, dominato dall'influenza di Dietrich Mateschitz, il team operava con un'ampia autonomia e godeva di un notevole peso politico all'interno della Formula 1. La nuova struttura, supervisionata da Mintzlaff – che gestisce anche le proprietà calcistiche di Red Bull, tra cui l'RB Lipsia – rappresenta un approccio più aziendale e collegiale, con maggiore supervisione e responsabilità.

Il caso dell'allontanamento di Helmut Marko esemplifica questa trasformazione. Sebbene le sue infondate accuse riguardanti Kimi Antonelli nel Gran Premio del Qatar abbiano fornito una giustificazione pubblica, diverse fonti indicano che Marko sia stato di fatto costretto a lasciare a causa di pratiche gestionali ritenute incompatibili con i moderni standard aziendali. Il suo addio, nonostante l'importanza storica nell'aver trasformato la Red Bull da outsider a forza dominante, segnala che la responsabilità istituzionale ora prevale sull'autonomia individuale.

Continuità tecnica tra i cambi di personale

Sebbene i vertici siano stati rimescolati, il reparto tecnico rimane relativamente stabile sotto la guida di Pierre Waché. Tuttavia, continuano altri spostamenti di personale, tra cui il riposizionamento di Gianpiero Lambiase, storico ingegnere di pista di Max Verstappen, in un ruolo diverso. La sfida futura consiste nel mantenere l'efficienza in pista nonostante i continui cambiamenti organizzativi.

Mintzlaff si è detto fiducioso nella capacità della Red Bull di gestire questa transizione. "Non sono preoccupato", ha dichiarato riguardo agli addii, "perché so che stiamo sostituendo tutte quelle persone nel modo giusto". Ha inoltre suggerito che il cambiamento stesso può stimolare il miglioramento: "Perché so che ci rende migliori. E sì, a volte bisogna uscire dalla propria zona di comfort per un po'".

La Red Bull entra ora in un nuovo capitolo, definito da una struttura aziendale che prevale sul culto della personalità e da una supervisione istituzionale che sostituisce l'autonomia individuale. Resta da vedere se questo modello riuscirà a preservare il vantaggio competitivo che ha caratterizzato l'era precedente: questa è la sfida centrale che attende la storica scuderia.