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La scossa di Domenicali: la Ferrari deve uscire dalla mediocrità del quarto posto

La scossa di Domenicali: la Ferrari deve uscire dalla mediocrità del quarto posto

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Il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, ha lanciato un messaggio diretto ma misurato a Lewis Hamilton, Charles Leclerc e ai vertici della Ferrari: il quarto posto ottenuto dal team nel campionato costruttori 2025 non deve diventare una costante del calendario.

L'avvertimento assume un peso particolare venendo da Domenicali, l'ultimo team principal della Ferrari ad aver assaporato il successo iridato. Sotto la sua guida, dal 2008 al 2014, la Scuderia ha conquistato il titolo costruttori nel 2008 — una corona che ormai prende polvere da quasi due decenni, mentre la Ferrari arranca nelle secche della mediocrità.

"Sono un tipo positivo. Non c'è bisogno di piangere, non c'è bisogno di essere sempre negativi. Devono avere un piano", ha dichiarato Domenicali a Sky Sports News. "Sono sicuro che Fred [Vasseur], Lewis e Charles abbiano un piano, ed è questo l'importante. Credo sia fondamentale reagire, non spegnersi e non far sì che diventi normale arrivare quarti in campionato".

La dura realtà della stagione 2025 della Ferrari

La stagione 2025 della Ferrari è stata a dir poco catastrofica. La Scuderia ha vissuto la sua prima annata senza vittorie dal 2021 — un crollo umiliante che ha messo a nudo punti ciechi aerodinamici e incongruenze strategiche che hanno tormentato la squadra per tutto l'anno.

L'arrivo di Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo, prometteva una svolta radicale per le sorti del team. Invece, il debutto in rosso dell'icona britannica, oggi quarantenne, si è trasformato in un incubo che preferirebbe dimenticare. Per la prima volta nella sua illustre carriera, Hamilton non è riuscito a conquistare nemmeno un podio in un'intera stagione di F1, con le eliminazioni in Q1 che hanno preso il posto dei festeggiamenti a cui era abituato.

Charles Leclerc, il perno della Ferrari, se l'è cavata leggermente meglio con sette podi in 24 gare, ma anche i suoi sforzi costanti si sono rivelati insufficienti per salvare la squadra da un fallimento strutturale. Il contrasto tra ciò che la Ferrari aveva promesso e ciò che ha effettivamente offerto non potrebbe essere più netto.

Il bivio del 2026: il momento della verità

Ciò che rende l'avvertimento di Domenicali particolarmente lungimirante è il tempismo. La Formula 1 si appresta a vivere una rivoluzione regolamentare epocale nel 2026, con cambiamenti radicali sia al telaio che ai motori che altereranno profondamente gli equilibri competitivi.

Questo azzeramento rappresenta sia una minaccia che un'opportunità senza precedenti. Per team come la Ferrari, reduci da un 2025 fallimentare, la rivoluzione delle regole offre la rara possibilità di riscrivere le gerarchie e sfidare le strutture di potere consolidate che hanno dominato le ultime stagioni. Le squadre che gestiranno male la transizione tecnica potrebbero scivolare ancora più indietro; quelle che eseguiranno il reset con precisione chirurgica potrebbero balzare in lotta per il titolo.

"Perché nel 2026 tutti parlano, ma nessuno sa a che punto si trovi", ha spiegato Domenicali, sottolineando come la prossima stagione rimanga un foglio bianco. "Se l'anno scorso tutti sapevano già cosa sarebbe successo in futuro, ora restate sintonizzati, perché a ogni gara ci sarà un'evoluzione".

I test pre-stagionali inizieranno a Barcellona dal 26 al 30 gennaio, seguiti da due sessioni in Bahrain previste per l'11-13 febbraio e il 18-20 febbraio, lasciando ai team un tempo limitato per comprendere le nuove monoposto prima dell'inizio del campionato.

Energia, psicologia e la strada da percorrere

L'enfasi di Domenicali sulla "giusta energia" non è una semplice frase fatta motivazionale: riflette la sua consapevolezza che la crisi della Ferrari sia tanto psicologica quanto tecnica. Una stagione senza vittorie, unita alle difficoltà di Hamilton e alla frustrazione di Leclerc, ha eroso la fiducia all'interno delle mura di Maranello.

Fred Vasseur, team principal della Ferrari, insieme ai suoi piloti di punta, deve non solo gestire le complessità tecniche dei regolamenti 2026, ma anche restituire fiducia a una squadra che ha vinto un solo campionato piloti dal 2007. Il digiuno iridato si estende anche al titolo costruttori, che manca dal 2008.

"Vogliamo una Ferrari forte. Meritano di essere in una posizione migliore. Devono assicurarsi che ci sia l'energia giusta e la giusta direzione da seguire", ha ribadito Domenicali.

Per Hamilton e Leclerc, il 2026 rappresenta un punto di svolta. Il primo mette a disposizione la sua ineguagliabile esperienza iridata e il suo acume tattico; il secondo porta il legame emotivo e il feedback tecnico essenziali per sviluppare una macchina competitiva. Insieme, il loro mandato è chiaro: tirare fuori la Ferrari dall'anonimato del quarto posto e riportare la Scuderia al posto che le spetta tra l'élite della Formula 1.

Il conto alla rovescia per il reset è iniziato. Il quarto posto non è, e non può diventare, il destino della Ferrari.