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Il sole è tramontato sul deserto di Sakhir, ma il calore della rivoluzione della Formula 1 2026 si è fatto ancora più intenso con la conclusione del Giorno 2 dei test pre-stagionali al Bahrain International Circuit. Con lo sport alle porte del più importante cambio regolamentare della sua storia, la seconda giornata di attività ha offerto un assaggio irresistibile della gerarchia, dell’ingegno tecnico e degli inevitabili “gremlin” di affidabilità che accompagnano un progetto nato da un foglio bianco. Se la mattina è stata appannaggio della vecchia guardia, la sera ha sorriso alla nuova generazione: Kimi Antonelli, con la Mercedes, è balzato in cima ai tempi, segnalando che le Frecce d’Argento potrebbero aver trovato il ritmo dopo un avvio d’anno prudente.
La sessione è stata una maratona di raccolta dati, con nove delle undici squadre oltre quota cento giri. Tuttavia, la trama della giornata è stata definita da un mix di velocità bruciante e cuori spezzati dalla meccanica. Quando i riflettori hanno preso il posto del bagliore arancione del tramonto bahreinita, l’attenzione si è spostata dai long run ad alto carico di benzina ai primi veri indicatori prestazionali dell’era 2026. Con vetture più piccole e agili e una ripartizione di potenza radicale 50/50 tra motore termico ed energia elettrica, ogni giro è stato una lezione sul futuro dello sport.

Il titolo di giornata è stato il balzo in vetta di Kimi Antonelli con 1m 32.803s. Il giovane italiano, sulle spalle un’enorme aspettativa, è apparso sorprendentemente “a punto” mentre le temperature della pista scendevano verso un quasi perfetto 32°C. Il suo giro, realizzato con la mescola C3, è stato appena 0.058s più rapido di quello di Oscar Piastri su McLaren, ma il modo in cui la Mercedes ha affrontato il tecnico settore centrale ha suggerito una vettura con una piattaforma aerodinamica molto stabile.
Anche l’affidabilità Mercedes sembra aver svoltato. Dopo i problemi alla power unit che avevano frenato i progressi nello shakedown di Barcellona, oggi il team ha messo insieme un totale enorme di 158 giri. George Russell ha coperto il turno del mattino completandone 77, prima di lasciare il volante ad Antonelli, che ne ha aggiunti altri 81. Pur restando cauta, nel paddock si respira l’idea che le Frecce d’Argento stiano nascondendo una prestazione importante. Come ha osservato Charles Leclerc a inizio settimana, c’è la sensazione che Mercedes stia giocando una partita di poker ad altissima posta con le mappature del motore.
Se Mercedes si è presa i titoli per la velocità, McLaren si è guadagnata gli onori per la produttività. La squadra di Woking ha totalizzato più giri di chiunque oggi, con Lando Norris e Oscar Piastri che hanno sommato un impressionante 159 tornate sul tracciato da 5,412 km. Norris ha chiuso al comando la sessione mattutina con 1m 33.453s, un tempo rimasto competitivo fino a buona parte del pomeriggio, quando le condizioni della pista sono migliorate.

Il pomeriggio di Piastri è stato quasi perfetto fino a un brivido nel finale. Durante la prova della nuova procedura di partenza, la McLaren dell’australiano si è accostata su una via di fuga, facendo scattare per poco le bandiere gialle. Tuttavia, il problema è sembrato un piccolo glitch di sensore o un reset software, perché poco dopo è tornato in pista. “La macchina è molto vivace nelle curve lente e a media velocità... Il bilanciamento è buono, è un po’ più reattiva, ci puoi giocare un po’ di più,” ha spiegato Isack Hadjar della Red Bull, riecheggiando una sensazione diffusa lungo la pit lane sul carattere più agile dei telai 2026. La capacità di McLaren di mettere in fila simulazioni gara suggerisce che abbiano centrato subito la finestra giusta con pacchetto di raffreddamento e gestione dell’energia.
Max Verstappen è stato l’unico pilota a trascorrere l’intera giornata in abitacolo, e l’olandese ha firmato uno sforzo titanico completando da solo 139 giri. Pur chiudendo terzo nei tempi, a tre decimi e mezzo da Antonelli, il suo passo in una simulazione gara a tarda sera ha fatto venire i brividi nel paddock. Verstappen girava con costanza sul 1m 36 basso nei long run, mostrando un degrado minimo sulle nuove gomme Pirelli più strette.

La RB22 è di per sé una dichiarazione della filosofia progettuale aggressiva di Red Bull. L’esperto tecnico Sam Collins ha notato che la vettura vista oggi era “drammaticamente diversa” da quella mostrata la scorsa settimana. Con nuovi undercut, una disposizione rivista delle pance e un fondo complesso, Red Bull è chiaramente tutt’altro che appagata. È anche il primo vero banco di prova per la unità Red Bull Powertrains, un’incognita che finora si è dimostrata affidabile e potente. Verstappen ha trascorso gran parte della giornata su gomme prototipo, mascherando di fatto il suo vero passo da qualifica, ma la sua confidenza era evidente mentre spingeva al limite, sopravvivendo persino a un leggero bloccaggio alla Curva 4 durante la “golden hour”.
Il tema più chiacchierato nel paddock, però, non è stato solo il cronometro: è stata l’ala posteriore “ribaltabile” della Ferrari. Con i regolamenti 2026 che introducono l’Active Aero per ridurre la resistenza sui rettilinei, Ferrari sembra aver trovato un’interpretazione unica delle norme. Invece della classica apertura in stile DRS, l’elemento superiore dell’ala Ferrari pare ruotare quasi completamente, arrivando quasi a capovolgersi quando è in “Straight Mode”.

Questa soluzione innovativa mira a massimizzare la transizione tra l’assetto ad alto carico in curva e la bassa resistenza in rettilineo. Se il team principal Williams James Vowles ha ammesso che il progetto rientra nella categoria di cose su cui la sua squadra deve “fare subito i conti”, altri si sono mostrati più scettici. Pedro de la Rosa, Team Ambassador di Aston Martin, ha commentato: “Non so quale sia lo scopo: sembra un modo lento per riportare il carico. Non lo so...”
Nonostante l’interesse tecnico, per la Scuderia è stata una giornata complicata. Lewis Hamilton è rimasto a lungo ai box in mattinata per un problema di affidabilità, riuscendo a completare solo sei giri prima della pausa pranzo. Nel pomeriggio ha recuperato fino a quota 71 giri, ma il tempo perso significa che Ferrari è in ritardo nella missione di raccolta dati. Quando la vettura era in garage, i meccanici Ferrari hanno formato la consueta “muraglia umana” per schermare il retro della macchina da occhi indiscreti, segno che nel fondo 2026 c’è più di quanto appaia.

L’unica bandiera rossa del pomeriggio è stata causata da Fernando Alonso. Lo spagnolo era a metà stint quando la sua Aston Martin si è fermata con un rumore secco sul rettilineo principale. I replay hanno mostrato il display del volante spegnersi, seguito da quello che sembrava il suono di una “scatola di pezzi che sbattono” dentro la power unit. Per il team è stata un’immagine cupa: la vettura è stata recuperata su un carro attrezzi, coperta da teli di plastica per proteggere il disegno del fondo.
Aston Martin ha faticato a mettere chilometri in questi test e oggi non ha fatto eccezione, fermandosi a 68 giri. Con la prima Aston Martin progettata da Adrian Newey che porta con sé così tanta attesa, i problemi di affidabilità iniziali sono motivo di preoccupazione. La frustrazione di Alonso era visibile anche attraverso la visiera mentre si allontanava dalla AMR26 ferma. Ora la squadra affronta una corsa contro il tempo per diagnosticare il guasto prima dell’ultima giornata di test, domani.

Più indietro, la lotta a centro gruppo sta già entrando nel vivo. Franco Colapinto, con Alpine, ha messo insieme un turno solido da 121 giri, chiudendo 6° per velocità. La squadra di Enstone sembra avere una base affidabile, anche se Colapinto ha accusato un bloccaggio pesante alla Curva 8 mentre spingeva al limite i nuovi sistemi frenanti.
Cadillac, la nuova entrata del campionato, continua a fare i conti con una curva di apprendimento ripida. Valtteri Bottas e Sergio Perez hanno totalizzato 51 giri in due, ma la vettura ha trascorso molto tempo con grandi rastrelliere aerodinamiche montate, mentre il team faticava a correlare i dati della galleria del vento con quelli della pista. Problemi di affidabilità legati ai sensori hanno tormentato la loro settimana, lasciandoli in fondo alle classifiche dei giri. Tuttavia, la squadra resta ottimista: Jolyon Palmer ha sottolineato che, pur perdendo “giri preziosi”, i dati ricavati dalle poche tornate sono di alta qualità.

Con sole otto ore di test rimaste prima che i container vengano chiusi in direzione Australia, la pressione sale. Domani sarà l’ultima occasione per le squadre di rifinire i set-up e per piloti come Charles Leclerc e Lance Stroll di completare gli ultimi giri in macchina.
La gerarchia resta un mistero avvolto in un enigma, ma le tendenze stanno emergendo. Mercedes e McLaren sembrano solide, Red Bull appare innovativa e veloce, e Ferrari resta la variabile impazzita con le sue soluzioni aerodinamiche radicali. Mentre i team si preparano all’ultima giornata in Bahrain, la domanda non è solo chi sia il più rapido, ma chi riuscirà a sopravvivere ai 57 giri del GP d’apertura a Melbourne.
Assicurati di seguirci domani alle 09:45 ora locale per l’ultima giornata di test pre-stagionali. Se oggi è stato un indizio, la stagione 2026 sarà un ottovolante tecnico e sportivo che nessun tifoso di F1 può permettersi di perdere.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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