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Ferrari accantona l’ala posteriore "macarena" dopo un breve test al GP di Cina

Ferrari ha testato la sua ala posteriore rotante a 180 gradi al GP di Cina, ma è tornata alla specifica standard prima delle qualifiche, mentre Hamilton e Leclerc hanno evidenziato un deficit sul dritto rispetto a Mercedes.

Ferrari accantona l’ala posteriore "macarena" dopo un breve test al GP di Cina

L’audace ala posteriore rotante di Ferrari ha fatto una breve ricomparsa al Gran Premio di Cina, per poi essere ritirata prima che l’attività in pista entrasse nel vivo. Il design innovativo, capace di ruotare di 180 gradi, è stato provato durante l’unica sessione di prove libere del venerdì a Shanghai, ma alla fine è stato ritenuto ancora troppo acerbo per essere utilizzato in gara.

Un esperimento di breve durata

Già vista nei test pre-stagionali, l’ala posteriore è stata montata su entrambe le vetture di Charles Leclerc e Lewis Hamilton per l’unica sessione di prove del weekend. Il test non è stato privo di episodi. Hamilton è finito in testacoda quando l’ala si è chiusa in ingresso della zona di frenata di curva 6.

«Ho bloccato le ruote», ha riferito in modo conciso via radio al team.

Nonostante l’incidente, Ferrari ha inizialmente proseguito con la valutazione. Tuttavia, già in qualifica sprint la Scuderia è tornata alla più convenzionale ala posteriore con specifica Melbourne.

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© XPBimages

Hamilton: «Forse un po’ prematuro»

Hamilton ha ammesso di non sapere con certezza perché il team abbia poi deciso di non proseguire con la nuova specifica.

«Non so davvero perché siamo tornati indietro», ha dichiarato. «Credo che abbiamo accelerato i tempi per portarla qui e inizialmente non era prevista prima della quarta o quinta gara, qualcosa del genere. Hanno fatto un grande lavoro per riuscire ad averla già qui.

«Ne avevamo solo due esemplari ed è stato forse un po’ prematuro. Così l’abbiamo tolta. La macchina era comunque ottima e lavoreremo per reintrodurla quando sarà pronta».

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© Formula 1 via Getty Images

Secondo quanto emerso, Ferrari si sarebbe detta soddisfatta delle prestazioni dell’ala rispetto alla versione standard e incoraggiata dalla sua affidabilità. Tuttavia, in assenza di garanzie sufficienti per giustificarne l’utilizzo sull’intera distanza di gara, il team ha preferito non correre rischi. Il fatto che non fosse attesa una svolta prestazionale significativa ha reso la decisione più semplice.

Ulteriori analisi verranno ora effettuate a Maranello in vista del Gran Premio del Giappone tra due settimane.

La qualifica evidenzia il deficit sul dritto

Con l’ala posteriore convenzionale nuovamente montata, Hamilton e Leclerc si sono qualificati rispettivamente quarto e sesto. Hamilton ha chiuso a 0"641 dal poleman George Russell, mentre Leclerc ha accusato un ulteriore ritardo di 0"367.

Il distacco di Leclerc è stato aggravato da un problema non specificato sul rettilineo opposto. Il team principal Fred Vasseur ha spiegato che «non aveva la stessa erogazione di potenza del giro precedente», un aspetto che la squadra analizzerà più a fondo.

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© XPB Images

Hamilton: «Quando ti manca potenza, è così»

Hamilton ha elogiato la reazione del team dopo una sessione di prove complicata.

«La mia squadra ha fatto davvero un ottimo lavoro. I miei ingegneri sono stati fantastici nel sistemare la macchina, perché in FP1 è stata una sessione difficile con quel testacoda, anche se in generale la vettura si sentiva molto bene.

«È solo che stiamo perdendo, credo sul dritto, tantissimo tempo.

«Abbiamo molto lavoro da fare. Dobbiamo spingere al massimo a Maranello per migliorare la potenza. Era qualcosa di cui eravamo consapevoli già l’anno scorso: pensavamo che Mercedes avesse iniziato prima di noi o degli altri, e così è stato anche questa volta. Hanno fatto un lavoro fantastico e noi dobbiamo fare un passo avanti. Dobbiamo spingere per colmare il divario.

«A livello di vettura, si comporta molto bene, credo che possiamo giocarcela con loro in curva. Ma quando ti manca potenza, è così».

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© Abaca Press / Alamy Stock Photo

Leclerc: più forti domenica?

Leclerc ha ridimensionato l’impatto complessivo dell’ala posteriore sperimentale, sottolineando che «non cambia davvero il quadro della situazione attuale». Ha inoltre condiviso l’analisi di Hamilton sulla forza della Mercedes in qualifica.

«In qualifica, per qualche motivo, la power unit Mercedes trova tantissimo tempo sul giro. Noi non riusciamo ancora a trovare lo stesso guadagno in qualifica, ma in gara siamo più vicini. Quindi resto fiducioso di poter recuperare domani».

Per Ferrari, il Gran Premio di Cina ha messo in evidenza due realtà parallele: una vettura incoraggiante ed equilibrata tra le curve e un deficit sul dritto che continua a condizionare il quadro competitivo. L’ala posteriore rotante potrebbe tornare, ma solo quando la Scuderia sarà certa che sia pronta ad affrontare le esigenze di un intero weekend di gara.

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