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Mattia Binotto resta una delle figure più divisive del moderno paddock di Formula 1. A distanza di anni dal suo addio alla Ferrari, la tensione legata alla sua gestione è ancora palpabile — un’eredità che continua a influenzare la percezione del 56enne mentre si prepara ad assumere un ruolo di vertice in Audi.
Binotto è entrato in Ferrari nel 1995, scalando progressivamente le gerarchie grazie alle sue competenze tecniche. La sua ascesa si è compiuta nel 2019, quando ha preso il posto di Maurizio Arrivabene come team principal.
Il suo mandato al vertice, però, si è rivelato turbolento. Sotto la sua guida la Ferrari non è riuscita a sostenere una vera lotta per il titolo. Dopo aver ceduto il passo a Lewis Hamilton e alla Mercedes nel 2019, la Scuderia ha vissuto un crollo drastico nel 2020, chiudendo sesta nel campionato costruttori — il peggior risultato dal 1973 — senza conquistare neppure una vittoria.
Le difficoltà sono proseguite nel 2021, con un’altra stagione senza successi. Nel 2022 si sono intravisti segnali di ripresa, grazie alle quattro vittorie ottenute da Charles Leclerc e Carlos Sainz, ma a quel punto le tensioni interne tra Binotto e il consiglio di amministrazione avevano ormai incrinato la fiducia nella sua leadership.
La sua posizione è diventata infine insostenibile e si è dimesso alla fine del 2022. Al suo posto è arrivato Fred Vasseur, ma anche a quattro anni di distanza il rapporto tra Binotto e la Ferrari sembra tutt’altro che ricucito.

Ora coinvolto nel progetto Formula 1 di Audi, Binotto sembra conservare ancora affetto per la sua ex squadra. Secondo quanto riportato, avrebbe sofferto nel vedere la Ferrari chiudere quarta nel mondiale 2025 senza nemmeno una vittoria.
Un sentimento che, però, non sembra essere ricambiato.
Il giornalista Keman Sengul, intervenendo ai microfoni di Motorsport Türkiye, ha espresso una valutazione schietta sulla posizione di Binotto nel paddock.
«Beh, Mattia Binotto è un tipo un po’ particolare», ha dichiarato Sengul. «Ho avuto modo di vederlo nel paddock. Non credo sia il genere di persona che riesce a legare facilmente con chi gli sta intorno.»
È andato oltre, descrivendo una distanza quasi tangibile tra Binotto e i suoi ex colleghi.
«Quando passo davanti al garage Ferrari, nessuno guarda Binotto e non l’ho mai visto entrare nel box della Ferrari. Non ha molti amici.»
Sengul ha aggiunto che Binotto non è «esattamente una figura popolare nel paddock», lasciando intendere che alcuni aspetti del suo carattere e del suo atteggiamento possano essere all’origine della situazione.
In Audi, però, il quadro sembra diverso. Il costruttore tedesco apprezzerebbe molto le sue competenze tecniche e sarebbe convinto che stia guidando il progetto nella direzione giusta. Nonostante ciò, Sengul ha osservato che «andare d’accordo con lui non sembra così semplice», facendo riferimento alle recenti tensioni con Jonathan Wheatley.

In vista del Gran Premio del Giappone 2026, Binotto è pronto ad assumere il ruolo di team principal in Audi dopo il passaggio di Jonathan Wheatley all’Aston Martin.
Le indiscrezioni sull’uscita improvvisa di Wheatley hanno rafforzato la percezione che Binotto non sia la figura più semplice con cui collaborare. I due si sarebbero scontrati in diverse occasioni e si è persino ipotizzato che l’ingaggio iniziale di Wheatley non fosse stato pienamente condiviso con Binotto.
Con Wheatley fuori dai giochi, la responsabilità ricade ora interamente sulle spalle di Binotto.
Può contare su un’esperienza già maturata come team principal e su una profonda competenza tecnica — qualità che potrebbero rivelarsi preziose per un nuovo costruttore come Audi. Restano però interrogativi sul fatto che il suo stile di leadership, che ha lasciato strascichi importanti in Ferrari, possa favorire l’unità e la stabilità necessarie per costruire un successo duraturo.
Il prossimo capitolo della carriera di Binotto definirà non solo le prime tappe del percorso di Audi in Formula 1, ma anche la sua stessa eredità sportiva.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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