
La FIA ammette il fallimento dei regolamenti sull'effetto suolo: "Avremmo voluto fare di meglio"
Gli ambiziosi regolamenti della Formula 1 sull'effetto suolo, in vigore dal 2022 al 2025, erano stati presentati come le norme tecniche più approfondite e meglio concepite nella storia dei Gran Premi. Eppure, alla fine, non sono riusciti a mantenere la loro promessa centrale: garantire gare più ravvicinate e competitive. La FIA ha ora ammesso apertamente questo limite, con alti funzionari che riconoscono come il quadro normativo dello sport si sia rivelato vulnerabile allo sfruttamento sistematico da parte dei team nella loro incessante ricerca della performance.
L'ironia è evidente. Quando i regolamenti sull'effetto suolo hanno debuttato nel 2022, i primi risultati sembravano dare ragione ai progettisti. L'analisi della FIA precedente alla riforma aveva rivelato che, nel 2019, una vettura che seguiva un'altra manteneva solo il 55% del suo carico aerodinamico a 10 metri di distanza e il 65% a 20 metri. Le nuove regole avevano migliorato drasticamente questi dati, portandoli rispettivamente all'85% e al 95% nel loro anno inaugurale. Piloti e commentatori avevano lodato le maggiori opportunità di sorpasso, con gare percepite come significativamente più combattute rispetto alla precedente generazione di auto.
Tuttavia, entro il 2025, quella promessa si è notevolmente affievolita. Il mantenimento del carico aerodinamico per l'auto che segue è sceso al 65% a 10 metri e all'80% a 20 metri: dati nominalmente migliori rispetto all'era pre-2022, ma insufficienti per sostenere i progressi visti nei primi anni. Questo degrado ha evidenziato un fallimento normativo fondamentale: i team hanno sistematicamente trovato metodi per aggirare l'obiettivo principale del regolamento.
Come i team hanno sfruttato i regolamenti
La colpa non risiede nella concezione dei regolamenti, ma nella loro esecuzione. La FIA ha individuato falle in tre aree aerodinamiche critiche: le paratie laterali dell'ala anteriore (endplate), i bordi del fondo e i complessi di alette delle prese d'aria dei freni.
L'innovazione più dannosa è emersa all'inizio del 2022, quando la Mercedes ha introdotto un design dell'endplate che creava fessure indesiderate per canalizzare il flusso d'aria verso l'esterno (outwash) — energia aerodinamica diretta lateralmente e all'indietro invece che verso il basso. Sebbene la FIA abbia chiuso questa specifica falla, i concorrenti hanno semplicemente individuato metodi alternativi per ottenere effetti di outwash simili. Questo schema si è ripetuto durante tutto il ciclo normativo: ogni tentativo di chiudere un buco legislativo generava nuove scappatoie.
Come riconosciuto dal Direttore Tecnico per le monoposto della FIA, Nikolas Tombazis, l'architettura normativa conteneva un'eccessiva libertà in aree dove i vincoli erano invece essenziali: "C'erano sicuramente alcune aree dei regolamenti un po' troppo permissive, che hanno permesso ai team di adottare soluzioni capaci di creare outwash, aerodinamicamente parlando, compromettendo così parte dell'ottimo lavoro fatto sui sorpassi".
Il fallimento normativo: troppa libertà
I regolamenti tecnici del 2022 contenevano una disposizione senza precedenti: l'Articolo 3.2 codificava esplicitamente che "un obiettivo importante è consentire alle auto di gareggiare da vicino, garantendo che la perdita di prestazioni aerodinamiche di un'auto che ne segue un'altra sia ridotta al minimo". Per la prima volta nella storia della Formula 1, i legislatori possedevano sia l'intento che il linguaggio tecnico per far rispettare questo obiettivo.
Eppure, l'applicazione si è rivelata impossibile. La FIA aveva proposto modifiche mirate per il 2025 per affrontare il deterioramento della qualità delle gare, concentrandosi su modifiche agli endplate dell'ala anteriore, ai bordi del fondo e all'area delle prese d'aria dei freni. Questi interventi non si sono mai concretizzati. La struttura di governance della F1 richiede l'unanimità dei team per implementare cambiamenti a metà ciclo regolamentare, e i contrastanti interessi commerciali e competitivi hanno reso impossibile raggiungere un consenso. Come lamentato da Tombazis, "non abbiamo avuto abbastanza supporto tra le squadre".
Questo limite di governance ha esposto una vulnerabilità critica: senza l'autorità obbligatoria per far rispettare l'obiettivo dichiarato del regolamento, la FIA è rimasta un organismo meramente reattivo, costantemente all'inseguimento di innovazioni che sovvertivano le sue intenzioni.
Il problema del porpoising e non solo
Oltre alla qualità delle gare, i regolamenti sull'effetto suolo hanno generato sfide inaspettate. Il grave porpoising e il bouncing — le violente oscillazioni verticali causate dallo stallo aerodinamico — hanno tormentato i piloti per tutta l'era, in particolare nel 2022. Questi fenomeni hanno danneggiato sia la salute dei piloti che lo spettacolo, sebbene abbiano ricevuto meno attenzione normativa rispetto al degrado dei sorpassi.
Ulteriori controversie sono emerse intorno ai design delle ali flessibili e alle specifiche del pattino sotto il fondo, ognuna delle quali ha richiesto modifiche reattive alle regole piuttosto che una prevenzione proattiva.
Un successo parziale: Cost Cap e restrizioni ai test
Tra le delusioni normative, due misure spesso trascurate hanno avuto un successo sostanziale: il budget cap (cost cap) e la scala mobile dei test aerodinamici (ATR). Sebbene tecnicamente introdotti nel 2021 — posticipati di un anno a causa degli impatti della pandemia di COVID-19 — questi regolamenti sono stati componenti integranti della rivoluzione del 2022. Limitando le risorse per lo sviluppo e le quote di test, queste misure hanno migliorato l'equilibrio competitivo e la sostenibilità finanziaria della F1 in modo molto più efficace di quanto il quadro tecnico dell'effetto suolo abbia fatto per la qualità delle gare.
Cosa succederà ora
L'era dell'effetto suolo si concluderà dopo il Gran Premio di Abu Dhabi del 2025. I regolamenti tecnici del 2026 introdurranno l'aerodinamica attiva e auto più piccole, con la FIA che conferma che la nuova generazione eliminerà il porpoising grazie ad altezze da terra maggiori e configurazioni delle sospensioni più flessibili.
L'eredità dei regolamenti 2022-2025 rimane contrastante: un quadro concettualmente innovativo che ha fallito nell'esecuzione, vanificato dalla permissività normativa e da strutture di governance insufficienti a vigilare sugli obiettivi dichiarati. La candida ammissione della FIA — "Avremmo voluto fare di meglio" — rappresenta un importante riconoscimento del fatto che anche regolamenti meticolosamente progettati richiedono un'autorità di controllo continua per resistere alla pressione evolutiva dei team alla ricerca di un vantaggio competitivo.
