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La FIA convoca un incontro decisivo sulla scappatoia motori di Mercedes e Red Bull

La FIA convoca un incontro decisivo sulla scappatoia motori di Mercedes e Red Bull

4 min di lettura

La stagione 2026 di Formula 1 si preannuncia come una delle più controverse degli ultimi anni, con una disputa tecnica che rischia di oscurare l'attesa rivoluzione regolamentare dello sport. La FIA ha convocato tutti i costruttori per un incontro cruciale il 22 gennaio, appena quattro giorni prima dell'inizio dei primi test pre-stagionali a Barcellona, per affrontare una disputa crescente sulle norme relative alla compressione dei motori che ha diviso il paddock in fazioni contrapposte.

La controversia sulla dilatazione termica

Al centro della contesa c'è un'ingegnosa — e controversa — interpretazione dei regolamenti sui motori 2026. Il regolamento stabilisce chiaramente un limite del rapporto di compressione di 16:1, una specifica pensata per garantire parità di condizioni ai nuovi costruttori che entrano nello sport. Tuttavia, Mercedes e Red Bull, lavorando indipendentemente l'una dall'altra, hanno sviluppato motori che sfruttano una criticità ambigua nel modo in cui questo limite viene misurato.

La scappatoia ruota attorno alla dilatazione termica. Mentre sia Mercedes che Red Bull hanno progettato le loro power unit per rispettare il limite di 16:1 quando misurate a temperatura ambiente, i loro design sono calibrati per superare questa soglia quando i motori raggiungono la temperatura d'esercizio in pista. Attraverso sofisticati concetti ingegneristici, questi costruttori sono riusciti ad aumentare il rapporto di compressione effettivo durante la competizione, ottenendo vantaggi misurabili in termini di prestazioni e consumo di carburante che i loro rivali non possono eguagliare.

Le implicazioni sono sbalorditive. Una fonte di alto livello stima che, se sfruttato appieno, questo approccio basato sulla dilatazione termica potrebbe generare fino a 10 kilowatt (circa 13 cavalli), traducendosi potenzialmente in un guadagno di 0,3-0,4 secondi al giro, a seconda della sensibilità alla potenza del circuito. Su tracciati come Monza o Spa, dove la potenza è fondamentale, un simile vantaggio sarebbe decisivo.

L'alleanza contro la scappatoia

La scoperta ha dato vita a una coalizione di opposizione senza precedenti. Ferrari, Audi e Honda hanno inviato congiuntamente una lettera formale alla FIA prima di Natale, contestando la legalità di questo approccio. La loro tesi è semplice e affonda le radici nei regolamenti fondamentali dello sport: l'Articolo C1.5 del regolamento tecnico della F1 stabilisce esplicitamente che le vetture di F1 devono essere conformi alle regole "in ogni momento durante una competizione". Se i motori di Mercedes e Red Bull superano il rapporto di compressione 16:1 mentre sono in funzione, sostengono i rivali, stanno intrinsecamente violando il regolamento.

Tuttavia, questa posizione legale deve affrontare un ostacolo significativo. La FIA sembra soddisfatta dell'interpretazione di Mercedes e ha ulteriormente chiarito che la misurazione del rapporto 16:1 viene effettuata a temperatura ambiente. Questa interpretazione legittima di fatto l'approccio della dilatazione termica — almeno per il momento.

L'incontro e il suo esito incerto

L'incontro del 22 gennaio riunirà i vertici dirigenziali e gli esperti tecnici di tutti i costruttori in gara per discutere i prossimi passi. La tempistica è volutamente stretta: con i test di Barcellona che iniziano solo quattro giorni dopo e tutti i motori per l'inizio della stagione 2026 già costruiti, qualsiasi revisione normativa drastica prima della gara d'apertura sembra virtualmente impossibile.

Si ritiene altamente improbabile un cambiamento dell'attuale interpretazione della FIA prima dell'inizio della stagione. Tuttavia, le fonti indicano che i rivali di Mercedes stiano spingendo per ottenere cambiamenti in futuro. Tra le potenziali soluzioni sul tavolo figurano la modifica delle procedure di misurazione, l'offerta di linee guida più rigide sui limiti del rapporto di compressione o persino la rimozione totale di tale restrizione. Sebbene sia probabile che qualsiasi modifica entri in vigore nel 2027, alcuni costruttori starebbero spingendo per un intervento già dopo la pausa estiva.

Cosa c'è davvero in gioco

Questa controversia trascende le tipiche dispute tecniche. Rappresenta uno scontro fondamentale tra interpretazione normativa, equità competitiva e ritmo dell'innovazione tecnologica. Mercedes e Red Bull non hanno fatto nulla di tecnicamente illegale: la loro soluzione è conforme ai regolamenti scritti così come sono. Eppure, lo spirito di una competizione leale esige che tutti i costruttori operino secondo le medesime linee guida interpretative.

L'esito dell'incontro del 22 gennaio stabilirà il precedente su come verranno risolte in futuro le ambiguità nei nuovi regolamenti di F1, e se le astute intuizioni ingegneristiche verranno celebrate come innovazione o criticate come ricerca di scappatoie. Per ora, Mercedes e Red Bull mantengono il vantaggio, ma il paddock osserva con attenzione e la pressione sta aumentando.

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