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La FIA chiude il "buco" normativo sulle bandiere rosse per il 2026 dopo il caso Bearman a Imola

La FIA chiude il "buco" normativo sulle bandiere rosse per il 2026 dopo il caso Bearman a Imola

3 min di lettura

La Fédération Internationale de l'Automobile ha finalmente fatto chiarezza su una delle zone grigie più controverse della Formula 1. In seguito alla polemica scaturita durante le qualifiche di Imola che ha coinvolto Oliver Bearman, l'organo di governo ha emendato il Codice Sportivo Internazionale con una nuova norma che elimina completamente ogni discrezionalità dalle decisioni relative alle bandiere rosse.

L'incidente di Imola che ha cambiato tutto

L'episodio che ha spinto a questo intervento normativo si è verificato durante le qualifiche del Gran Premio dell'Emilia-Romagna, quando Bearman sembrava essersi assicurato il passaggio in Q2, salvo poi vedersi cancellare il tempo sul giro pochi istanti dopo. Il pilota della Haas aveva completato quello che appariva come un giro regolare, ma la direzione gara ha informato il team che il tentativo era avvenuto in regime di bandiera rossa.

Ne è seguito un ritardo di 25 minuti nelle qualifiche, discussioni accese tra le scuderie e la direzione gara, e scomode domande sull'integrità delle procedure di cronometraggio sotto pressione. I filmati di bordo suggerivano che Bearman si fosse accorto delle bandiere rosse solo dopo aver tagliato il traguardo, eppure la FIA ha successivamente confermato che il primo segnale era stato esposto tre secondi prima. L'episodio ha messo a nudo una debolezza critica del regolamento, che non poteva più essere lasciata all'interpretazione, specialmente con la Formula 1 che si avvia verso un importante reset normativo nel 2026.

La nuova regola: nessuna eccezione, nessun dibattito

Il regolamento emendato rimuove ogni ambiguità introducendo un unico punto di innesco decisivo: il momento ufficiale in cui la bandiera rossa viene visualizzata per la prima volta dal sistema di cronometraggio della FIA.

Secondo il nuovo testo, qualsiasi giro completato dopo l'esposizione della bandiera rossa sarà automaticamente considerato nullo, indipendentemente da ciò che vede il pilota, da quanto suggerito dalla grafica del cronometraggio o da qualsiasi altra circostanza attenuante. La dichiarazione completa della FIA è, come di consueto, intransigente:

"Qualora un'automobile attraversi la linea di controllo per completare un giro dopo l'esposizione della bandiera rossa: (a) quel tempo sul giro non sarà considerato valido; (b) il momento della prima esposizione sarà determinato dal sistema ufficiale di cronometraggio o, qualora questo non sia disponibile o sincronizzato, come confermato congiuntamente dal direttore di gara o dal direttore di pista e dal cronometrista capo; (c) se un tempo sul giro viene comunque registrato dopo la prima esposizione della bandiera rossa, i commissari sportivi provvederanno a cancellarlo."

Fondamentalmente, la disposizione si applica a tutte le sessioni — prove libere, qualifiche e gare — non lasciando spazio a interpretazioni creative.

Cosa significa per team, piloti e direzione gara

Le implicazioni di questo cambiamento normativo sono sostanziali. Per i piloti e i team, la nuova regola elimina ogni speranza di revoche dell'ultimo secondo basate sulle immagini delle telecamere di bordo o su valutazioni umane. Per la direzione gara, rimuove l'onere di lunghe deliberazioni in momenti di alta pressione. E per la FIA, ripristina l'integrità sportiva che era finita brevemente sotto esame dopo i fatti di Imola.

Ancorando la decisione al sistema ufficiale di cronometraggio piuttosto che alla percezione del pilota, il regolamento trasforma una questione soggettiva in una oggettiva. Il linguaggio è deliberatamente schietto, riflettendo la determinazione dello sport nel prevenire controversie simili nella stagione 2026 e oltre.

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