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La FIA ha ridotto il limite massimo di energia ricaricabile nelle qualifiche del Gran Premio del Giappone da 9,0 megajoule a 8,0 megajoule, con un intervento mirato a contenere l’eccessivo ricorso al super clipping a Suzuka.
La decisione arriva dopo le preoccupazioni legate al circuito — definito nel paddock "poco favorevole al recupero energetico" — che rischiava di costringere nuovamente i piloti a schemi di gestione dell’energia poco naturali nel corso di un singolo giro lanciato. Riducendo il limite di energia recuperabile, la Federazione punta a preservare il giusto equilibrio tra erogazione dell’energia e prestazione del pilota durante le qualifiche.
In un comunicato diffuso giovedì a Suzuka, la FIA ha confermato che la modifica ha ricevuto il sostegno unanime dei motoristi:
«A seguito delle discussioni tra FIA, team di F1 e fornitori di power unit, è stato concordato con il supporto unanime di tutti i motoristi un lieve adeguamento dei parametri di gestione dell’energia per le qualifiche del GP del Giappone.
Per garantire il mantenimento dell’equilibrio previsto tra utilizzo dell’energia e prestazione del pilota, il limite massimo di energia ricaricabile per le qualifiche di questo fine settimana è stato ridotto da 9,0 MJ a 8,0 MJ. Questa modifica riflette il feedback di piloti e squadre, che hanno sottolineato l’importanza di preservare le qualifiche come una vera sfida di performance.»
Il problema si era manifestato per la prima volta a Melbourne, un altro circuito considerato limitante dal punto di vista del recupero energetico. Le riprese onboard ad Albert Park hanno mostrato i piloti in super clipping ben prima delle zone di frenata — persino nel giro della pole di George Russell tra le curve 9 e 10.
Il super clipping consente ai piloti di ricaricare energia mantenendo l’acceleratore completamente aperto, ma la conseguenza è stata un’alterazione dei profili di velocità e una riduzione della purezza della sfida di guida. Invece di attaccare ogni metro del giro di qualifica, i piloti sono stati costretti a fasi di lift-and-coast e a compromessi nella gestione dell’energia, in contrasto con lo spirito di un giro tirato al massimo.

Il malcontento si è esteso anche a Shanghai, dove Charles Leclerc e Oscar Piastri sono stati tra coloro che hanno evidenziato come spingere di più potesse tradursi, di fatto, in una penalizzazione dal punto di vista energetico.
Dopo il Gran Premio di Cina, i team hanno concordato che le gare si erano rivelate spettacolari e non richiedevano una «reazione impulsiva». Tuttavia, le qualifiche sono state individuate come un’area da perfezionare. Il consenso era chiaro: un giro lanciato deve restare un autentico banco di prova della prestazione, non un esercizio di esasperata conservazione dell’energia.
Inizialmente, dalle discussioni era emerso che non ci sarebbero stati cambiamenti immediati per il Giappone, con una revisione delle qualifiche prevista prima del Gran Premio di Miami.
Tuttavia, il dipartimento tecnico della FIA ha riesaminato le simulazioni relative a Suzuka dopo il weekend cinese. Tali analisi hanno indicato che i team sarebbero stati costretti a fare maggiore affidamento sul super clipping rispetto alle previsioni iniziali. Da qui la decisione di intervenire in anticipo.
Sebbene il protocollo regolamentare richieda normalmente un preavviso di quattro settimane per modifiche di questo tipo, la Federazione ha ritenuto il caso diverso. Team e motoristi sono stati informati martedì della proposta della FIA, con l’organo di governo che ha sottolineato come l’attuazione sarebbe avvenuta solo con accordo unanime — poi effettivamente ottenuto.

È importante sottolineare che la gara di domenica non subirà alcuna variazione. La FIA ha ribadito di ritenere che il livello competitivo complessivo sotto il regolamento 2026 sia in una fase positiva.
«La FIA rileva che i primi eventi disputati sotto il regolamento 2026 sono stati un successo dal punto di vista operativo e questo intervento mirato rientra nel normale processo di ottimizzazione, mentre il nuovo quadro regolamentare viene ulteriormente validato in condizioni reali.
La FIA, insieme ai team di F1 e ai fornitori di power unit, continua a lavorare sull’evoluzione della gestione dell’energia, con ulteriori discussioni in programma nelle prossime settimane.»
Per ora, il messaggio è improntato alla misura piuttosto che all’allarmismo. La Federazione considera questo intervento come un’operazione di messa a punto — un aggiustamento calibrato per tutelare l’integrità delle qualifiche su un circuito in cui i limiti del recupero energetico rischiano di mettere in secondo piano l’esecuzione del pilota.
Su una pista impegnativa come Suzuka, questa distinzione fa la differenza.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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