United States Grand Prix — Race

1ANTLEADER
2VER+2.444
3LEC+3.599
4HAM+5.784
5HAD+7.425
6RUS+8.815
7PIA+10.333
8NOR+10.899
9LAW+15.887
10BEA+17.764
11GAS+18.396
12OCO+19.908
13LIN+22.123
14ALB+25.485
15HUL+25.630
16ALO+26.695
17BOR+28.145
18SAI+28.875
19COL+30.196
20PER+31.338
21STR+31.736
22BOT+34.874

Analisi

Strategie GP Spagna 2026: Pirelli affronta l'incognita MADRING

Pirelli porta C2, C3 e C4 al GP di Spagna 2026: il nuovo asfalto del MADRING e il banking de La Monumental spingono verso una gara a due soste.

Strategie GP Spagna 2026: Pirelli affronta l'incognita MADRING
© Pirelli F1 Media

La Formula 1 sbarca a Madrid praticamente priva di riferimenti reali sul comportamento delle gomme, trasformando l'edizione inaugurale del Gran Premio di Spagna al MADRING in uno dei maggiori rompicapi strategici dell'intero campionato.

Per l'occasione, Pirelli ha selezionato la mescola C2 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft: una scelta prudente per un tracciato destinato a scaricare grandi quantità di energia sui pneumatici, nonostante la sua configurazione in parte cittadina.

L'intento è chiaro: garantire la necessaria tenuta nei punti più impegnativi della pista, preservando al contempo un delta prestazionale tra i compound tale da rendere la scommessa delle due soste un'opzione concreta.

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© Madrid Circuit

Perché il MADRING metterà a dura prova i pneumatici

I 5,416 chilometri della pista madrilena alternano allunghi rapidi, staccate violente e curve a media velocità, ma la vera incognita risiede nella Curva 12, ribattezzata La Monumental.

Questo curvone sopraelevato di 550 metri, caratterizzato da un banking di circa il 24%, genererà con ogni probabilità alcuni dei carichi verticali più pesanti dell'intera stagione 2026.

Come evidenziato nella nostra analisi su cosa aspettarsi dal MADRING, la pendenza consentirà molteplici traiettorie, aggiungendo un'ulteriore sfida per i piloti intenti a conciliare velocità e salvaguardia del battistrada.

Le simulazioni condotte da Pirelli inseriscono il circuito di Madrid tra i più severi dell'anno per stress laterale e carichi complessivi, motivo per cui la mescola più morbida, la C5, è stata scartata.

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© Madrid Circuit

L'asfalto nuovo: un'ulteriore variabile

Il manto stradale appena posato si preannuncia estremamente liscio e inizialmente povero di aderenza.

Tale condizione potrebbe innescare scivolamenti marcati nelle prime sessioni, mentre i piloti prenderanno confidenza con i riferimenti, surriscaldando la superficie delle coperture malgrado la ridotta rugosità del fondo.

L'evoluzione della pista sarà quindi notevole con il passare dei giri e il depositarsi della gomma.

Il venerdì di prove libere assumerà dunque un valore cruciale: le scuderie dovranno valutare non solo il degrado termico, ma anche la rapidità con cui ciascun compound entrerà nella corretta finestra di utilizzo.

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© FIA Formula 3

Sarà una gara a due soste?

I dati simulati dal costruttore indicano che il pacchetto C2-C3-C4 potrebbe rendere molto competitiva la strategia a due soste, soprattutto in presenza di alte temperature o con un degrado superiore alle stime della vigilia.

La C3 Medium si candida a gomma chiave della domenica, garantendo un ottimo compromesso tra costanza di rendimento e facilità di warm-up.

La C2 Hard offrirà una protezione superiore contro il surriscaldamento, anche se innescarla su un manto così levigato potrebbe rivelarsi complicato. La C4 Soft, dominatrice annunciata delle qualifiche, richiederà invece una gestione attenta negli stint più lunghi.

Non si può escludere a priori l'ipotesi della sosta singola, in particolare se il tempo perso in corsia box risulterà penalizzante, ma i muretti non dispongono di alcun precedente storico per calcolare i rischi.

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© Formula 1

L'impatto dei regolamenti tecnici 2026

Il comportamento delle gomme si intreccerà inevitabilmente con la nuova aerodinamica attiva introdotta dalle regole 2026.

Il tracciato presenta due zone Straight Mode, dove le monoposto ridurranno la resistenza all'avanzamento prima di affrontare frenate impegnative.

I piloti passeranno repentinamente da lunghi tratti a basso carico a improvvise fasi di frenata e percorrenza ad altissima energia.

Smorzare queste oscillazioni termiche sui pneumatici risulterà determinante, in particolare lungo il banking de La Monumental e nel guidato terzo settore.

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© Madrid Circuit

Le prove libere sveleranno le vere strategie

Pirelli ha dedicato mesi a modellare le caratteristiche del MADRING, ma la simulazione non può sostituire la pista.

I team dovranno scoprire quanto rapidamente gommerà l'asfalto, l'entità dello scivolamento, la severità del degrado termico e l'effettiva utilizzabilità della Soft al di fuori del giro secco.

Come sottolineato nella nostra guida completa al GP di Spagna, ogni metro di Madrid è una novità assoluta.

La combinazione C2-C3-C4 offre diverse possibilità, ma saranno le libere del venerdì a stabilire se la corsa si trasformerà in una battaglia aperta a due soste o nell'ennesima sfida di pura gestione.

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