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I sogni di Christian Horner in Alpine frenano ancora: riuscirà l'ex Red Bull a pianificare il suo ritorno in F1?

I sogni di Christian Horner in Alpine frenano ancora: riuscirà l'ex Red Bull a pianificare il suo ritorno in F1?

4 min di lettura

Il potenziale ritorno di Christian Horner in Formula 1 con Alpine ha incontrato una significativa complicazione legale che potrebbe posticipare il suo arrivo nel team di Enstone almeno fino a settembre 2026. L'ex team principal della Red Bull, che ha lasciato il costruttore austriaco nel luglio 2025 dopo quasi vent'anni alla guida, è stato accostato con insistenza a un'acquisizione della divisione corse del produttore francese. Tuttavia, alcuni ostacoli normativi riguardanti la struttura societaria di Alpine minacciano di far naufragare il suo ambizioso ritorno.

La caduta di un'icona della Formula 1

L'uscita di Horner dalla Red Bull ha segnato la fine di un'era straordinaria. Durante il suo mandato iniziato nel 2005, il cinquantaduenne ha supervisionato la conquista di sei campionati costruttori e otto titoli piloti: un'eredità senza precedenti che ha consolidato la sua reputazione come uno dei team principal di maggior successo nella storia del motorsport. Tuttavia, una combinazione di calo delle prestazioni a partire dal 2024 e presunte frizioni politiche interne ha spinto la Red Bull a risolvere il suo contratto nel settembre 2025, con una liquidazione che si dice si aggiri intorno ai 52 milioni di sterline.

L'addio ha reso Horner libero di tornare immediatamente in Formula 1, poiché il suo periodo di gardening leave contrattuale si è formalmente concluso. Eppure, la prospettiva di un rapido rientro si è rivelata molto più complicata del previsto.

Il puzzle della proprietà Alpine

Sebbene trattative avanzate tra Horner e Alpine siano state confermate da fonti interne alla F1, la struttura societaria del team francese presenta un ostacolo inaspettato. Alpine è di proprietà di minoranza di un consorzio guidato da Otro Capital, una società di private equity che detiene una quota del 24%. Aspetto cruciale: qualsiasi trasferimento di proprietà richiede l'approvazione formale di Renault, la casa madre di Alpine.

Un documento fondamentale, datato 13 settembre 2023, ha stabilito un embargo di tre anni sui cambiamenti della quota di maggioranza: una restrizione che non scadrà prima di settembre 2026. Questa clausola contrattuale impedisce di fatto a Horner di completare un'acquisizione parziale fino alla scadenza dei vincoli, creando un inaspettato blocco stradale per il suo ritorno in F1.

Una soluzione provvisoria?

Il ritardo legale, tuttavia, non impedirebbe necessariamente a Horner di assumere immediatamente il ruolo di team principal. Diversi rapporti indicano che, mentre le sue aspirazioni di proprietà subiscono un rallentamento, la sua nomina a una posizione di leadership potrebbe teoricamente procedere senza l'acquisto di quote. Tuttavia, indiscrezioni di metà dicembre 2025 suggeriscono che Horner stia assemblando attivamente un consorzio di investitori, a indicare il suo desiderio di una proprietà effettiva, e non di un semplice controllo operativo.

Questa distinzione ha implicazioni significative sulla tempistica del suo ritorno.

Il dilemma Alpine: lo vogliono davvero?

Nonostante le diffuse speculazioni che collegano Horner ad Alpine, le team ha pubblicamente minimizzato il legame. Flavio Briatore, nel suo ruolo di consulente esecutivo e attuale team principal di Alpine, ha dichiarato inequivocabilmente ad agosto: "Christian non è più in Formula 1. Spero che torni presto, ma al momento non rientra nei piani di Alpine".

Questa smentita esplicita solleva dubbi sul fatto che la dirigenza di Alpine cerchi realmente il coinvolgimento di Horner o se pressioni esterne — potenzialmente derivanti dalla nuova partnership di Alpine con Mercedes a partire dal 2026 — possano complicare le trattative. Con Mercedes che fornirà le power unit al team francese, il rapporto tra Alpine, Renault e Stoccarda potrebbe rivelarsi determinante nel definire la fattibilità dell'operazione Horner.

Percorsi alternativi

Se l'opportunità Alpine dovesse sfumare, Horner dispone di altre potenziali strade per il reintegro in F1. La Ferrari è stata accostata al britannico, in particolare se la posizione dell'attuale team principal Fred Vasseur dovesse diventare insostenibile a seguito di risultati deludenti nel 2026. La decisione della Scuderia di sacrificare il 2025 per lo sviluppo normativo suggerisce un progetto pluriennale che potrebbe beneficiare dell'esperienza vincente di Horner, anche se la fattibilità di una simile mossa rimane speculativa.

La Haas rappresenta un'altra opzione intrigante, specialmente per un accordo focalizzato sulla proprietà. Il team principal Ayao Komatsu ha confermato che ci sono state discussioni preliminari con Horner, sebbene non si siano concretizzati progressi successivi.

La questione di fondo

In definitiva, l'incertezza che circonda il ritorno di Horner riflette un interrogativo più profondo: la Formula 1 moderna ha davvero bisogno di Christian Horner? Sebbene i suoi successi in Red Bull rimangano indiscussi, la F1 contemporanea richiede adattabilità a strutture di governance e regolamenti tecnici in continua evoluzione. Se Horner sarà in grado di gestire queste sfide rimane la sottotrama più avvincente di questo sport.

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