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Charles Leclerc è arrivato ai test invernali della Ferrari con un cauto ottimismo riguardo a una vettura potenzialmente da titolo in vista della stagione 2026. Eppure, mesi prima, il pilota monegasco aveva espresso forti preoccupazioni per regolamenti radicalmente rivisti, capaci di cambiare alla radice il modo in cui si guida una Formula 1. Ora, dopo aver macinato chilometri reali in pista con la SF-26, la prospettiva di Leclerc è cambiata — e sta abbracciando attivamente la sfida fuori dagli schemi che questa nuova generazione porta con sé.
"È super interessante", ha detto Leclerc dopo la sua prima giornata di test davvero produttiva in condizioni normali. Quello che era iniziato come scetticismo si è trasformato in una genuina fascinazione per l’enigma tecnico da risolvere.
I regolamenti 2026 rappresentano la rivoluzione più importante del motorsport degli ultimi anni, con il 50% della potenza ora derivata dall’erogazione elettrica anziché dalla sola combustione. Questo enorme cambio di architettura impone un approccio completamente diverso alla guida in gara — strategie di lift-and-coast, scalate mirate per recuperare energia e una gestione della potenza estremamente meticolosa diventano centrali nella costruzione del giro.
Per piloti abituati ad attaccare in modo aggressivo e senza freni, l’adattamento sembra controintuitivo. Eppure Leclerc ha ribaltato la narrazione.
"Non è la cosa più divertente che mi sia capitata guidando una macchina, ma trovo il divertimento in un modo diverso", ha spiegato. "La sfida di sviluppare davvero tutto questo nuovo sistema è, di per sé, qualcosa che mi è piaciuto. Credo che la sfida di pensare fuori dagli schemi e trovare altri modi per massimizzare la prestazione — è lì che trovo un po’ di divertimento."
Questa svolta filosofica racconta un pilota che riconosce come il piacere delle corse vada oltre la velocità pura e l’aggressività senza filtri. La battaglia intellettuale dell’ottimizzazione dei sistemi e del problem solving inedito offre una forma diversa — ma altrettanto coinvolgente — di stimolo.

Non tutto, per Leclerc, è un compromesso con queste nuove vetture. Il telaio più leggero e più agile si adatta meglio al suo stile di guida naturale.
"Il peso lo senti, senza dubbio", ha osservato. "La macchina è un po’ più viva, e puoi giocare molto di più con il bilanciamento. Puoi avere un posteriore molto nervoso."
Da sempre incline a preferire un comportamento sovrasterzante, Leclerc trova che la massa ridotta consenta assetti più estremi — uno sviluppo benvenuto dopo le difficoltà legate alla gestione del peso nelle ultime stagioni.
Eppure, mentre la Ferrari e i rivali si preparano al Gran Premio d’Australia di marzo, l’incertezza incombe. L’eliminazione della componente MGU-H della power unit e la sostituzione del DRS con un Overtake Mode con costi energetici significativi rendono praticamente garantita l’imprevedibilità a inizio stagione.
"Mi aspetto un po’ di caos", ha ammesso Leclerc con franchezza, soprattutto in merito alle partenze, quando i piloti perdono il controllo “tradizionale” della traiettoria. "Ci sono tanti punti interrogativi... ma è uno di quei momenti molto critici di una gara, e potrebbero esserci cose sorprendenti alla prima partenza della stagione."
Questo caos organizzato, invece di scoraggiare il pilota Ferrari, sembra dargli energia. In un’epoca in cui Max Verstappen ha definito queste auto "anti-corse", Leclerc ha scelto una strada più costruttiva: riconoscere la sfida e, allo stesso tempo, cercare attivamente soddisfazione nella padronanza tecnica e nell’adattamento competitivo.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.