
Caricamento

Il sole picchiava sul Bahrain International Circuit mentre prendeva il via l’ultima giornata del primo test pre-stagionale 2026, segnando un momento cruciale nella storia della Formula 1. Con lo sport che entra in un nuovo, coraggioso mondo di regolamenti tecnici — con power unit rivoluzionate, aerodinamica attiva e un telaio completamente riprogettato — la posta in gioco a Sakhir non è mai stata così alta. Alla conclusione della sessione mattutina delle Prove 3, i tempi hanno offerto un assaggio di un possibile cambio nei rapporti di forza, anche se, come sempre nei test, la vera gerarchia resta nascosta tra carichi di carburante e mappature motore. George Russell si è preso i titoli per la Mercedes, ma le quattro ore in pista hanno raccontato molto più di un semplice giro veloce: una storia di riscatto per alcuni e di frustrazione crescente per altri.
Dopo due giorni d’apertura difficili, segnati da pochi chilometri e da noie tecniche, la Mercedes ha finalmente trovato l’affidabilità e la velocità che stava cercando. George Russell è stato il protagonista della mattinata, fermando il cronometro sull’1’33.918 e portandosi in cima alla classifica. Non è stato solo un “giro da vetrina” a basso carburante: Russell ha confermato il passo con ben 78 giri, il secondo totale più alto della sessione. Per una squadra che arrivava a venerdì con il minor numero di giri completati tra tutti i team, questa è stata la mattinata produttiva di cui Toto Wolff e i suoi ingegneri avevano disperatamente bisogno.

L’importanza del giro di Russell non va sottovalutata: è il tempo più veloce visto finora nell’intero test del Bahrain. Se in passato la Mercedes ha spesso tenuto le carte coperte, i regolamenti 2026 sono talmente trasformativi che raccogliere dati ad alta velocità è fondamentale. L’ex compagno di squadra di Russell, Lewis Hamilton, si è piazzato secondo a meno di tre decimi, regalando un’immagine nostalgica ma al tempo stesso nuova in cima ai monitor.
Il contrasto dentro il box Mercedes è netto. Mentre Russell ha vissuto una mattinata senza intoppi, il giovane compagno Kimi Antonelli ha affrontato un vero battesimo del fuoco. Il talento italiano ha visto il lavoro di mercoledì e giovedì pesantemente compromesso da problemi alla power unit, chiudendo con appena 33 giri all’attivo. Ora la pressione sarà sul team: dovrà garantire ad Antonelli la possibilità di replicare nel pomeriggio, al volante della W17, uno stint ad alto chilometraggio come quello di Russell.
Se la Mercedes è stata la storia della mattina, la Ferrari resta la storia del test. La Scuderia è apparsa sorprendentemente “plug-and-play” fin da quando le vetture sono scese in pista a Barcellona per lo shakedown. Lewis Hamilton, al suo primo test ufficiale con i giganti italiani, è sembrato a suo agio e preciso al volante della SF-26. Con 50 giri completati e il secondo posto in classifica, la sua presenza in rosso continua a essere il punto focale del paddock.

La domanda che tutti si fanno è se la Ferrari abbia davvero costruito una macchina da titolo per la nuova era. A differenza di alcuni rivali, la Ferrari ha evitato grossi allarmi sul fronte affidabilità, permettendo a Hamilton e Charles Leclerc di concentrarsi su mappature prestazionali e degrado gomme. Il miglior giro di Hamilton in 1’34.209 suggerisce che la Ferrari è pienamente della partita e, cosa ancora più importante, la vettura sembra adattarsi al suo stile di frenata tardiva — una caratteristica che potrebbe essere premiata dalle regole aerodinamiche 2026.
Nel box Ferrari si respira un ottimismo silenzioso. Ieri Leclerc ha chiuso in testa ai tempi, e la costanza di Hamilton oggi indica che la base della vettura è eccezionalmente alta. Con il sette volte campione del mondo che non sale sul gradino più alto del podio dal 2024, l’idea di una Ferrari competitiva nel 2026 è un boccone prelibato per i Tifosi.
Mentre i giganti consolidati ritrovavano la strada, i nuovi arrivati hanno toccato con mano la dura realtà dei test di Formula 1. Cadillac, al debutto molto atteso in questa stagione, ha incassato un colpo significativo quando Valtteri Bottas si è fermato in pista, causando l’unica bandiera rossa della sessione. Il finlandese si è arrestato nell’ultimo settore, costringendo a un recupero che ha divorato tempo prezioso.

Non è stato un episodio isolato per la squadra a guida americana: anche Sergio Perez aveva già affrontato stop in pista nei giorni precedenti. Nonostante l’intoppo, Cadillac è riuscita a rimandare Bottas in pista nell’ultima ora, portando il suo totale a 37 giri. Ma in una sessione in cui altri superavano quota 70 o 80, Bottas è rimasto a inseguire. In coppia con Perez, Bottas porta a Cadillac un’enorme esperienza, ma l’esperienza può fare fino a un certo punto quando l’hardware non collabora.
Il team sta imparando strada facendo. Mentre Cadillac inizia a prendere le misure allo sport, questi “problemi di gioventù” sono da mettere in conto, ma con l’esordio stagionale in Australia alle porte, il tempo stringe. Nei primi due giorni hanno comunque totalizzato 216 giri — più di Alpine o Aston Martin — ma lo stop del mattino ha ricordato quanto sia ripida la salita che li aspetta.

Max Verstappen e la Red Bull Racing hanno vissuto una mattinata relativamente tranquilla, per i loro standard altissimi. L’olandese ha chiuso terzo nei tempi, a oltre un secondo da Russell, ma l’attenzione era chiaramente rivolta ai long run più che ai titoli. Verstappen ha completato 62 giri, portando avanti con metodo un programma che lo ha visto provare diverse mappature motore per la nuova power unit 2026.
Oggi Red Bull si divide i compiti, con Isack Hadjar pronto a subentrare nel pomeriggio. Hadjar, nonostante il tempo perso ieri, resta positivo sui progressi del team. Il francese ha sottolineato che il recupero dopo i problemi iniziali è stato impressionante e che la vettura sembra “meglio del previsto”, considerando la complessità dei nuovi regolamenti.
La “guerra dello sviluppo” è già entrata nel vivo. Le squadre non aspettano più la stagione europea per portare aggiornamenti. Alcune hanno già ammesso di avere nuovi componenti pronti per l’Australia, sulla base dei dati raccolti durante lo shakedown di Barcellona. Nell’era 2026, la velocità di sviluppo probabilmente determinerà il campione, man mano che i team sbloccheranno i segreti della nuova integrazione tra aerodinamica e motore.

In termini di pura produttività, Liam Lawson è stato l’eroe della mattinata. Il pilota Racing Bulls ha macinato 84 giri, più di chiunque altro in pista. Il suo carico di lavoro è vitale per la squadra di Faenza, che punta a consolidarsi come contendente da top-5. Il neozelandese è stato visto più volte scivolare nell’ultima curva, alle prese con una pista a basso grip, peggiorata dai venti del deserto che portavano sabbia sull’asfalto.
Anche la Williams ha proseguito la sua impressionante rimonta. Dopo aver saltato lo shakedown iniziale a Barcellona, la squadra di Grove è stata un modello di costanza in Bahrain. Carlos Sainz ha completato 69 giri questa mattina, lavorando in silenzio e chiudendo settimo. La Williams arrivava a oggi con il maggior numero di giri completati tra tutti i team (277), a testimonianza della qualità costruttiva della nuova monoposto.

In Alpine, Franco Colapinto ha preso il volante per l’intera giornata. Dopo lo stop di Pierre Gasly ieri, il team aveva bisogno di una mattinata pulita, e l’argentino ha risposto presente. Colapinto ha completato 65 giri, chiudendo con il sesto tempo. L’Alpine A526 è stata vista girare con diverse configurazioni di vernice “flow-vis”, mentre la squadra cerca di capire i flussi d’aria attorno alle fiancate riviste.
Con la sessione mattutina agli sgoccioli, i team hanno iniziato ad analizzare la montagna di dati raccolti. Con la temperatura della pista arrivata a 36 gradi Celsius, le condizioni erano ben lontane dal fresco rappresentativo di una gara in notturna, ma i dati restano preziosissimi.
Il calendario della prima parte di stagione è implacabile. Le squadre avranno qualche giorno di riposo prima di tornare in Bahrain la prossima settimana per il secondo test pre-stagionale. Da lì, si andrà dritti a Melbourne per il Gran Premio d’Australia, seguito immediatamente da una trasferta a Shanghai per il primo evento Sprint dell’anno.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.