São Paulo Grand Prix — Qualifying

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Russell ammette: la nuova procedura di partenza in F1 è "la peggiore di sempre"

George Russell dice che la Mercedes sta "inciampando" nelle partenze F1 2026 nei test del Bahrain: la rimozione dell’MGU-H impone nuove procedure di spool del turbo, mentre la power unit Ferrari garantisce scatti eccellenti che potrebbero decidere le posizioni in griglia a inizio stagione.

Russell ammette: la nuova procedura di partenza in F1 è "la peggiore di sempre"
© Formula 1 via Getty Images

Le Frecce d’Argento si sono presentate ai test pre-stagionali 2026 da favorite per lottare per il titolo, ma George Russell ha messo in luce una debolezza critica che potrebbe minare le ambizioni iridate della Mercedes prima ancora che la stagione inizi: l’incapacità del team di padroneggiare la nuova procedura di partenza.

La valutazione di Russell è stata brutalmente onesta durante la giornata di venerdì in Bahrain. "Le due partenze che ho fatto questa settimana sono state peggiori della mia peggior partenza di sempre in Formula 1", ha ammesso il pilota britannico. Con Lewis Hamilton capace di portare la nuova power unit Ferrari al comando dalla P11 durante le prove di partenza, le difficoltà di Russell hanno evidenziato un divario tecnico che rischia di ridisegnare le posizioni in griglia a inizio stagione.

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© Formula 1 via Getty Images

La rivoluzione regolamentare: perché le partenze contano più che mai

La profonda rivoluzione regolamentare della Formula 1 per il 2026 ha cambiato alla radice il modo in cui i piloti affrontano lo scatto al via. L’eliminazione dell’MGU-H dall’architettura della power unit significa che gli ingegneri non possono più contare sul sistema ibrido per garantire un’accelerazione istantanea. Al suo posto, i piloti devono ora tenere il motore su di giri per almeno 10 secondi per mandare in pressione il turbocompressore, introducendo una complessità senza precedenti in una procedura che prima era quasi meccanica nella sua esecuzione.

Questo requisito tecnico ha creato un campo minato di potenziali disastri. Una sequenza di giri sbagliata può innescare l’anti-stallo e, secondo Oscar Piastri della McLaren, una partenza mal riuscita potrebbe costare fino a sette posizioni. L’impatto potrebbe essere ancora più pesante a inizio stagione, quando i team stanno ancora calibrando gli approcci al nuovo sistema di gestione e rilascio dell’energia.

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Ferrari prende l’iniziativa

Mentre la Mercedes fa i conti con problemi di costanza, la Ferrari è emersa come la forza dominante nel padroneggiare la nuova procedura. Le partenze esplosive di Hamilton nelle prove di giovedì hanno mostrato quanto efficacemente la Scuderia abbia progettato la propria power unit per massimizzare la performance allo scatto. Anche il compagno di squadra di Russell, Kimi Antonelli, ha riconosciuto la differenza, osservando che "la power unit Ferrari sembrava molto forte in partenza".

Tuttavia, le parole di Antonelli hanno lasciato intravedere anche speranza per la Mercedes. Il pilota italiano ha riferito di miglioramenti significativi verso la fine del test, segno che il team ha apportato aggiustamenti importanti durante la notte. "Alla fine, in fondo alla griglia, la partenza è sembrata molto più forte", ha spiegato, pur ammettendo che la squadra "non è riuscita a testarla correttamente in griglia".

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La strada da seguire per Russell e Mercedes

La valutazione schietta di Russell — "non importa quanto tu sia veloce" se non riesci a eseguire le partenze con costanza — indica la principale preoccupazione della Mercedes in vista di Melbourne. Il 26enne ha sottolineato che un passo da vittoria non vale nulla senza superare questo "ostacolo più alto".

Con punti potenzialmente decisivi in bilico nel caos del primo giro, la Mercedes deve decifrare in fretta ciò che la Ferrari sembra aver già risolto. Il tempo stringe prima che il Gran Premio d’Australia diventi un banco di prova per la nuova, spietata realtà del 2026.

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