
Oscar Piastri ripercorre la saga contrattuale Alpine che ha ridefinito la sua carriera in F1
La saga contrattuale di Oscar Piastri del 2022 rimane uno degli episodi più drammatici della Formula 1, e il pilota australiano ha voluto ripercorrere quegli eventi turbolenti che hanno alterato profondamente la traiettoria della sua carriera. Quello che era iniziato come un semplice piano di successione si è trasformato in una battaglia legale che avrebbe finito per ridisegnare la griglia di partenza, costando all'Alpine oltre mezzo milione di sterline e sancendo il passaggio di Piastri alla McLaren — una decisione che si è rivelata trasformativa sia per il pilota che per il team.
Le premesse: il piano originale di Alpine
All'inizio del 2022, il futuro di Oscar Piastri sembrava destinato a seguire un percorso attentamente orchestrato da Alpine. Dopo aver vinto i titoli di Formula 3 e Formula 2 in stagioni consecutive, Piastri era passato al ruolo di pilota di riserva Alpine, una posizione che includeva un ampio programma di test per prepararlo alla Formula 1. Tuttavia, un sedile nel team francese non era immediatamente disponibile. Con Fernando Alonso sotto contratto ed Esteban Ocon confermato fino al 2024, Alpine ideò quella che sembrava una soluzione provvisoria sensata: prestare la giovane promessa australiana alla Williams per la stagione 2023, con un potenziale ritorno nel team nel 2025 grazie a un solido accordo pluriennale.
Era un accordo che metteva a dura prova la pazienza di Piastri, ma che sembrava ormai definito — o almeno così credeva Alpine.
Lo shock che ha cambiato tutto
Lo status quo crollò quando Fernando Alonso scioccò il paddock annunciando il suo passaggio all'Aston Martin. Con la partenza inaspettata del due volte campione del mondo, Alpine reagì rapidamente. Il team annunciò Piastri come sostituto di Alonso per il 2023, posizionando il ventunenne come il pilota che avrebbe guidato la squadra verso il futuro.
C'era però un problema fondamentale: Piastri non aveva accettato questo accordo.
In una dichiarazione sui social media ormai celebre, Piastri pubblicò una smentita pubblica che scosse l'intero sport: "Capisco che, senza il mio consenso, l'Alpine F1 abbia rilasciato un comunicato stampa nel tardo pomeriggio affermando che guiderò per loro l'anno prossimo. Questo è sbagliato e non ho firmato alcun contratto con l'Alpine per il 2023. Non guiderò per l'Alpine l'anno prossimo".
La dichiarazione fu senza precedenti per la sua schiettezza: un giovane pilota che contraddiceva pubblicamente il proprio team in tempo reale. Ma Piastri aveva ragioni legittime per la sua sfida.
La battaglia legale: McLaren contro Alpine
Ciò che emerse durante la disputa contrattuale rivelò gravi mancanze organizzative in casa Alpine. Sebbene il team avesse un'opzione per promuovere Piastri a un sedile ufficiale per il 2023, questo accordo non era mai stato formalizzato come contratto vincolante né depositato correttamente presso il Contract Recognition Board (CRB) della FIA. Una finestra critica nel novembre 2021 — quando il contratto avrebbe potuto essere finalizzato — era passata senza che Alpine completasse le pratiche burocratiche.
Quando Alpine fece il suo annuncio pubblico, Piastri aveva già firmato un accordo con la McLaren il 4 luglio 2022, per sostituire Daniel Ricciardo al fianco di Lando Norris a partire dalla stagione 2023. Con due team che rivendicavano le sue prestazioni, la disputa passò al vaglio del Contract Recognition Board della FIA.
Il verdetto e le conseguenze
Il 2 settembre 2022, il CRB emise la sua sentenza: solo il contratto di Piastri con la McLaren era valido. Il consiglio dichiarò in modo inequivocabile: "L'unico contratto riconosciuto dal Board è quello tra McLaren Racing Limited e il signor Piastri, datato 4 luglio 2022. Il signor Piastri ha il diritto di correre per la McLaren Racing Limited per le stagioni 2023 e 2024".
Le conseguenze finanziarie per Alpine furono pesanti. Al team fu ordinato di pagare circa 530.467 sterline (609.498 dollari) in spese legali totali — incluse 229.965 sterline alla McLaren e 120.086 sterline direttamente a Piastri, con le restanti quote destinate agli onorari degli arbitri. Cosa ancora più grave, Alpine aveva perso non solo Alonso, ma anche uno dei talenti più promettenti del motorsport, tutto a causa di fallimenti gerarchici e negligenza amministrativa.
L'ex team principal dell'Alpine, Otmar Szafnauer, ammise in seguito il fallimento strutturale: l'opzione contrattuale su Piastri semplicemente non era mai stata esercitata durante la finestra critica di novembre 2021, lasciando il team senza basi legali per trattenere il pilota.
Una decisione che ha definito una carriera
Per Piastri, la decisione di restare fermo sulle proprie posizioni si è rivelata lungimirante. Da quando è entrato in McLaren, è diventato uno dei profili più interessanti della F1, dimostrando prestazioni costanti e un potenziale da campione del mondo. L'alternativa — languire in Williams in attesa di un incerto ritorno in Alpine nel 2025 — avrebbe fatto deragliare una carriera che ora appare destinata al successo.
La saga funge da monito sul rigore amministrativo necessario in Formula 1. L'incapacità di Alpine di curare ogni minimo dettaglio nel contratto di un talento generazionale rimane una delle sviste burocratiche più pesanti nella storia dello sport, capace di ridisegnare il panorama competitivo per gli anni a venire.

