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Ralf Schumacher attacca la Red Bull per la decisione tardiva su Christian Horner: "Troppo tardi"

Ralf Schumacher attacca la Red Bull per la decisione tardiva su Christian Horner: "Troppo tardi"

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L'ex pilota di Formula 1 Ralf Schumacher ha inasprito la sua critica verso il processo decisionale della Red Bull, sostenendo che il ritardo nel sollevare Christian Horner dal suo incarico di team principal abbia generato un caos organizzativo non necessario, costando alla scuderia la vittoria del campionato 2025.

L'analisi tagliente dell'opinionista tedesco aggiunge un nuovo tassello al racconto di una delle stagioni più turbolente della Formula 1 recente. Sebbene la Red Bull Racing si sia infine separata da Horner, alla guida del team per vent'anni, Schumacher sostiene che il problema cruciale sia stata la tempistica dell'addio, non solo il fatto che dovesse avvenire.

Il costo di una prolungata instabilità della leadership

La stagione 2025 della Red Bull è stata segnata da lotte di potere interne e dinamiche organizzative frammentate. Per gran parte del campionato, il team ha operato sotto l'ombra di distrazioni fuori pista che hanno influenzato direttamente le prestazioni in gara. La critica di Schumacher si concentra sul fatto che la permanenza prolungata di Horner durante questo periodo turbolento abbia innescato una serie di conseguenze negative.

La divisione interna alla Red Bull, secondo Schumacher, ruotava attorno a strutture di potere contrapposte: la visione di Horner da un lato e la filosofia di leadership di Helmut Marko, orientata verso l'Austria, dall'altro. Questa dicotomia ha impedito al team di funzionare al massimo delle proprie capacità. "Horner ha praticamente fatto a pezzi la squadra", ha dichiarato Schumacher. "La Red Bull è scivolata verso la mediocrità. Per un certo periodo, nulla ha funzionato".

Il caos è andato oltre le politiche interne. Tra gli addii eccellenti figurano il genio tecnico Adrian Newey, insieme a figure chiave come Rob Marshall e Jonathan Wheatley: perdite che hanno indebolito significativamente l'infrastruttura competitiva della Red Bull.

La drammatica svolta di metà stagione

La trasformazione avvenuta dopo l'allontanamento di Horner è stata sorprendente. Laurent Mekies ha assunto il ruolo di team principal e i risultati sono stati eloquenti: Max Verstappen ha ottenuto otto podi e sei vittorie nella seconda metà della stagione. La stabilità ritrovata ha coinciso con gli sviluppi della vettura a Monza, permettendo a Verstappen di tentare una rimonta tardiva per il titolo.

Nonostante l'incredibile ripresa, non è stato sufficiente. Verstappen ha concluso a soli due punti da Lando Norris della McLaren, dopo aver accumulato un distacco di oltre 100 punti durante la caotica prima metà del campionato. Questo margine ridotto avvalora la tesi centrale di Schumacher: se il team avesse agito con decisione prima, l'esito del campionato sarebbe potuto essere completamente diverso.

Helmut Marko, che ha successivamente lasciato la Red Bull, ha fatto eco a questo sentimento. "Se lo avessimo fatto prima, avremmo rimesso le cose in carreggiata più velocemente quest'anno e Max sarebbe diventato campione del mondo. Ne sono assolutamente convinto", ha dichiarato Marko a De Telegraaf.

Le sfide personali di Horner e l'effetto domino

Schumacher ha indicato specificamente l'incapacità di Horner di ricostruire la squadra tra le difficoltà personali come il fattore scatenante della decisione della Red Bull di "staccare la spina". In seguito a un'indagine del 2023 su accuse di comportamento inappropriato — da cui Horner è stato scagionato — il team principal ha faticato ad attrarre e trattenere i talenti d'élite necessari per competere ai massimi livelli.

"Christian Horner ha vissuto un periodo di incredibile successo con la Red Bull per 20 anni, vincendo molti titoli", ha riconosciuto Schumacher prima di emettere il suo verdetto. "Ma ovviamente c'è stata una grossa questione privata negli ultimi anni; da quel momento l'intera faccenda è diventata un po' ingestibile, molte persone hanno lasciato la squadra e Christian Horner semplicemente non è riuscito a ricostruire il team, a inserire nuove persone".

Il vuoto organizzativo

L'allontanamento di Horner e successivamente di Marko lascia la Red Bull alle soglie del 2026 senza le figure di leadership che hanno plasmato l'era moderna del team. Resta da vedere se questo rappresenterà un nuovo inizio o un'incertezza organizzativa. La Red Bull correrà sotto nuovi regolamenti tecnici con la sua unità RB Powertrains, segnando la prima volta in cui il team gestisce un proprio progetto di motori in-house nell'era moderna — una transizione che coincide con un cambio totale della leadership.

La critica di Schumacher riflette in ultima analisi una realtà fondamentale: in Formula 1, il tempismo è tutto — che si tratti di gestire le strategie degli pneumatici, eseguire i pit stop o prendere decisioni strategiche sul personale. La risposta tardiva della Red Bull alla sua crisi interna esemplifica come la disfunzione organizzativa possa degenerare in conseguenze competitive che nemmeno una straordinaria ripresa di metà stagione può rimediare completamente.

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