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Red Bull sicura della legalità della Power Unit 2026, nonostante operi "al limite" del regolamento

Red Bull sicura della legalità della Power Unit 2026, nonostante operi "al limite" del regolamento

6 min di lettura

Mentre la Formula 1 si avvia verso una nuova era trasformativa nel 2026, la Red Bull Racing ha scatenato polemiche ancor prima di aver percorso un solo giro, difendendo il design innovativo della sua power unit dal crescente scrutinio dei costruttori rivali. Il direttore tecnico di Red Bull Powertrains, Ben Hodgkinson, ha dichiarato enfaticamente che il motore 2026 del team rimane entro i confini normativi, liquidando le preoccupazioni dei concorrenti come "molto rumore per nulla", pur ammettendo che il progetto opera alla soglia assoluta dei regolamenti tecnici dello sport.

La controversia che circonda l'unità di potenza Red Bull ha messo in ombra i preparativi per la nuova stagione, con Ferrari, Audi e Honda che hanno sollevato collettivamente dubbi presso la FIA. Il timore è che il costruttore di Milton Keynes — insieme a Mercedes — possa aver scoperto una scappatoia regolamentare in grado di offrire un significativo vantaggio prestazionale, stimato tra gli 0,3 e gli 0,4 secondi al giro.

La controversia sul rapporto di compressione: capire lo scontro tecnico

Al centro di questa disputa tecnica c'è una norma apparentemente semplice: il limite del rapporto di compressione di 16:1 per il 2026, ridotto rispetto al 18:1 previsto dalla precedente formula delle power unit. Il rapporto di compressione rappresenta il rapporto tra il volume massimo e quello minimo della camera di combustione — un parametro fondamentale per le prestazioni del motore che influisce direttamente sulla potenza e sull'efficienza.

La FIA ha introdotto questo limite più basso in parte per rendere i regolamenti più accessibili ai nuovi costruttori che entrano nello sport. Tuttavia, Red Bull e Mercedes sono accusate di sfruttare una critica ambiguità nel regolamento. Il sospetto si concentra sulla possibilità che i team mantengano un rapporto conforme di 16:1 durante i test statici della FIA condotti a temperatura ambiente, riuscendo contemporaneamente a ottenere rapporti di compressione sostanzialmente più elevati durante l'effettivo funzionamento in pista.

La teoria della dilatazione termica: ingegneria al limite

Secondo fonti tecniche, il potenziale vantaggio deriverebbe dall'applicazione innovativa della dilatazione termica — il principio secondo cui certi materiali si espandono quando riscaldati. Progettando strategicamente i componenti del motore per sfruttare questo comportamento termico, i costruttori potrebbero teoricamente consentire ai pistoni di avvicinarsi maggiormente alla parte superiore della camera di combustione durante il ciclo operativo del motore, aumentando di fatto il rapporto di compressione dinamico quando il propulsore raggiunge le temperature di gara.

Questa raffinatezza ingegneristica, se confermata, rappresenterebbe quel tipo di guadagno marginale che definisce la moderna Formula 1. Un delta prestazionale di 10kW di potenza elettrica — circa 0,3-0,4 secondi al giro — potrebbe rivelarsi decisivo nell'arco di una stagione, specialmente in battaglie per il campionato molto serrate.

La posizione di Red Bull: fiducia e sfida

Ben Hodgkinson ha dichiarato inequivocabilmente la conformità della Red Bull, restando fermo contro la crescente pressione dei concorrenti e lo scrutinio tecnico della FIA. Parlando prima del lancio della stagione 2026 di Red Bull a Detroit, Hodgkinson ha dichiarato ad alcune testate selezionate, tra cui Motorsport.com: "So cosa stiamo facendo e sono fiducioso che ciò che stiamo facendo sia legale. Naturalmente, ci siamo spinti proprio al limite estremo di ciò che i regolamenti consentono. Sarei sorpreso se non lo avessero fatto tutti."

Hodgkinson ha inoltre liquidato la nascente controversia come molto rumore per nulla, affermando: "La mia onesta sensazione è che sia molto rumore per nulla. Mi aspetto che tutti si attestino sul 16, è quello che mi aspetto davvero." Il suo tono sprezzante suggerisce che Red Bull consideri l'interpretazione aggressiva dei regolamenti come una pratica standard nel paddock, con il team convinto che i costruttori concorrenti arriveranno alla fine a soluzioni tecniche simili.

Ambiguità normativa: gli articoli in questione

Il cuore della disputa rivela una fondamentale contraddizione normativa. L'Articolo C5.4.3 specifica che i controlli sul rapporto di compressione avvengono solo a motore fermo e misurato a temperatura ambiente — condizioni che permetterebbero a Mercedes e Red Bull di rimanere conformi. Questa interpretazione consente tecnicamente ai team di ottenere rapporti più elevati durante le condizioni di marcia dinamica.

Al contrario, l'Articolo C1.5 impone che "le vetture di Formula 1 debbano essere conformi a questi regolamenti nella loro interezza in ogni momento durante una competizione", suggerendo che il limite di compressione 16:1 dovrebbe applicarsi durante tutte le fasi di gara. Questo disaccordo fondamentale sull'interpretazione normativa ha creato le basi per l'attuale situazione di stallo tra Red Bull e i suoi rivali.

La risposta della FIA e l'incontro del 22 gennaio

In seguito alla richiesta collettiva di chiarimenti da parte di Ferrari, Audi e Honda, la FIA ha programmato una riunione tecnica per il 22 gennaio con tutti i costruttori per discutere molteplici argomenti normativi, incluso il pacchetto di regole aerodinamiche. Tuttavia, le fonti suggeriscono che l'organo di governo non preveda modifiche alle procedure di misurazione o ai regolamenti stessi nel breve termine, il che significa che Red Bull e Mercedes potrebbero mantenere qualsiasi vantaggio competitivo per gran parte della campagna 2026.

La prospettiva più ampia di Hodgkinson: i regolamenti come vincolo non necessario

Oltre a difendere l'approccio specifico di Red Bull, Hodgkinson ha articolato una filosofia tecnica più ampia riguardo allo stesso limite del rapporto di compressione per il 2026. Sostiene che il tetto di 16:1 sia fondamentalmente troppo conservativo data la moderna tecnologia di combustione.

"Da un punto di vista puramente tecnico, il limite del rapporto di compressione è troppo basso", ha spiegato Hodgkinson. "Abbiamo la tecnologia per rendere la combustione abbastanza veloce da rendere il rapporto di compressione decisamente troppo basso. Potremmo far funzionare un 18:1 con la velocità di combustione che siamo riusciti a ottenere." Ha inoltre suggerito che i costruttori dovrebbero razionalmente puntare al massimo rapporto di compressione consentito: "Ogni costruttore dovrebbe davvero puntare a 15,999, per quanto osa, al momento della misurazione."

Questa prospettiva inquadra la controversia in modo diverso: secondo Red Bull, la ricerca aggressiva dei limiti normativi non rappresenta un illecito, bensì una razionale ottimizzazione ingegneristica all'interno di un quadro normativo deliberatamente limitato.

Sguardo al futuro: il capitolo di apertura della stagione 2026

Mentre la Formula 1 si prepara per i test invernali a Barcellona e l'inizio della stagione agonistica, la controversia sul rapporto di compressione è diventata emblematica dell'eterna corsa agli armamenti tecnici di questo sport, dove i team operano costantemente ai confini dei regolamenti mentre i costruttori e la FIA si impegnano in continui dibatti interpretativi. Resta incerto se l'incontro della FIA del 22 gennaio produrrà chiarimenti significativi o manterrà lo status quo, ma la Red Bull appare estremamente sicura sia della propria legittimità tecnica che del proprio posizionamento competitivo in vista del 2026.

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