
Red Bull svela la livrea 2026 a Detroit: inizia ufficialmente l'era Ford
Red Bull Racing è ufficialmente entrata nella sua era Ford, svelando una livrea rinnovata per la RB22 del 2026 che segna la trasformazione visiva più significativa del team da anni. La presentazione ha avuto luogo a Detroit, Michigan — la casa spirituale di Ford — in un evento di lancio che ha sottolineato l'entità di questa partnership e la svolta epocale che attende il team di punta della Formula 1.
La presentazione è stata tipicamente audace. Il pilota Red Bull Martin Sonka ha tolto i veli alla vettura volando sopra di essa con un aereo acrobatico, dando il tono a quello che il team descrive come un nuovo coraggioso capitolo della sua gloriosa storia. Con il quattro volte campione del mondo Max Verstappen e l'esordiente Isack Hadjar pronti a guidare la monoposto, Red Bull si posiziona per una stagione impegnativa ma potenzialmente trasformativa.
Filosofia del design: onorare la tradizione abbracciando il futuro

La nuova combinazione di colori della RB22 rappresenta un deliberato richiamo alle origini del team. Caratterizzata da una tavolozza blu e nera con un distintivo motivo jacquard applicato in blu più chiaro, la livrea richiama consapevolmente il debutto della Red Bull in Formula 1 nel 2005. Dopo anni di finiture opache, il team è tornato a un rivestimento lucido, una decisione che riflette la volontà dell'organizzazione di rendere i riflessi più nitidi e aumentare il contrasto — un'estetica premium degna di un team in un momento cruciale di svolta.
Il comunicato di Red Bull ha sottolineato il significato simbolico: "Per celebrare questo passo audace, la RB22 sfoggerà una livrea ispirata al look originale di Red Bull in F1. Si rifà a una presenza più classica di Red Bull Racing, rendendo gli elementi storici della nuova livrea più ricchi e prestigiosi in velocità."
La partnership con Ford: una sfida senza precedenti

Dietro questo rinnovamento visivo si cela un'impresa tecnica monumentale. Per la prima volta nei suoi 20 anni di storia, Red Bull sta costruendo le proprie power unit internamente attraverso Red Bull Powertrains, in collaborazione con Ford. Dopo l'addio di Honda in direzione Aston Martin, questo rappresenta il progetto tecnico più ambizioso dell'organizzazione fino ad oggi.
Ben Hodgkinson, capo di Red Bull Powertrains, ha spiegato l'entità della sfida durante il lancio: "Ci è voluto un po' per realizzare davvero la portata di tutto questo; cercare di trovare quelle che sono diventate 700 persone in un breve lasso di tempo è stato davvero impegnativo". Tuttavia, Hodgkinson ha sottolineato come la natura audace del progetto abbia attirato proprio il calibro di personale richiesto dal team, affermando: "Se crei un progetto davvero coraggioso e audace, attirerai solo persone coraggiose e audaci, quindi queste persone si adattano alla cultura Red Bull come un guanto".
Gestire le aspettative nello scenario del 2026
Sebbene le infrastrutture e le risorse di Red Bull rimangano d'élite, la leadership del team ha ridimensionato realisticamente le aspettative. L'organizzazione riconosce che presentarsi alla prima gara di Melbourne con un pacchetto competitivo paragonabile a quello dei produttori di power unit già affermati sarebbe ingenuo. Al contrario, il team si sta preparando per un'intensa campagna di sviluppo sia sul fronte del telaio che su quello della power unit, con l'impegno di un miglioramento costante durante tutta la stagione.
Questo approccio pragmatico — unito alla dichiarazione d'intenti visiva racchiusa nella nuova livrea — segnala la prontezza di Red Bull ad affrontare una maratona piuttosto che uno sprint nel 2026. Il design rétro rappresenta in definitiva qualcosa di più di una nostalgia estetica; simboleggia la fiducia del team nel fatto che, nonostante la formidabile montagna da scalare, possieda la cultura, il talento e la partnership necessari per raggiungere, alla fine, la vetta.

