Menu
Seguici
|
Romain Grosjean ha riabbracciato il casco che gli ha salvato la vita nel 2020

Romain Grosjean ha riabbracciato il casco che gli ha salvato la vita nel 2020

4 min di lettura

Sono passati cinque anni da uno dei momenti più strazianti della Formula 1, eppure il ricordo del catastrofico incidente di Romain Grosjean al Gran Premio del Bahrain 2020 rimane impresso nella coscienza collettiva di questo sport. Il 29 novembre 2020, il pilota della Haas è stato protagonista di un violento impatto durante il primo giro che avrebbe messo a dura prova i limiti della moderna tecnologia di sicurezza e, in ultima analisi, dimostrato che l'ingegneria protettiva della F1 può resistere anche agli impatti più devastanti.

L'incidente si è consumato con una velocità spaventosa sul circuito di Sakhir. Dopo un contatto con Daniil Kvyat, l'auto di Grosjean si è schiantata contro le barriere ad alta velocità, spezzandosi immediatamente in due. La sezione anteriore della vettura ha trafitto il guardrail, mentre la parte posteriore è stata istantaneamente avvolta dalle fiamme. Eppure, miracolosamente, Grosjean è emerso da quell'inferno sano e salvo: una testimonianza degli straordinari progressi nella sicurezza dei piloti che sono diventati sinonimo dell'era moderna della Formula 1.

Un'odissea di 28 secondi: sopravvivere contro ogni previsione

image

Il pilota, oggi 39enne, ha vissuto 28 secondi di puro terrore intrappolato tra i resti in fiamme, subendo un brutale impatto da 67G mentre i commissari di gara lavoravano freneticamente per estrarlo dal telaio accartocciato. Nonostante la gravità delle ferite — ustioni alle mani e alle caviglie che hanno poi richiesto interventi chirurgici — Grosjean ha dimostrato una tempra incredibile allontanandosi con le proprie gambe dai detriti infuocati. La sua determinazione nel mostrare alla famiglia, che lo seguiva in televisione, di essere cosciente e in grado di muoversi è diventata un'immagine iconica di resilienza umana.

La protezione offerta a Grosjean è stata attribuita non solo al suo casco da gara, ma anche all'Halo, il rivoluzionario sistema di protezione dell'abitacolo diventato obbligatorio in Formula 1. Entrambi i componenti hanno svolto un ruolo cruciale nel prevenire lesioni catastrofiche durante un incidente di tale gravità.

Eccellenza ingegneristica: il casco, un guardiano silenzioso

image

Grosjean ha recentemente condiviso un momento di profonda commozione ritrovando proprio quel casco che lo ha protetto durante l'incendio. Cinque anni dopo l'incidente, il pilota franco-svizzero si è ricongiunto con il suo casco distrutto: un incontro simbolico e profondamente personale. Descrivendo l'esperienza sui social media, Grosjean ha rivelato il profondo peso emotivo del confrontarsi con la prova fisica della sua sopravvivenza: "Non sapevo se fossi pronto a vederlo, ma i miei figli volevano davvero capire come fossi stato protetto così bene dal fuoco e cosa fosse successo quella notte".

La sua gratitudine è andata ai produttori la cui innovazione gli ha letteralmente salvato la vita. "Sarò per sempre grato a Bell Racing e Alpinestars per avermi protetto così bene in quel momento", ha dichiarato Grosjean, riconoscendo il ruolo critico che l'ingegneria di precisione e la scienza dei materiali hanno giocato nella sua salvezza. Il casco rimane un monito permanente di quanto la sicurezza nel motorsport sia progredita e di come l'equipaggiamento personale, se progettato e fabbricato correttamente, possa resistere a condizioni che altrimenti risulterebbero fatali.

image

La vita dopo l'inferno: un nuovo cammino

In seguito alla sua guarigione, Grosjean ha deciso di lasciare la Formula 1 per passare alla serie IndyCar nel 2021. Tuttavia, il suo legame con la massima categoria non si è mai interrotto del tutto. Nel settembre 2025, il veterano ha ricevuto l'invito a tornare nell'abitacolo di una monoposto di Formula 1 per la prima volta dopo quasi cinque anni. La Haas, la sua ex squadra, lo ha invitato a partecipare a un programma di test sul circuito del Mugello.

Il ritorno ha avuto un significato speciale: i figli di Grosjean avevano disegnato il casco che avrebbe dovuto indossare durante il suo ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi nel 2020, una gara a cui non ha mai partecipato a causa dell'incidente in Bahrain. Finalmente, dopo metà decennio, ha avuto l'opportunità di guidare una vettura di F1 con quel design personalizzato. "Dire che sono entusiasta di tornare al volante di una Formula 1 sarebbe, ovviamente, un eufemismo", ha riflettuto Grosjean all'epoca.

Prospettiva e scopo

L'incontro con il suo casco porta con sé un significato che va oltre la nostalgia o la curiosità tecnica. Per Grosjean, funge da potente promemoria della fragilità umana e dell'importanza di cogliere le opportunità della vita. "La vita scorre e noi dimentichiamo", ha riflettuto, "ma questo mi ricorda quanto dovremmo sfruttare al meglio ogni singolo giorno".

L'incidente del Bahrain del 2020 è stato molto più di un semplice scontro in pista: è diventato un punto di svolta per la sicurezza all'interno della Formula 1 e ha dimostrato i benefici tangibili di una ricerca ingegneristica incessante. La sopravvivenza di Grosjean e le sue successive riflessioni incarnano l'evoluzione della protezione dei piloti, trasformando una tragedia in una testimonianza dell'incrollabile impegno di questo sport nel preservare la vita umana ai vertici del motorsport.