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George Russell ha interpretato al meglio le condizioni miste dell'asfalto, chiudendo in testa l'ultima sessione di prove libere del Gran Premio di Las Vegas, staccando Max Verstappen di oltre due decimi. In una sessione iniziata su pista umida e conclusasi con una frenetica simulazione di qualifica, Mercedes e Red Bull hanno scoperto le carte, mentre la McLaren — in piena lotta per il titolo — ha vissuto un'ora da incubo, finendo desolatamente in fondo alla classifica dei tempi.
Con la pioggia caduta in mattinata che ha lasciato il circuito sulla Strip ancora umido, i piloti hanno iniziato con prudenza montando gomme intermedie. Man mano che la traiettoria andava asciugandosi, il tempismo nel passaggio alle slick è diventato cruciale. Russell ha atteso la finestra perfetta, stampando un 1:34.054 proprio negli istanti finali per prendersi la prima posizione. Il suo riferimento, più veloce di 0.227s rispetto a Verstappen, suggerisce che la Mercedes abbia trovato il bilanciamento ideale per le basse temperature del Nevada.
Max Verstappen sembrava destinato a chiudere la sessione al comando prima del colpo di reni finale di Russell, ma l'olandese ha chiuso la sessione furioso per il traffico incontrato nell'ultimo settore. Dopo essere andato largo nel suo giro lanciato, Max si è sfogato via radio, sottolineando quanto sia difficile gestire le curve cieche del cittadino quando le altre vetture procedono lentamente. Nonostante il nervosismo, il passo della Red Bull appare comunque temibile in ottica qualifica.
Alex Albon ha confermato la sua forma stellare in questo weekend, piazzando la sua Williams in P3, sebbene a otto decimi dalla vetta. La vera sorpresa, tuttavia, è stata il rookie Isack Hadjar. Il pilota della Racing Bulls ha stupito il paddock con un quarto posto, mettendosi alle spalle persino il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton su Ferrari. Anche il compagno di squadra di Hadjar, Liam Lawson, ha impressionato chiudendo settimo, "a sandwich" con il rookie prodigio Kimi Antonelli, sesto.
La notizia più clamorosa della sessione è senza dubbio il crollo verticale delle prestazioni in casa McLaren. Lando Norris e Oscar Piastri hanno chiuso rispettivamente in P20 e P19, non essendo riusciti a mettere insieme un giro rappresentativo con le gomme soft. Le voci dal box suggeriscono che noie tecniche abbiano colpito entrambe le vetture proprio durante i run decisivi, lasciando il team in una corsa contro il tempo per trovare risposte a poche ore dalle qualifiche. Con il mondiale appeso a un filo, questo è il peggior inizio possibile per il loro sabato.
Lewis Hamilton ha chiuso quinto, ma ha vissuto un momento di terrore con Liam Lawson. Il pilota della Ferrari ha evitato per un soffio un violento tamponamento con la Racing Bulls alla curva 14, un incidente ad alta velocità notato dalla Direzione Gara ma archiviato senza ulteriori investigazioni. Charles Leclerc, nel frattempo, ha faticato a trovare il ritmo, chiudendo solo quindicesimo.
Se le FP3 sono indicative, la qualifica sarà caotica. La rapida evoluzione della pista e la minaccia di ulteriore pioggia significano che il tempismo sarà tutto. La Mercedes sembra avere un vantaggio in termini di velocità pura, ma Verstappen è in agguato. Il punto interrogativo più grande riguarda la McLaren: se non riusciranno a risolvere i loro problemi, le speranze di titolo di Norris potrebbero subire un colpo devastante stasera.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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