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La 24 Ore di Le Mans 2026 ha regalato tutto il dramma, la resistenza e il crepacuore che rendono leggendario il Circuit de la Sarthe. Per gli appassionati di motorsport che seguono l'incredibile talento femminile presente all'evento, è stato un fine settimana di picchi altissimi e una delusione cocente, a dimostrazione ancora una volta che Le Mans non fa sconti, ma prepara anche il terreno per le stelle di domani.
Ecco uno sguardo a come Doriane Pin, Lilou Wadoux e le altre si sono comportate durante l'iconica classica dell'endurance.
Per la Pin, l'edizione 2026 è stata quasi una favola. Alla guida della Oreca #30 del Duqueine Team nella competitivissima classe LMP2, la sensazione francese ha offerto una prestazione da vera vincitrice di Le Mans insieme ai compagni di squadra Julien Andlauer e Richard Verschoor.
Fin dalla prima sessione di prove libere, la Pin ha dettato il ritmo, conquistando il primo posto nelle qualifiche di classe con un giro record che ha permesso al team di accedere comodamente alla Hyperpole. Durante la gara, la Pin è stata assolutamente incrollabile. Ha preso il comando nelle prime fasi e ha costantemente fatto registrare tempi sul giro brucianti, nell'ordine del 3:39, costruendo un distacco enorme, a tratti superiore al minuto rispetto al resto del gruppo.

Dopo aver guidato la categoria LMP2 per ben 21 ore e con il destino che sembrava portarla a scrivere la storia, la cruda realtà delle gare di durata ha colpito: un improvviso cedimento del disco del freno ha costretto l'auto #30 al ritiro. Sebbene il guasto tecnico l'abbia privata di una storica vittoria di classe, la Pin ha lasciato Le Mans avendo dimostrato senza ombra di dubbio di essere uno dei talenti più formidabili e dominanti nelle gare di prototipi di oggi. Come riportato in precedenza, il suo ritiro è stato uno dei momenti più amari della competizione, come approfondito in questo articolo.
Mentre la Pin lottava nel campo dei prototipi, la sua connazionale Lilou Wadoux affrontava le intense battaglie della classe LMGT3. Alla guida della Ferrari 296 GT3 Evo #150 del Richard Mille AF Corse insieme a Custodio Toledo e Riccardo Agostini, la Wadoux ha affrontato un tipo di sfida molto diverso a Le Mans.
Partendo dalle retrovie, dalla 19ª posizione di classe, la Wadoux e i suoi compagni di squadra hanno dovuto farsi strada metodicamente nel gruppo. Gestendo sia la serrata competizione delle auto GT che la velocità accecante delle Hypercar in arrivo da dietro, la Wadoux ha offerto una guida misurata e resiliente. Hanno risalito costantemente la classifica durante il giorno e la notte, portando infine la Ferrari a un rispettabilissimo 8° posto nella classe LMGT3 (40° assoluto). È stata una testimonianza della sua comprovata costanza come affermata vincitrice GT e una solida rimonta in una griglia densamente popolata.

Oltre alla gara di 24 ore in sé, il fine settimana di Le Mans 2026 ha segnato un enorme passo avanti per le donne ai vertici del motorsport. La pilota britannica e tre volte campionessa della W Series, Jamie Chadwick, ha fatto la storia durante il Le Mans Test Day diventando la prima donna in assoluto a guidare una Hypercar al Circuit de la Sarthe.
In qualità di pilota di riserva per il nuovo programma Hypercar della Genesis Magma Racing, la Chadwick si è messa al volante della GMR-001-Hypercar #17. Sebbene non fosse sulla griglia di partenza per la gara vera e propria, i suoi giri di prova rappresentano un passo enorme verso la possibilità di vedere le donne competere per la vittoria assoluta nella categoria regina Hypercar nel prossimo futuro.
Anche se la Le Mans di quest'anno non è stata il fine settimana perfetto e trionfale che i libri di storia avrebbero sperato, ha dipinto un quadro molto chiaro: le donne non stanno solo partecipando a Le Mans; stanno dettando il ritmo, guidando il gruppo e facendosi strada verso i livelli più alti in assoluto delle gare di durata.
Ciara è originaria di Dublino, pluripremiata produttrice cinematografica, podcaster e scrittrice con 20 anni di esperienza nel campo della narrazione. Da sempre appassionata di rugby del Leinster e dell'Irlanda, ha rivolto la sua attenzione alle corse automobilistiche dopo essersi trasferita a Berlino e aver co-fondato Formula Live Pulse. Ora applica il suo talento di produttrice alla Formula 1, navigando tra gli alti e bassi dell'ascesa di Oscar Piastri e lo stress unico di essere una tifosa adottiva della Ferrari. Adora parlare e parlare di F1, se le date l'occasione!
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