Il contratto Red Bull di Yuki Tsunoda ha bloccato le trattative con i team rivali

Il contratto Red Bull di Yuki Tsunoda ha bloccato le trattative con i team rivali

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Il contratto Red Bull di Yuki Tsunoda gli ha effettivamente impedito di negoziare con i team rivali, costringendo il pilota giapponese a rimanere concentrato esclusivamente sulla sua posizione all'interno dell'ecosistema Red Bull, nonostante l'interesse esterno.

Tsunoda ha rivelato i vincoli contrattuali direttamente nella sua risposta all'annuncio del cambio di piloti. "Non avevo opzioni, il punto è che il mio contratto non me lo permetteva, quindi non potevo fare molto", ha dichiarato, spiegando che, sebbene avesse ricevuto interesse da altre scuderie in griglia, "il contratto non mi permetteva davvero di parlare con loro". Questa restrizione si è rivelata particolarmente frustrante vista la sua prematura retrocessione dal team principale Red Bull alla Racing Bulls: una mossa che, unita ai limiti contrattuali, ha di fatto ridotto le sue opzioni per rimanere competitivo in Formula 1.

La tempistica e la struttura del contratto di Tsunoda si sono rivelate catastrofiche per la sua carriera. La sua tanto attesa promozione nel team senior della Red Bull come compagno di squadra di Max Verstappen nell'aprile 2025 è naufragata rapidamente, con soli 33 punti accumulati in 15 gare. Nonostante le difficoltà nel ruolo, i suoi obblighi contrattuali lo hanno tenuto legato alla famiglia Red Bull, impedendogli di esplorare opportunità alternative che avrebbero potuto concretizzarsi se fosse stato libero di negoziare. Tsunoda ha sottolineato che il suo impegno verso la Red Bull "è stato la mia priorità negli ultimi anni, far parte della famiglia Red Bull perché è il posto in cui sono cresciuto", ma questa lealtà si è infine ritorta contro di lui quando il team ha deciso di promuovere il debuttante Isack Hadjar al sedile di Verstappen per il 2026.

La decisione della Red Bull di declassare Tsunoda al ruolo di pilota di riserva e collaudatore, pur mantenendolo all'interno dell'organizzazione, significa che rimarrà a disposizione per coprire eventuali infortuni o problemi di prestazioni in entrambi i team. Tuttavia, la sua situazione contrattuale rispecchia un monito ricorrente all'interno del sistema junior Red Bull: una dinamica che ha intrappolato diversi piloti in un limbo quando le promozioni non si sono concretizzate come previsto.

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