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Il Gran Premio d’Australia 2026 è in programma dal 6 all’8 marzo 2026, con la gara prevista per domenica 8 marzo e partenza alle 15:00 locali (ora di Melbourne). L’evento si disputa su 58 giri del circuito dell’Albert Park Grand Prix Circuit da 5,278 km, un tracciato cittadino temporaneo all’interno del parco: veloce, scorrevole a velocità medio-alte, ma con staccate importanti e zone di trazione decisive.
Questo weekend conta più del solito: il 2026 inaugura un regolamento profondamente rivisto, nuovi concetti aerodinamici pensati per favorire gare più ravvicinate, insieme a nuove norme sulle power unit che aumentano il contributo elettrico e impongono carburanti sostenibili avanzati. È il primo GP d’Australia come gara inaugurale in questo nuovo ciclo regolamentare, uno status confermato con largo anticipo dagli organizzatori locali.
Il rumore pre-stagionale è già altissimo. I resoconti dei test invernali hanno evidenziato il buon equilibrio/affidabilità della Mercedes e i lampi sul giro secco della Ferrari, mentre piloti e vertici dei team hanno discusso pubblicamente la sensazione di “gestione dell’energia” delle vetture 2026. In una citazione che ha fatto il giro dei titoli, Max Verstappen ha paragonato le nuove auto a «Formula E sotto steroidi», secondo Reuters.

Il layout moderno di Albert Park (dopo le revisioni del 2022) ruota attorno a ingressi allargati, velocità minime più alte e, soprattutto, curve progettate per aprire più linee di gara.
La Curva 1 è stata allargata (2,5 m) per creare più opzioni in ingresso e nella sequenza iniziale, con gli organizzatori che l’hanno presentata esplicitamente come una curva pensata per aumentare sorpassi e possibilità di affiancamento verso le Curve 2 e 3. In pratica significa: impegnarsi presto per avere aria pulita, oppure sacrificare l’apice per difendere l’interno e proteggere la Curva 3.
La Curva 3 è stata allargata di 4 metri e la sua velocità minima è aumentata (secondo le note di aggiornamento del circuito), proprio per sbloccare più occasioni di sorpasso. È anche un punto in cui la gestione dell’anteriore conta: ripetute staccate pesanti qui possono innescare bloccaggi, flat spot e perdita di passo sul lungo, soprattutto se un pilota insiste con ingressi “piatti” per difendersi.

La Curva 6 ha ricevuto un allargamento importante, pensato per alzare sensibilmente la velocità minima e, allo stesso tempo, ridurre gli effetti dell’“aria sporca” per chi segue entrando nel tratto veloce. Non è una classica curva da sorpasso, ma è una delle più importanti per preparare un attacco più avanti, perché stabilità in uscita e angolo di sterzo determinano deployment ed efficienza sul dritto.
La rimozione della vecchia chicane delle Curve 9 e 10 ha creato una zona ad alta velocità di 1,3 km lungo Lakeside Drive. Il guadagno è enorme in termini di velocità; il prezzo è che le auto arrivano alla chicane a velocità elevatissime. Qualsiasi instabilità (vento, differenze di deployment della batteria, fase gomma) si manifesta qui con apici mancati, colpi pesanti sui cordoli o uscite compromesse, spesso l’innesco per un tentativo in staccata all’ultimo.
L’approccio alla Curva 11 è stato raddrizzato/allargato e la sua pendenza trasversale e la geometria dell’apice sono state modificate specificamente per massimizzare le opportunità di sorpasso in forte frenata. È una delle migliori curve del circuito per il classico “staccare o farsi staccare”, soprattutto a fine stint quando le gomme anteriori sono stanche.
La Curva 13 è stata allargata e il profilo dei cordoli è stato modificato per penalizzarne l’uso eccessivo, con l’obiettivo di rendere più difficile difendersi e favorire sorpassi all’esterno. È anche il punto in cui i piloti spesso flirtano con i track limits nei giri da qualifica, perché il tempo guadagnato in uscita si trascina fino all’ultima fase di accelerazione.

Albert Park viene spesso descritto come un circuito in cui i sorpassi si “conquistano” più che essere regalati: abbastanza veloce da essere spettacolare, ma abbastanza tecnico da far sì che una cattiva uscita ti costi i successivi 10 secondi di tempo sul giro.
I tentativi più ripetibili arrivano di solito nelle curve le cui note di progetto puntano esplicitamente a staccate con più linee:
Pur non essendo un classico cittadino “muri contro muri” in centro città, Albert Park punisce comunque gli errori con ghiaia, cordoli e margini di recupero ridotti in aree chiave, soprattutto quando i piloti scelgono linee difensive che riducono grip e stabilità di sterzo.
Una variabile specifica del 2026: piloti e analisti hanno segnalato che la gestione dell’energia e le tattiche di deployment potrebbero essere più centrali nelle gare di questa stagione, cambiando dove e come i sorpassi vengono completati (e difesi).

Pirelli ha confermato C3 (Hard), C4 (Medium), C5 (Soft) per l’Australia 2026: tre mescole consecutive nella parte più morbida della gamma. Shanghai, non Melbourne, è indicata come il primo weekend Sprint della stagione, quindi l’Australia dovrebbe seguire il classico ritmo prove/qualifica/gara.
Nota importante: le auto 2026 e i pattern operativi sono nuovi, quindi le durate sotto sono intervalli di pianificazione, non previsioni. Si basano su evidenze recenti di Melbourne in cui sono state usate C3--C5 e in cui, in condizioni asciutte, sono emersi con forza scenari a due soste.
| Mescola | Intervallo stint |
|---|---|
| C3 Hard | ~20--35 giri |
| C4 Medium | ~14--25 giri |
| C5 Soft | ~6--15 giri |
Due soste (aspettativa base sull’asciutto)
Quando Melbourne ha adottato selezioni molto morbide negli ultimi anni, le analisi strategiche F1 l’hanno descritta come una gara da due soste “solida”, con graining e un undercut molto efficace a guidare le decisioni. Anche i report gara di Pirelli su Melbourne hanno mostrato pattern con prevalenza Medium/Hard e stint lunghi su Hard come opzione praticabile se ben gestita.
Un template comune a due soste (asciutto) è: Medium → Hard → Hard, con finestre pit determinate da traffico e rischio di “cliff” gomma più che da numeri di giro fissi.
Una sosta (possibile, ma dipendente dalle condizioni)
La singola sosta diventa realistica se l’asfalto è fresco, il graining è contenuto e i team riescono a tenere le temperature gomme nella finestra: condizioni che Melbourne a volte può offrire. Ma l’allocazione più morbida (C3--C5) sposta il rischio verso la gestione della durata.

Da notare anche: gli upgrade infrastrutturali di Albert Park discussi in passato (inclusi l’allargamento della pit lane e possibili cambi al limite di velocità, soggetti ad approvazione) mostrano perché le ipotesi sulla perdita tempo ai box possono evolvere di anno in anno, anche se i parametri operativi 2026 vanno trattati come “da confermare a ridosso dell’evento”.
L’inizio dell’autunno a Melbourne porta di solito pomeriggi miti o caldi, mattine più fresche e una probabilità non trascurabile di pioggia, con venti abbastanza costanti da incidere su bilanciamento aerodinamico e warm-up gomme.
Usando le medie climatiche di lungo periodo del Bureau of Meteorology, Melbourne registra circa:
Gomme: medie fresche-miti possono rendere il warm-up (soprattutto dell’asse anteriore) una variabile chiave in qualifica, mentre un caldo improvviso può innescare graining/surriscaldamento nel traffico.
Bilanciamento aero: il vento può destabilizzare gli ingressi veloci e gli attacchi ai cordoli, rilevante nell’approccio rapido a Curva 6 e nell’arrivo ad alta velocità nella sequenza della chicane.
Direzione gara e volatilità strategica: Melbourne ha precedenti recenti di condizioni miste e colpi di scena meteo nel finale che ribaltano i risultati e impongono scelte gomme ad alto rischio.

I numeri principali di Albert Park sono stabili: 5,278 km, 58 giri, 306,124 km di distanza gara.
Record sul giro (era configurazione attuale): un riferimento molto citato è 1:19.813 segnato da Charles Leclerc nel 2024 (giro più veloce in gara), riportato anche in fact pack ufficiali del circuito.
Più vittorie / pole (era GP d’Australia ad Albert Park): i materiali di anteprima ufficiali hanno evidenziato Michael Schumacher come il pilota più vincente dell’evento (4 vittorie) e Lewis Hamilton come recordman di pole position in questo circuito (8 pole).
Incidenti notevoli (perché questa pista resta imprevedibile):

Le stime recenti indicano una crescita sostenuta:
Il Gran Premio d’Australia 2026 non è solo “gara uno”: è la prima vera lettura competitiva di una nuova era tecnica. La geometria aggiornata del circuito (ingressi più larghi a Curva 1 e Curva 3, flusso riprofilato a Curva 6 e il tratto ad alta velocità verso la chicane e la staccata di Curva 11) è stata progettata esplicitamente per creare più linee di gara e più opportunità di sorpasso.
La strategia dovrebbe essere altrettanto centrale. La scelta C3->C5 di Pirelli è aggressiva per un’apertura di stagione e le evidenze recenti di Melbourne suggeriscono che, sull’asciutto, la logica delle due soste può dominare, spinta da graining e forza dell’undercut. Aggiungi le condizioni variabili dell’inizio autunno a Melbourne e l’incertezza iniziale della gerarchia prestazionale 2026, e ottieni un debutto stagionale in cui i team probabilmente privilegeranno l’adattabilità rispetto alla perfezione teorica.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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