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Audi ha formalizzato alla FIA l'intenzione di presentare ricorso contro la mancata penalizzazione di Yuki Tsunoda per la posizione assunta durante la ripartenza del Gran Premio d'Italia. Il verdetto dei commissari ha consentito al pilota della Racing Bulls di conservare il decimo posto e l'ultimo punto iridato a disposizione, lasciando Gabriel Bortoleto su Audi in undicesima piazza.
L'episodio si è verificato al sesto giro, mentre il gruppo si stava riposizionando per la ripartenza. Tsunoda si è fermato nella corretta piazzola, la 14ª, posizionando tuttavia la propria monoposto vistosamente inclinata verso il muretto interno. Il direttore di gara Rui Marques non si è sentito del tutto sicuro della situazione e ha perciò imposto un ulteriore giro di formazione.

In base all'articolo B5.9.4 del regolamento sportivo F1 2026, un pilota che provoca un giro di formazione supplementare ed è in grado di prendervi parte deve rientrare in pit lane al termine della tornata e ripartire dall'uscita della corsia box. Il mancato rispetto di questa procedura comporta una penalità obbligatoria di stop-and-go.
Tuttavia, i commissari hanno ritenuto che Tsunoda non avesse formalmente causato il giro extra. Secondo la loro valutazione, la tornata aggiuntiva è scaturita da una decisione precauzionale presa direttamente dal direttore di gara. È stato inoltre sottolineato come il pilota giapponese sia rimasto all'interno dello stallo assegnato senza ostacolare gli altri concorrenti.
Il nodo principale non riguarda soltanto la posizione della vettura di Tsunoda, ma soprattutto se il team sia stato avvertito del fatto che il pilota fosse considerato la causa scatenante del giro di formazione supplementare. La direzione gara non ha trasmesso questa interpretazione alla Racing Bulls, la quale non ha quindi avuto motivo di ordinare al pilota di ripartire dalla corsia box.

Nel comunicato ufficiale, i commissari hanno specificato che, per richiedere il rispetto dell'articolo B5.9.4, il pilota deve essere consapevole di essere ritenuto responsabile dell'accaduto. Poiché né la scuderia né il pilota erano a conoscenza di tale status, il collegio ha stabilito l'impossibilità di comminare uno stop-and-go, optando per il non luogo a procedere.
Dal canto suo, Audi ha sollevato forti perplessità sull'applicazione della norma e ha confermato di aver notificato l'intenzione di appellarsi. "Dato che la vicenda è ora oggetto del processo di appello della FIA, non rilasceremo ulteriori dichiarazioni in questa fase", ha fatto sapere la scuderia di Ingolstadt.

La notifica depositata da Audi non sancisce ancora l'avvio definitivo del reclamo formale. In base all'articolo 15.4 del Codice Sportivo Internazionale della FIA, le scuderie hanno a disposizione un'ora di tempo dalla pubblicazione della decisione dei commissari per segnalare l'intenzione di presentare ricorso. Tale avviso apre poi una finestra temporale di ulteriori 96 ore per analizzare a fondo il fascicolo prima di confermare o meno l'azione legale.
Questa controversia aggiunge un ulteriore capitolo a un fine settimana brianzolo già fortemente condizionato dalle valutazioni dei commissari, con tematiche che toccano da vicino gli equilibri della giustizia sportiva come già visto nel caso relativo alla Corte d'Appello FIA e alle polemiche sui giudici. Per Audi, l'obiettivo immediato resta chiarissimo: una sanzione a Tsunoda consegnerebbe infatti a Bortoleto la zona punti.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.