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La Formula 1 sta attraversando una fase storica particolarmente positiva, ma Stefano Domenicali insiste sul fatto che il successo attuale non può diventare una ragione per fermarsi e guardare indietro. Intervenendo a Monza, l'Amministratore Delegato della F1 ha delineato un'agenda proiettata al futuro che spazia dal fronte tecnico al calendario, passando per i costruttori, le gare sprint e gli sforzi del campionato per attrarre un pubblico più giovane.
"Il rischio è diventare autoreferenziali", ha dichiarato Domenicali. "Non dobbiamo accontentarci del successo che abbiamo oggi. Dobbiamo continuare a capire perché siamo diventati così grandi e restare con i piedi per terra, sapendo che ci sono ancora molte dimensioni in cui possiamo crescere."
Questo approccio sarà messo alla prova mentre la F1 e la FIA iniziano a valutare la prossima generazione di power unit e monoposto. Domenicali ha spiegato che il panorama industriale è cambiato da quando sono state definite le regole attuali, quando l'elettrificazione sembrava rappresentare la direzione del futuro. "Oggi non è più così", ha sottolineato, lasciando alla F1 il compito di determinare come interpretare al meglio questo cambiamento.
La sfida centrale è trovare un equilibrio tra il mantenimento dei grandi costruttori e la protezione della F1 dal diventare completamente dipendente dalle loro priorità industriali. Domenicali ha riconosciuto che il ritiro di un costruttore creerebbe "un grosso problema", sostenendo allo stesso tempo che un progetto tecnico meno complesso potrebbe migliorare l'indipendenza del campionato se venissero mantenuti gli obiettivi di costo e prestazioni.
Ha individuato due principi fondamentali: mantenere i carburanti sostenibili al centro del progetto tecnologico e puntare verso una vettura più leggera. L'obiettivo, ha spiegato, è dare ai piloti una macchina che possano spingere davvero al limite.
Domenicali è inoltre aperto a ridurre le distanze dei Gran Premi di due o tre giri. Ritiene che un cambiamento così limitato rifletterebbe il declino dell'attrattiva dei contenuti di lunga durata tra il pubblico più giovane, sebbene una riduzione più significativa richiederebbe una discussione separata. L'ultimo dibattito interno segue la stessa logica alla base delle gare sprint, che inizialmente aveva accolto con qualche dubbio ma che ora considera un formato dinamico dopo i feedback di promoter, media e tifosi.
Le sprint rimarranno parte della F1, ma in meno della metà degli eventi. Avere azione significativa il venerdì, ha detto Domenicali, offre più contenuti al grande pubblico.
Ha sottolineato un pubblico che oggi è composto per circa il 40% da donne, con l'età media scesa da circa 57 a 34 anni. In Italia, Kimi Antonelli sta contribuendo a questo cambiamento, portando nuovi appassionati grazie alla sua competitività e al suo appeal naturale. La priorità di Domenicali è trasformare questi picchi di attenzione in una relazione duratura e costruire una cultura F1 più ampia.
Il campionato sta anche valutando opportunità di crescita in Cina, Sud America, Estremo Oriente e Africa, mentre Qatar e Abu Dhabi restano sotto osservazione se non si potranno garantire sicurezza e operatività. Come illustrato in merito alla riduzione della distanza dei Gran Premi nel 2027, il messaggio più ampio di Domenicali è coerente: adattabilità, idee fresche e nuove prospettive determineranno se lo slancio attuale durerà nel tempo.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.