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Il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, ha confermato l'esistenza di un piano di emergenza nel caso in cui le gare di fine stagione in Medio Oriente, in Qatar e ad Abu Dhabi, non potessero svolgersi, dato che il conflitto regionale in corso continua a gettare un'ombra sul calendario dello sport.
Le ripercussioni della guerra tra Iran e Stati Uniti/Israele, scoppiata alla fine di febbraio, si sono già fatte sentire sul calendario della Formula 1. A marzo, lo sport è stato costretto a cancellare sia il Gran Premio del Bahrain che quello dell'Arabia Saudita — eventi previsti per metà aprile — poiché il conflitto ha reso insostenibile l'organizzazione di grandi eventi sportivi nella regione.

Dall'inizio di aprile è in vigore un cessate il fuoco, ma la situazione rimane instabile. Tale fragilità ha di fatto legato le mani alla F1, impedendo qualsiasi decisione definitiva su un possibile ritorno su quei circuiti. Alcuni rapporti avevano indicato che gli organizzatori delle gare in Bahrain e Arabia Saudita — quest'ultima in particolare — stessero spingendo per essere reintegrati nel calendario, individuando come possibile finestra quella tra i Gran Premi dell'Azerbaigian e di Singapore.
Tuttavia, mentre il campionato è proseguito — con Kimi Antonelli che ha ottenuto una vittoria dominante nel GP del Canada portando il suo vantaggio in classifica a 43 punti — l'incertezza fuori pista in Medio Oriente ha continuato ad aumentare la pressione sulla parte finale della stagione.

L'attenzione si è ora spostata sulle ultime due gare del calendario: il Qatar il 29 novembre e Abu Dhabi il 6 dicembre. La vendita dei biglietti per entrambi gli eventi è già in corso e, secondo quanto riferito dallo stesso Domenicali, sta andando bene. Ma il CEO è perfettamente consapevole che la logistica e i tempi di preparazione significano che le decisioni non possono essere rimandate all'infinito.
"Come con il Covid, dobbiamo cercare di essere il più pragmatici possibile", ha dichiarato Domenicali a L'Equipe. "Il fatto che finora abbiamo ritirato le gare in Bahrain e a Jeddah deriva dalla consapevolezza che non era possibile andarci in quel momento. Soprattutto perché siamo intrattenimento, uno sport che porta gioia e piacere. Devi andare in un posto dove questa è davvero l'atmosfera. Speriamo, per la Formula 1 ma soprattutto per il mondo, che la situazione migliori il più rapidamente possibile."
Si ritiene che il CEO abbia tempo fino alla pausa estiva di agosto per prendere una decisione iniziale sull'eventualità che una gara possa svolgersi il 4 ottobre, data identificata come possibile slot di riserva.

Domenicali è stato schietto riguardo ai limiti pratici di riorganizzare un calendario così denso e complesso. Riprogrammare sia il Qatar che Abu Dhabi, ha detto, è "impossibile", e anche spostarne solo una sarebbe tutt'altro che semplice.
"Anche riprogrammarne solo una non sarà facile: non ci sono molti slot disponibili", ha ammesso. "Per noi c'è la complessità logistica, i costi. Non è come una partita di calcio dove ci sono solo due squadre, 22 giocatori, e dove le sostituzioni sono facili."
Nonostante ciò, il CEO è stato chiaro sul fatto che la Formula 1 non si sta dirigendo verso l'ignoto impreparata. "Posso confermare che abbiamo un piano di emergenza. E se le due gare di fine anno non potessero svolgersi perché la guerra non è finita, avremo altre alternative", ha affermato.
Una cosa su cui Domenicali è stato categorico: il Gran Premio di Las Vegas del 22 novembre non diventerà il finale di stagione, indipendentemente da ciò che accadrà in Medio Oriente.
"No, non sarà l'ultima gara del calendario", ha confermato. "Posso confermarlo."
Questa rassicurazione fornirà un po' di chiarezza sia ai team che ai fan, anche se il quadro generale sulle ultime settimane della stagione 2025 rimane irrisolto. Con la pausa estiva che funge da scadenza informale, la Formula 1 deve ora sperare che gli eventi geopolitici si muovano in una direzione che permetta allo sport — e al calendario completo della categoria — di riprendere come previsto.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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