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La Ferrari ritiene che un "carburante speciale" sia alla base del crescente vantaggio prestazionale del motore Mercedes, secondo quanto riportato da Motorsport Italia — e la Scuderia sta monitorando attentamente la situazione per vedere se il giro di vite della FIA riuscirà a far emergere il divario.
All'inizio della stagione, la Ferrari stimava di inseguire la Mercedes con un ritardo di circa 20 cavalli. Questa cifra, già un deficit significativo nell'era moderna della Formula 1, si teme sia ora aumentata. La Ferrari "sospetta fortemente" che una lacuna normativa — presumibilmente sfruttata dalla Mercedes durante l'inverno — abbia gonfiato artificialmente il divario.
Le voci si sono concentrate su una tecnica specifica che consentirebbe alla Mercedes di superare il rapporto di compressione massimo consentito di 16:1. Sebbene il metodo richieda un "carburante speciale", avrebbe fornito un incremento significativo di potenza pura. Fondamentalmente, il trucco era non rilevabile con i precedenti protocolli di test della FIA, aggiungendo un ulteriore livello di frustrazione per chi sospettava irregolarità. Le stime sull'esatto vantaggio in termini di cavalli variano, ma la preoccupazione a Maranello è reale.
A partire dal GP di Monaco, la FIA ha modificato le proprie procedure di test, esaminando ora i motori a 130 gradi anziché a temperatura ambiente: un tentativo deliberato di chiudere la presunta lacuna. Un'ulteriore escalation è prevista per agosto, quando potrebbero essere introdotte ispezioni ancora più rigorose per risolvere definitivamente la questione.
Dal canto loro, la posizione della Mercedes dal centro motori di Brixworth è inequivocabile: "nulla cambierà" con il nuovo regime di test. Toto Wolff, che si è espresso anche su temi più ampi relativi alle power unit — inclusa la sua spinta per una ripartizione della potenza 60:40 tra ICE ed ERS dal 2027 — aveva precedentemente respinto qualsiasi suggerimento che il carburante del team non fosse conforme. Tuttavia, se la Mercedes fosse mai costretta a modificare la formulazione del proprio carburante a seguito del maggiore controllo, qualsiasi conseguente regressione nelle prestazioni sarebbe indicativa.
Ad aggiungere intrigo alla vicenda, all'inizio dell'anno era stato riferito che la Petronas fosse in una "corsa contro il tempo" per ottenere l'approvazione del carburante Mercedes in vista della stagione 2026: un dettaglio che non è passato inosservato alla Ferrari.
Al di là dell'immediata controversia, la situazione della Ferrari evidenzia una sfida più ampia. Sebbene la Scuderia sia considerata da molti come dotata del miglior telaio in griglia — e sia tra le favorite in vista di Monaco — è improbabile che tale vantaggio si traduca nell'intera stagione se il deficit di potenza dovesse persistere.
La Ferrari si aspetta di ricevere ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), un nuovo meccanismo di recupero integrato nei regolamenti sui motori del 2026. Tuttavia, un aggiornamento significativo della power unit è ancora lontano mesi, lasciando al team il compito di gestire il divario di prestazioni nel frattempo.
Vale anche la pena notare la portata più ampia della power unit Mercedes: le Frecce d'Argento attualmente forniscono McLaren, Alpine e Williams oltre alla loro scuderia ufficiale, il che significa che qualsiasi variazione di prestazioni a Brixworth avrebbe conseguenze avvertite su una parte significativa della griglia.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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