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Kimi Antonelli ha firmato una prestazione storica a Shanghai, conquistando la sua prima vittoria in Formula 1 al Gran Premio di Cina e diventando il secondo pilota più giovane di sempre a vincere nella storia della categoria.
Il 19enne della Mercedes ha coronato un weekend di svolta trasformando una sensazionale pole position in un successo costruito con lucidità , un risultato che rappresenta un passo decisivo nella sua carriera in rapidissima ascesa.
Antonelli aveva già scritto una pagina di storia sabato, diventando il più giovane poleman di un Gran Premio, a conferma dell’enorme potenziale che gli viene attribuito. Ma è stata la prestazione di domenica a sancire definitivamente il suo status di autentico protagonista.

Al comando praticamente dall’inizio alla fine, Antonelli ha ceduto brevemente la leadership nel corso del primo giro. Nel tentativo di coprire l’interno al compagno di squadra George Russell, ha lasciato spazio alla Ferrari di Lewis Hamilton, scattato terzo in griglia, che ne ha approfittato per infilarsi. La reazione dell’italiano è stata però immediata: già al secondo giro si è ripreso la testa della corsa, imponendo il proprio ritmo.
Nonostante un bloccaggio nel finale alla curva 14, che gli ha provocato una vibrazione per una gomma spiattellata e un inevitabile aumento del battito cardiaco, il giovane pilota ha mantenuto il sangue freddo fino alla bandiera a scacchi.
«Sono senza parole», ha dichiarato Antonelli dopo la gara. «Sto quasi per piangere, a dire il vero. Grazie infinite al mio team, perché mi ha aiutato a realizzare questo sogno.»
La promozione di Antonelli in Mercedes nel 2025 è arrivata dopo una sola stagione in Formula 2, in sostituzione di Lewis Hamilton, nonostante le perplessità di alcuni critici. Il suo anno da rookie è stato altalenante: la pole nella Sprint di Miami e i podi nei Gran Premi di Canada e Brasile hanno messo in luce la sua velocità , ma un calo a metà stagione lo ha esposto a diverse pressioni.
L’inizio del 2026, però, ha segnato un netto cambio di passo. Dopo il secondo posto nel Gran Premio d’Australia che ha aperto la stagione, Antonelli ha portato quello slancio anche in Cina, dominando con autorevolezza una gara in cui raramente è sembrato in difficoltà .

«Sono felicissimo», ha aggiunto. «Ieri avevo detto che volevo davvero riportare l’Italia in alto e oggi ci siamo riusciti, anche se nel finale mi sono preso un piccolo spavento con la gomma spiattellata. È stata una grande gara.»
La vittoria ha anche un forte valore storico. Antonelli è infatti il primo pilota italiano a vincere un Gran Premio da oltre 20 anni, dai tempi del successo di Giancarlo Fisichella nel Gran Premio della Malesia 2006.
Ripensando ai momenti decisivi della partenza, Antonelli ha riconosciuto quanto siano stati sottili gli equilibri che hanno determinato il primo cambio di leadership.
«Non è stata una partenza semplice. Probabilmente ho coperto un po’ troppo l’interno e ho lasciato troppo spazio alla Ferrari. Alla fine il passo era buono e siamo riusciti a portarla a casa.»
Appena alla sua seconda stagione completa in Formula 1, Antonelli ha già dimostrato di saper unire velocità pura e gestione della gara. Shanghai potrebbe rappresentare il momento in cui il suo talento si è trasformato in qualcosa di ancora più concreto: la consapevolezza di essere un pilota capace di trasformare un’opportunità in vittoria sul palcoscenico più prestigioso dell’automobilismo mondiale.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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