São Paulo Grand Prix — Qualifying

1NOR1:30.939
2RUS+0.267
3VER+0.299
4HAM+0.727
5HUL+0.754
6HAD+1.120
7LAW+1.146
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15BEA+2.091
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17COL+2.388
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20BOT+2.835
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22BOR+10.625

Notizie

Aston Martin starebbe valutando un ritiro anticipato nel GP d’Australia

Il progetto F1 2026 di Aston Martin e Honda è già in crisi: vibrazioni anomale del V6 hanno danneggiato ripetutamente il sistema batteria nei test, riducendo il chilometraggio e mettendo a rischio la preparazione per il GP d’Australia.

Aston Martin starebbe valutando un ritiro anticipato nel GP d’Australia
© Formula 1 via Getty Images

La partnership tra Aston Martin e Honda prometteva di riportare il costruttore giapponese a essere una forza competitiva in Formula 1, dopo gli anni di dominio con Red Bull. Invece, le prime settimane della stagione 2026 hanno messo in luce una crisi che rischia di far deragliare le ambizioni di entrambe le organizzazioni prima ancora che venga assegnato un solo punto iridato.

Durante i test pre-stagionali a Barcellona e in Bahrain, vibrazioni anomale provenienti dal V6 termico di Honda hanno danneggiato sistematicamente il sistema batteria, costringendo Aston Martin a ridurre drasticamente il programma in pista. Il team ha totalizzato appena 2.115 chilometri—circa un terzo di quanto hanno completato Mercedes, Ferrari e Haas—a testimonianza della gravità del crollo in termini di affidabilità.

L’incubo ingegneristico

Il problema di fondo è semplice ma sconcertante: Honda non è ancora riuscita a individuare la causa principale delle vibrazioni. Ciò che gli ingegneri possono confermare è che il pacco batteria, montato all’interno della struttura del telaio, viene sottoposto a oscillazioni ben oltre le tolleranze di progetto.

"Le vibrazioni anomale osservate durante i test hanno causato danni al sistema batteria", ha spiegato Ikuo Takeishi, responsabile del reparto corse a quattro ruote di Honda Racing Corporation. "Abbiamo fermato la vettura perché era pericoloso".

La situazione è peggiorata drasticamente nell’ultima giornata di test in Bahrain, quando Aston Martin ha esaurito la scorta di batterie di riserva dopo appena sei giri di installazione. Nel corso del programma sono emersi più guasti distinti, ciascuno con contromisure specifiche. I team di ingegneria Honda stanno indagando in parallelo sull’origine delle vibrazioni, mentre implementano modifiche lato telaio per smorzare le oscillazioni.

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© Formula 1 via Getty Images

Le implicazioni prestazionali alimentano ulteriormente la tensione

Oltre ai problemi di affidabilità, è emersa una seconda limitazione: la capacità di recupero energetico sembra compromessa. Nei test Honda ha faticato a recuperare energia tramite l’MGU-K al massimo potenziale, anche se questo potrebbe riflettere in parte parametri di utilizzo conservativi adottati per proteggere il sistema batteria in difficoltà.

In un quadro regolamentare in cui le power unit sono già vincolate dall’energia, una capacità di rigenerazione limitata crea uno svantaggio che si amplifica. Se la capacità di ricarica dovesse restare ridotta, la flessibilità di utilizzo dell’energia lungo ogni giro ne risentirebbe in modo proporzionale.

La strada verso il recupero

Honda coltiva speranze moderate di introdurre misure provvisorie prima del Gran Premio d’Australia, gara inaugurale della stagione, ma le aspettative realistiche collocano soluzioni significative al Gran Premio del Giappone—terza prova del campionato. Il divario di correlazione tra il lavoro di simulazione a Sakura e le condizioni reali in pista ha complicato le attività di diagnosi, un problema che Honda aveva già incontrato in passato con McLaren.

Con il team tecnico di Adrian Newey mobilitato e l’ex responsabile motori Mercedes Andy Cowell inviato in Giappone, Aston Martin ha destinato risorse ingenti per salvare questa partnership. Ma il tempo resta spietato, e le prospettive di competitività per il 2026 si fanno più cupe di giorno in giorno.

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