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Charles Leclerc è convinto che la Ferrari possa sbloccare «enormi margini di miglioramento» in tutte le principali aree del pacchetto 2026 di Formula 1, sottolineando che la rimonta del team non può dipendere esclusivamente dalla soluzione del noto deficit della power unit.
La Ferrari si è affermata finora come la rivale più vicina alla Mercedes in questa stagione, ma non è riuscita a impedire alle Frecce d’Argento di conquistare la vittoria nei primi tre Gran Premi, dopo aver monopolizzato la prima fila in qualifica. La velocità sul dritto è stata un punto debole evidente e la Scuderia ha ammesso apertamente di essere indietro rispetto a Mercedes in termini di potenza della power unit.
Si ritiene che questo divario sia in parte legato all’interpretazione data da Mercedes al regolamento sul rapporto di compressione del motore, anche se questa zona grigia verrà chiusa dopo il quinto appuntamento stagionale in Canada.
Leclerc non ha evitato l’argomento dopo il Gran Premio del Giappone, dove nelle prime fasi di gara ha perso due decimi al giro da Oscar Piastri e George Russell. Il monegasco ha ammesso che la situazione lo ha lasciato frustrato.
«Sicuramente le power unit Mercedes hanno al momento un grande vantaggio su di noi», ha dichiarato Leclerc a Sky Sports F1. Ha raccontato di essersi sentito «in difficoltà» rispetto ai rivali durante la gara, spiegando di non «percepire» la potenza allo stesso modo. Lewis Hamilton, invece, nello stesso weekend si è lamentato di avere «ancora meno» potenza rispetto al compagno di squadra.
Se da un lato le prestazioni del motore rappresentano un punto chiave, Leclerc è stato categorico nel dire che la risposta della Ferrari deve essere più ampia.
«È sicuramente un aspetto su cui concentrarsi», ha proseguito, «ma non dobbiamo dimenticare che ci sono enormi margini di miglioramento anche nello sviluppo del telaio, dell’aerodinamica, nella gestione delle gomme per portarle nella giusta finestra di utilizzo: sono tutti elementi che fanno la differenza».
Per Leclerc, la chiave è uno sviluppo complessivo, non un singolo colpo risolutivo.
«Il motore, per ora, non possiamo comunque cambiarlo. Ma quando sarà il momento, dovremo migliorare assolutamente tutto ciò che sta attorno alla vettura».
La Ferrari potrebbe comunque beneficiare del meccanismo ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). In base a questo sistema, i costruttori che si trovano tra il 2% e il 4% sotto il motore di riferimento possono ottenere un aggiornamento aggiuntivo, mentre quelli con un ritardo superiore al 4% ne ricevono due. Il processo è previsto dopo il sesto, il dodicesimo e il diciottesimo appuntamento della stagione.
Nonostante ciò, il messaggio di Leclerc è chiaro: le ambizioni della Ferrari non possono dipendere esclusivamente dalle concessioni regolamentari.

Il team principal Fred Vasseur ha fatto eco alle parole del suo pilota, riconoscendo il deficit sul dritto ma ribadendo la necessità di migliorare su tutti i fronti.
«Sappiamo di avere un deficit di prestazione sul rettilineo e dobbiamo lavorarci, ma la situazione è questa», ha dichiarato Vasseur.
Ha inoltre sottolineato che la fase iniziale dell’omologazione della vettura lascia ampio margine di miglioramento.
«Sicuramente abbiamo molto lavoro da fare, come tutti nel paddock. È l’inizio dell’omologazione della vettura, il che significa che abbiamo tantissime cose da migliorare».
Dopo tre gare, la Ferrari dispone ora di dati sufficienti per valutare con maggiore precisione punti di forza e debolezze.
«Adesso, dopo tre gare, abbiamo dati solidi per capire la competitività della vettura, dove siamo messi abbastanza bene e dove invece no. Significa che la prestazione arriva da ogni area, ma dobbiamo fare un passo avanti in ciascun aspetto della performance».
Alla fine, Vasseur ha inquadrato la sfida non tanto come una questione di progressi incrementali, quanto di guadagni relativi.
«Sono sicuro che questo vale per noi, ma anche per tutti gli altri in griglia. È più una questione di fare un salto migliore degli altri, piuttosto che semplicemente fare un passo avanti».
In altre parole, la sfida della Ferrari non è soltanto colmare il divario, ma sviluppare la vettura meglio dei rivali. E, secondo Leclerc, il potenziale di miglioramento resta ampio in ogni area della monoposto.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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