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La stagione 2026 di Formula 1 si è aperta con un inquietante promemoria dei pericoli che si annidano sulla griglia di partenza. Al Gran Premio d’Australia, un quasi contatto tra Liam Lawson e Franco Colapinto ha messo in luce le vulnerabilità dei nuovi regolamenti tecnici — e ha spinto Sergio Perez a lanciare un duro avvertimento: è solo questione di tempo prima che si verifichi un disastro.
Lawson, al volante per la Racing Bulls, ha avuto uno spunto lento senza potenza della batteria disponibile, lasciando la sua monoposto praticamente ferma in griglia. Colapinto, invece, ha effettuato una partenza perfetta e ha mostrato riflessi eccezionali per evitare l’impatto quando la vettura di Lawson è apparsa improvvisamente nel traffico. L’episodio è stato più ravvicinato di quanto sembrasse inizialmente, con Colapinto che in seguito ha ammesso la gravità della situazione: "Quando ho iniziato a rivedere le riprese on board dopo la gara, era ancora più vicino di quanto pensassi, ancora più al limite."
La causa di queste difficoltà in partenza è la rimozione dell’MGU-H (Motor Generator Unit-Hybrid) dalle power unit 2026. Questo componente in passato manteneva il turbocompressore in rotazione ai bassi regimi, eliminando di fatto il turbo lag — un fenomeno che in F1 moderna non rappresentava un problema significativo da oltre un decennio.
Ora i piloti devono gestire manualmente regimi motore più elevati per periodi prolungati per assicurarsi che il turbo raggiunga la piena pressione prima che si spengano i semafori. Azzeccare il momento esatto è diventata un’abilità cruciale: sbagliare la procedura può significare attivare l’anti-stallo. Come ha spiegato Perez: "Queste power unit sono molto difficili da gestire in partenza. Puoi fare una buona o una cattiva partenza per tantissimi fattori diversi. Può scattare l’anti-stallo, come è successo a Lawson, e questo può essere molto, molto pericoloso, perché le velocità che si raggiungono in due o tre secondi sono estreme."
La difficoltà è amplificata dalle capacità di accelerazione complessive di queste monoposto. Colapinto ha sottolineato che le enormi differenze di velocità tra vetture in difficoltà e vetture performanti creano condizioni rischiose, soprattutto quando una macchina sta recuperando energia elettrica mentre un’altra è a pieno gas.
Consapevole di questi rischi, la FIA ha introdotto una nuova procedura di partenza con una fase preliminare di cinque secondi. I pannelli in griglia lampeggiano in blu per questo intervallo, offrendo ai piloti più tempo per aumentare i giri prima della tradizionale sequenza dei semafori. Il sistema è stato testato durante le prove pre-stagionali in Bahrain e ha debuttato ufficialmente a Melbourne.
Inoltre, l’aerodinamica attiva (modalità rettilineo) è ora vietata fino a dopo Curva 1, eliminando qualsiasi ambiguità nell’utilizzo al via.
Nonostante questi interventi, Perez resta scettico. Il suo avvertimento è chiaro: "È solo questione di tempo prima che ci sia un maxi incidente." Ha sottolineato come non esista una soluzione evidente, vista la complessità strutturale delle nuove power unit.
I team hanno adottato filosofie progettuali differenti per migliorare la risposta del turbo — la Ferrari, ad esempio, ha sviluppato un turbocompressore più piccolo per ridurre l’inerzia — ma una certa incoerenza nelle prestazioni resta inevitabile in tutta la griglia, almeno in questa fase iniziale di apprendimento.
L’episodio di Melbourne rappresenta un promemoria tempestivo: ogni cambiamento regolamentare, per quanto necessario, porta con sé conseguenze impreviste. Con l’avanzare della stagione 2026, il paddock trattiene il fiato, sperando che la profezia di Perez non si avveri.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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