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La prima vittoria in Formula 1 di Kimi Antonelli al Gran Premio di Cina ha regalato alla Mercedes molto più di un trofeo: ha creato un momento sul podio che ha toccato profondamente l’ingegnere di pista Peter “Bono” Bonnington.
Con Antonelli alla sua prima affermazione, la Mercedes ha conquistato due posti sul podio, con George Russell al suo fianco. Tra i primi tre era presente anche l’ex pilota Mercedes Lewis Hamilton, dando vita a un’immagine che Bonnington ha definito carica di significato.
Nel ricevere il trofeo costruttori, Bonnington ha ricordato quell’istante con emozione.

"È davvero una bella sensazione, non posso lamentarmi," ha dichiarato a Sky Sports F1. "Avere Lewis lì con Kimi è stato un momento incredibile. È uno di quelli che conserverò nel cuore. Sembrava di rimettere insieme la band… o qualcosa del genere, non so quale sia l’analogia giusta. Ma è stato davvero bellissimo, molto toccante. Lewis è uno sportivo straordinario, come sempre."
Per Bonnington, che ha condiviso capitoli fondamentali della sua carriera sia con Hamilton sia ora con Antonelli, quella celebrazione ha rappresentato l’incontro tra passato e presente nella storia Mercedes.
Bonnington è stato sincero nel descrivere il contrasto tra lavorare con un campione esperto come Hamilton e guidare un giovane pilota all’inizio del suo percorso.
"Con Lewis era tutta un’altra storia. Sapevo cosa stesse pensando, sapevo che non aveva bisogno che gli si spiegasse nulla. Quando ho iniziato con Kimi, invece, mi sono chiesto: cosa non sa ancora?"

Questo cambiamento ha spinto Bonnington a rivedere processi che un tempo dava per scontati.
"Ho dovuto ripassare tante cose che consideravo ovvie. È stato un processo utile anche per me."
Antonelli, spiega, porta nel team un’energia completamente diversa.
"Kimi ha un’energia tutta sua. È ancora giovanissimo, ma pieno di entusiasmo e ama creare coesione nel box. È sempre pronto a scherzare, ma sa anche quando è il momento di concentrarsi e lavorare sodo. Con me ripone grande fiducia, perché io ho l’esperienza e lui ha la gioventù."
Il loro rapporto si fonda su punti di forza complementari: l’esperienza che guida la giovinezza, la struttura che plasma il talento grezzo.
"Lavoriamo in modo diverso e io lo sto accompagnando passo dopo passo nel percorso per diventare campione. Ha appena completato il primo step, ora dobbiamo continuare a costruire."
Secondo Bonnington, la vittoria che ha segnato la svolta per Antonelli è solo l’inizio.

Avendo lavorato sia con Hamilton sia con il sette volte campione del mondo Michael Schumacher, Bonnington ha l’esperienza per riconoscere il talento d’élite. È convinto che Antonelli possieda quella qualità sfuggente che distingue i grandi piloti dai campioni.
"Molti anni fa lessi un libro sulla regola delle 10.000 ore e iniziai a crederci fermamente: pensavo che con abbastanza pratica saremmo diventati tutti abbastanza bravi. Poi ho incontrato persone come Michael, come Lewis, e capisci che non è solo quello. C’è un livello in più, quel decimo o due in più. E Kimi ce l’ha, ha proprio quel decimo o due in più."
In una carriera segnata da collaborazioni vincenti, il giudizio di Bonnington ha un peso specifico. Antonelli ha compiuto il primo passo con la vittoria in Cina, ma in casa Mercedes c’è già la convinzione che gli ingredienti per qualcosa di ancora più grande siano tutti al loro posto.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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