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Il periodo di transizione della Red Bull ha subito un’ulteriore svolta significativa con le dimissioni riportate del meccanico senior Ole Schack, aggiungendo ulteriore pressione a un team già alle prese con profondi cambiamenti interni.
La notizia segue la recente uscita del capo progettista Craig Skinner e si aggiunge a una lista sempre più lunga di figure di alto profilo e di lunga esperienza che stanno lasciando la scuderia di Milton Keynes. Sebbene l’addio di Schack non abbia lo stesso peso di quelli di Adrian Newey, Jonathan Wheatley o Will Courtenay, rappresenta comunque un segnale preoccupante in un momento in cui l’incertezza continua a crescere — in particolare sul futuro di Max Verstappen.
Secondo F1-Insider, Schack — veterano con oltre 20 anni di esperienza nel team — avrebbe rassegnato le dimissioni a causa dell’insoddisfazione per «un cambiamento nell’atmosfera di lavoro all’interno della squadra». Il report suggerisce che il morale nel box stia «rischiando di deteriorarsi».
Schack è stato una presenza costante sin da quando la Red Bull acquisì la Jaguar, ricoprendo il ruolo di capo meccanico per Sebastian Vettel e successivamente di meccanico dell’avantreno per Verstappen. La sua uscita comporta la perdita di una profonda conoscenza interna e di una preziosa continuità in una fase particolarmente delicata.
Il rimpasto interno era iniziato lo scorso anno con la fine della storica struttura dirigenziale formata da Christian Horner e Helmut Marko. Horner è stato licenziato a luglio, mentre Marko ha lasciato di comune accordo al termine della stagione. Laurent Mekies, nominato successore di Horner, è stato ampiamente elogiato per il suo impatto immediato — ma da allora la traiettoria competitiva del team ha subito una battuta d’arresto.
La stagione 2026 della Red Bull è partita in salita. Dopo tre gare, il team ha raccolto appena 16 punti, ritrovandosi a pari merito con l’Alpine al sesto posto. Due ritiri hanno aggravato la situazione e la squadra non è ancora riuscita a conquistare un doppio piazzamento a punti.
Un avvio del genere non può che aumentare l’attenzione mediatica, soprattutto mentre crescono le speculazioni sulla posizione contrattuale di Verstappen. Secondo alcune indiscrezioni, il pilota avrebbe una finestra di tre mesi per attivare una clausola di uscita qualora le difficoltà del team dovessero persistere.
Le dimissioni di Schack rientrano in un quadro più ampio di uscite che coinvolge diversi reparti.
Matt Caller, responsabile di tutti i meccanici sul lato del box di Verstappen, ha recentemente concluso il suo ultimo turno prima di trasferirsi in Audi. Sul fronte ingegneristico, Michael Manning — descritto come uno degli ingegneri più stimati da Verstappen — ha lasciato lo scorso dicembre, mentre Tom Hart è pronto a unirsi alla Williams dopo aver accettato un’offerta.
I cambiamenti ai vertici hanno innescato ulteriori movimenti. Dopo l’uscita di Horner, lo specialista marketing Oliver Hughes e il direttore della comunicazione Paul Smith hanno seguito la stessa strada. Altri membri dei reparti comunicazione e marketing — Alice Hedworth, Joanna Fleet, Julia George e Simon Smith-Wright — hanno lasciato all’inizio del 2026.
Una figura chiave che rimane è Gianpiero Lambiase, che ha deciso di restare in Red Bull nonostante l’offerta ricevuta da Newey per diventare team principal dell’Aston Martin.
Il turnover del personale non è insolito in Formula 1 ed è possibile che l’attuale situazione sia amplificata dalla narrazione più ampia di cambiamento che circonda la squadra. Tuttavia, rispetto al periodo dominante 2021–24, la struttura della Red Bull appare oggi profondamente diversa.
Con le prestazioni in calo, l’uscita di figure senior e un malcontento che, secondo quanto riportato, starebbe crescendo all’interno del box, l’effetto complessivo è difficile da ignorare. Se questi cambiamenti si riveleranno temporanei o segnaleranno una trasformazione più profonda potrebbe influenzare non solo la direzione competitiva della Red Bull — ma anche il futuro a lungo termine di Verstappen all’interno del team.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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